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Padre e figlio corrono insieme la mezza maratona di Berlino

Livorno, Fabio e Enrico Corsi hanno complettao la gara e alla fine hanno mostrato lo striscione con la scritta: "Forza Livorno"

LIVORNO. Scarpette ai piedi e cuore in gola e numeri (11139 e 11140) rigorosamente attaccati sulla maglietta. Per Fabio e Enrico Corsi, all’anagrafe padre e figlio, una domenica da riporre gelosamente nel cassetto dei ricordi sportivamente più belli. In gara nella 38° edizione della mezza maratona di Berlino, insieme con altre decine di migliaia di partecipanti c’erano anche loro. Una partecipazione per entrambi senza troppe velleità agonistiche, in ossequio allo spirito decoubertiano: «L’importante non è vincere ma partecipare».

Anche, perché, tenendo conto dell’alto livello qualitativo di parecchi atleti, specialmente africani, vincere o piazzarsi benino sarebbe stato difficile per entrambi, anche se la preparazione alla gara fosse stata più puntuale, assidua e professionale. Tra l’altro, per Enrico Corsi, il figlio, questa è stata la prima mezza maratona corsa come atleta. A stimolare Enrico a mettersi in prova, proprio in questa circostanza, è stato il babbo Fabio, che complice anche l’età e l’amore, con radici lontane, per questo sport, di mezze maratone ne ha disputate parecchie in tante città dello Stivale e anche fuori dei confini nazionali, tra cui quelle di Roma e naturalmente Livorno.

In questa trasferta agonistica berlinese, un ruolo importante, per Fabio ed Enrico Corsi, lo ha svolto anche la possibilità di poter ammirare, strada facendo e in assenza momentaneo di traffico veicolare,

una delle città più belle del mondo con i suoi stupendi monumenti, quali la Porta di Brandeburgo e i quartieri Mitte e Friedrichshain.
E infine, come ciliegina sulla torta, di poter esibire, per noi “indigeni innamorati” livornesi, lo striscione sempre d’attualità: “Forza Livorno”.

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