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«È un gol pesante, lo dedico alla mia famiglia»

Il capitano esalta lo spirito del Livorno: «Siamo stati grandi, ma sul 2-0 dovevamo chiuderla a chiave»

OLBIA. Capitano mio Capitano. Nel momento più delicato della storia recente del Livorno - con l'Arzachena risalita da 0-2 a 2-2 e la strada verso la promozione che si stava complicando - proprio Andrea Luci ha dato l'esempio. Lui si è caricato squadra, tifosi, città e provincia sulle spalle e con il mancino - che proprio il suo piede non è - ha segnato il gol da tre punti e spazzato via cattivi pensieri e quella maledizione che da sempre incombe su di noi: «Punti pensati», si è limitato a dire lui con un filo di voce all'inizio della conferenza stampa post partita. «La voce? Quella l'ho persa in campo. Ma non importa. A noi serviva questa vittoria e l'abbiamo ottenuta nella consapevolezza che non è ancora decisiva. Ora dobbiamo continuare così perché questa serie B la vogliamo a tutti i costi. E sapete perché? Perché salvo una piccola parentesi abbiamo sempre condotto in testa questo campionato ed è giusto che lo vinciamo noi». Luci poi è tornato allo specifico della partita: «Questo è un campo difficile. Tra l'altro faceva pure un caldo infernale. Sapevamo che era un passaggio fondamentale del nostro campionato. Siamo stati bravi anche se sul 2-2 c'è stata un po' di preoccupazione. Eravamo sopra di due gol e ci siamo fatti riprendere. Non deve più succedere».

Questo è senza dubbio il gol più importante della carriera, ma lui ha mantenuto l'umiltà di sempre e ha preferito parlare della squadra: «Ora pensiamo alla partita con la Carrarese. Quella è un'altra tappa basilare del nostro cammino. Abbiamo il destino nelle nostre mani. Con un successo e un pareggio siamo in serie B. Dobbiamo solo ed esclusivamente pensare a questo. Ecco se faccio questo ragionamento mi rendo conto che in effetti il gol che ho segnato è di quelli pesanti». Appunto. E un gol così si è meritato una dedica tutta particolare: «Sì. Non ho dubbi. E' per la mia famiglia. Per mia moglie Lisa e per i miei figli Marco ed Edoardo».

Una settimana fa il capitano soffrì perché

a causa di un affaticamento muscolare non poté giocare dal primo minuto il derby. Ieri gli dei del calcio lo hanno ricompensato con gli interessi. Se questo campionato finisce come nei sogni di tutta Livorno, quel mancino vincente del Capitano ce lo ricorderemo anche fra trent'anni.

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