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ANCHE MILADY SA PERDERE LE OCCASIONI

Lascia qualcosa di importante la Juventus a Ferrara. Lascia non solo due punti preziosi, ma anche il ricordo di una partita mal interpretata, nella quale è caduta nel tranello degli avversari. La...

Lascia qualcosa di importante la Juventus a Ferrara. Lascia non solo due punti preziosi, ma anche il ricordo di una partita mal interpretata, nella quale è caduta nel tranello degli avversari. La Spal è scesa in campo con un furore agonistico che non ha trovato eguali dall'altra parte. La Cenerentola al cospetto della Vecchia Signora è stata magnifica sul piano tattico: dinamica e decisa, si è mossa a drappelli, riconquistando palla in ogni zona del campo. Nel secondo tempo è inevitabilmente calata, quindi si è arroccata dietro mazzolando il giusto. Ecco: la Juve, che di solito fa della concentrazione e dell'animus pugnandi le sue armi migliori, non si è adeguata alle trame che proponeva la partita, anzi ha continuato a usare il fioretto quando il match richiedeva piuttosto una prova di forza su ogni pallone, sfruttando magari un'azione sporca per sbloccare il risultato. Il trio offensivo bianconero, si sa, ha un valore tecnico immenso, ma sabato non c'era spazio per le giocate alla sudamericana. Serviva una partita diversa, una partita che la Juve non ha saputo interpretare.

Non so se questo può bastare per parlare di campionato riaperto: la squadra di Allegri ha confermato la sua solidità difensiva e non siamo ai livelli di defaillance che ha avuto il Napoli di recente. Ma il passo falso pesa, e rimanda tutto allo scontro diretto. Di certo, a differenza del passato, il distacco tra prima e seconda sarà molto contenuto: merito del Napoli di Sarri, la cui stagione, al di là dell'esito finale, sarà stata comunque straordinaria. Chiusura con le milanesi e con le due vittorie a immagine e somiglianza dei loro allenatori. Successo di nervi per il Milan, che dimostra solidità caratteriale in assenza di quella difensiva. Dall'altro lato, finalmente, i nerazzurri capaci anche di zittire coloro che ne criticavano l'incapacità di giocare a calcio. Non dimentichiamoci cos'è stata l'Inter degli ultimi anni: una squadra che partiva forte

e poi franava. Il fatto che stavolta non sia crollata, anzi abbia avuto la capacità di risvegliarsi, depone a favore di Spalletti, che sta trovando contromisure alla tendenza storica di un'Inter che si buttava via nel girone di ritorno.

(a cura di Giorgio Carlini)

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