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Dalla V per Valiani alla V per vittoria «E ora carica...»

«Sul 2-2 non è stato facile, ma noi non molliano mai Ho capito che avremmo vinto guardando Morelli»

LIVORNO. La precoce estate sarda ha regalato maggiore concretezza ai sogni di promozione del Livorno. Per piegare la resistenza dell'Arzachena c'è stato da penare, ma dov'è la novità? Qui siamo nati per soffrire e le strade sono due: ci si adegua o si scappa, ma qui l'unica fuga è per la vittoria.

Ciccio Valiani – autore del gol del 2-0 al 'Nespoli' – lo sa e sottolinea l'importanza del successo di Olbia: «Abbiamo conquistato tre punti pesantissimi. Queste sono gare che vanno vissute come partite singole pensando a noi stessi e alle nostre prestazioni senza far caso agli altri che sono assai agguerriti. Quindi nessuna tabella, ma massima concentrazione anche per le prossime due»

Saranno due vere finali

«Preferisco parlare di partite secche. Sono certo che prendendo una partita per volta, facciamo uscire le nostre qualità e il nostro spirito di sacrificio ci porteranno ad ottenere il risultato che vogliamo».

Una vittoria come quella di sabato quanto aumenta la vostra autostima?

«Tantissimo. Noi avevamo bisogno di dare continuità. In passato ci era capitato di fare risultati importanti e poi di fermarci. In questa fase cruciale della stagione invece dovevamo vincere ancora e lo abbiamo fatto. Con fatica, ma lo abbiamo fatto».

Non riuscite proprio a non soffrire. Perché ?

«Questo è un aspetto che dobbiamo migliorare e su cui dobbiamo lavorare. Diciamo che è un nostro difettuccio che mi fa girare le scatole. Ne parliamo anche nello spogliatoio. Certe sfide vanno chiuse e gli altri devono capire che non hanno speranza di riaprirle. Sabato la partita si era messa bene, poi siamo stati poco attenti e un po' superficiali nel farci raggiungere. Sul 2-0 la partita doveva essere messa in un certo modo e invece abbiamo concesso due gol che una squadra matura come la nostra non può regalare. Dispiace dover sudare in questo modo le vittorie quando invece sul campo si merita più degli avversarsi. Per fortuna ci ha messo una pezza Andrea Luci».

Ora però testa, gambe e cuore sono già indirizzati sulla Carrarese...

«Sì. Abbiamo già resettato e tutto il gruppo è già in modalità “partita di sabato”. Vogliamo arrivare alla grande, preparati bene e concentrati a quell'appuntamento».

180 minuti alla fine del campionato. Le energie residue non sono molte. Quanto conta la panchina?

«Moltissimo. A volte ci si dimentica di loro, ma mi piace ricordare che chi sta fuori, dà l'anima per sostenerci dalla panchina. Noi li sentiamo e li ringraziamo. E poi quando entrano dànno il loro contributo in maniera corposa. Con l'Arzachena chi è entrato ha fatto bene. Penso a Pulidori, Kabashi, Murilo, Pirello e Morelli che nel caso specifico sono subentrati a Olbia, ma anche a tutti gli altri. Ognuno di loro ha sempre dato un contributo importante. Posso fare un esempio?

Prego.

«Sabato ho guardato in faccia Gabriele Morelli quando è entrato. Aveva l'espressione di uno che non ci stava a fare 2-2. In quel momento ho capito che ce l'avremmo fatta».

A Olbia c'erano anche tanti tifosi che non volevano il 2-2. Con la Carrarese ce ne saranno molti di più...

«Sono convinto che Livorno e il suo pubblico, vale a dire quelli che ci hanno seguito, quelli che volevano farlo e non l'hanno potuto fare e quelli che inizieranno a seguirci da sabato, non hanno bisogno di un mio appello. Tutti si rendono conto dell'importanza che hanno e di quando incidono sul nostro rendimento. Nel derby con il Pisa è stato ampiamente dimostrato. Lo stadio che non sta zitto un attimo è una spinta in più per noi e uno sgambetto per gli avversari quindi di sicuro ne volgiamo tantissimi al nostro fianco sabato. Spero che il Picchi sia stracolmo».

Quest'anno il tuo rendimento è stato eccezionale. Riesci a fare un bilancio personale?

«No. È ancora presto. Il campionato non è ancora finito. Preferisco aspettare l'ultima giornata. Baso la mia forza sul fatto di non mettermi delle scadenze. Mi piace e mi diverte come un matto

allenarmi e continuare a giocare. Mi piacerebbe moltissimo l'anno prossimo fare un campionato di un certo tipo, di un certo livello e poi uno tira le sue somme, si ascolta, sente il suo corpo. Sul mio rendimento ne riparliamo a fine stagione...».

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