Quotidiani locali

La scelta d’amore di Igor Protti «Restiamo uniti»

Addio nell’aria, poi nella notte di martedì la svolta «Adesso so di avere dei veri soldati al mio fianco»

LIVORNO. Un po’ come quella canzone di Vecchioni: “per amore, solo per amore tuo”. Igor Protti ci ha ripensato, meditava in cuor suo di lasciare il Livorno ma dopo qualche notte insonne ha preso la decisione che tutti i tifosi amaranto speravano. Non un passo indietro.

La rivela con un maglioncino amaranto indosso, come se proprio non riuscisse a togliersi quel colore dalla pelle. «Dovevo capire tante cose. Alla fine ho avuto le risposte che mi aspettavo ed eccomi qui deciso ad andare avanti più carico che mai».

Quanto ha influito nella tua decisione la vittoria col Siena?

«Molto. Ma non per un semplice discorso di risultato, non è che io amo il Livorno solo se vince. Figuriamoci...»

E allora?

«A Piacenza avevo visto una prestazione assolutamente non concepibile. Prima della partita col Siena ho parlato ai ragazzi, ho detto loro che sono tornato a Livorno un anno e mezzo fa per aiutare squadra e società a tornare in serie B: ma per far ciò ho bisogno di sapere che vado in guerra con vicino a me dei soldati veri. Per me era più importante l’atteggiamento del risultato. Oggi, dopo la partita col Siena, posso dire “voglio combattere con voi”».

Temevi di non poter trasmettere qualcosa ai giocatori?

«Sì, ci ho pensato. Il mio cruccio più grande sarebbe non riuscire a trasmettere ai giocatori l’attaccamento e l’amore verso questa maglia e questa città. Lo scorso anno c’ero riuscito, adesso filava tutto alla grande ma poi ci siamo smarriti».

Quanto ha pesato il fatto che, un eventuale tuo addio, avrebbe portato conseguenze molto negative sul Livorno?

«Forse è il primo motivo. Se pensavo alla mia serenità, stavo a casa. Non voglio essere presuntuoso, ma credo che andando via ci sarebbe stato un clima meno positivo intorno alla squadra. E mai farei qualcosa di male al Livorno».

Dopo la partita di Siena non hai trattenuto le lacrime. Sembrava proprio l’addio.

«Sono stati giorni molto duri per me. Al fischio finale di solito saluto i ragazzi, stavolta ho deciso di uscire ma sono venuti ad abbracciarmi subito Foschi e Mazzoni. Loro sapevano quanto fosse importante per me. E non vi dico la gioia dei tanti messaggi di supporto arrivati dalla città. Non mi piace farmi desiderare, ma è chiaro che sono segnali forti».

Quanto hanno influito le improvvise scelte di Spinelli sul tuo pensiero di lasciare tutto?

«Sono tanti anni che Spinelli fa calcio e la sua caratteristica spesso è questa. Comunque guardo al futuro e mi auguro che Nicola Pecini possa rientrare con noi: c’è un progetto che tutti insieme abbiamo iniziato e sarebbe bello portarlo a termine. Se questo non succederà, non cambia la mia valutazione positiva su di lui».

Sinceramente: pensi di essere supportato o sopportato da Spinelli?

«Non lo so. A volte però ho la sensazione di essere stimato molto. Credo che abbia affetto nei miei confronti, sennò nella sua stanza privata allo stadio non terrebbe le mie foto».

Ma qualcuno da Genova ti ha chiamato?

«Sì, Roberto Spinelli. E mi ha fatto piacere che abbia ribadito la totale fiducia sua e del padre nei miei confronti».

C’era però anche un problema di rapporti con Elio Signorelli. O no?

«Era una delle cose da valutare. Signorelli mi ha chiamato, ci siamo incontrati, gli ho detto delle cose e gli ho detto di essere pronto a collaborare con lui per il bene del Livorno. C’erano state delle incomprensioni quando lui era dirigente e io ero a casa, ma il bene del Livorno va davanti a tutto e ora possiamo andare avanti insieme».

Alle 17 della sera Igor Protti annuncia che resta. E se invece avesse lasciato...?

«Adesso sarei a casa. A guardare la televisione senza capire che cosa trasmette...».

Ci crediamo nella serie B?

«Dobbiamo crederci e lottare tutti insieme. Se ti metti la maglia del Livorno, non puoi ogni domenica non andare a fare una battaglia. Ma questo

è un gruppo di ragazzi seri, sono sicuro che non si tireranno indietro».

Percentuali di promozione?

«Non mi piacciono i pronostici. Mi fermo alla matematica, siamo due punti avanti e quindi leggermente favoriti. Dico 34% noi, 33% Siena e 33% Pisa».



TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik