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Due notti in nave per godere

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Due notti in nave per godere

Le bandiere del Livorno issate sulla sabbia della Costa Smeralda, il corteo per le vie di Olbia e il boato

OLBIA. «E io lo so perché non resto a casa...» canta lo spicchio amaranto sotto il sole cocente della Sardegna. Lo sanno bene, i tifosi livornesi che si sono imbarcati venerdì notte e hanno piantato le loro bandiere sulle spiagge della Costa Smeralda. Livorno-Olbia-Livorno in meno di 24 ore ma ne è valsa la pena davanti a questi 96 minuti fantastici che ci proiettano verso il sogno.

Al Nespoli di Olbia si sentivano solo loro, 200 innamorati, dai ragazzi della Brigata Toffee, da Quelli di Borgo e dai club Magnozzi, Campanile e Il Porto.

«Non importa se sto fuori un giorno o tre», canta la curva amaranto e mai come stavolta il calza a meraviglia.

Gli ultrà sulla Grimaldi delle 21.30, i club sulla Moby delle 22. Alle prime ore del mattino, mentre l’alba fa capolino nel golfo di Olbia, il ritrovo in banchina. I ragazzi della Curva, in corteo, si sono diretti verso la bellissima spiaggia di Pittulongu: la tensione per una partita difficile e fondamentale nella corsa alla serie B è stata sciolta nell’acqua cristallina tra una partita, un panino e una birra.

Un’ora prima della partita il corteo è ripartito verso lo stadio: bandiera della Palestina in bella vista, tutti compatti al centro del settore, i nostri hanno fatto sentire la squadra di Sottil a casa fin da quando era negli spogliatoi. Il boato al 5', quando il Livorno è passato in vantaggio, si è sentito fino a Sassari.

«Non tifo per gli squadroni, ma tifo te». Con 4 bandieroni sempre in movimento, tantissimi battimani e un megafono per lanciare i cori dal centro, gli ultrà hanno fatto vibrare lo stadio insieme a Martino Borghese, portando fino in Sardegna il ricordo di Luca Mazzoni, uno dei lavoratori della Labromare che ha perso la vita nell’esplosione della cisterna.

Sullo 0-2 tutto sembrava fatto. Acqua, birre e ottimo mirto nell’intervallo, ma la ripresa dell’Arzachena e un caldo ossessionante li ha fatti rimanere sullo stomaco fino a quando Luci non ha acceso i ventilatori della goduria, caricato dall’inno del maestro Ciampi cantato a ripetizione.

Dalla curva livornese è comparso anche uno striscione per la mamma di un ultrà scomparsa l'anno scorso. «Un anno è passato e sembra ieri. Sei sempre nei nostri pensieri. Simonetta con noi». E giù applausi.

Il siluro del capitano, proprio sotto la Curva ospiti, ha fatto esplodere tutto. Negli ultimi minuti di partita, il nuovo vantaggio in tasca ha inebriato l’aria più del mirto, anche se la paura della beffa è svanita solo dopo il triplice fischio.

Una liberazione, l’inizio di una festa fantastica: la corsa della squadra sotto il settore amaranto, il grazie di Mazzoni e soci per quel sostegno, la fatica, la passione, la fede, l’amore. Gli abbracci dei corpi sudati in mezzo all’amaranto sventolante...

I cancelli si sono riaperti e il giubilo è continuato

per le strade di Olbia, tra la voglia di rinfrescarsi e quella di cantare... Poi tutti sulla banchina, davanti al tramonto, aspettando la nave che ci ha riportati a Livorno. Stamani lo sbarco nel Mediceo con tre punti in tasca e le immagini di una giornata memorabile da raccontare.

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