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«Il Siena è più squadra ma il Livorno ha i tenori»

Il duello al vertice nelle parole di Giuseppe Papadopulo, ex tecnico di entrambe «Si deciderà tutto all’ultima giornata. Lo scontro diretto? Per me finisce pari»

LIVORNO. Giuseppe Papadopulo, classe ‘48, è uno che di Livorno e Siena se ne intende. Nato a Casale Marittimo (Pisa), la sua carriera da calciatore cominciò proprio in amaranto (in tutta la seconda metà degli anni ‘60) ma degli amaranto è stato anche allenatore. Purtroppo, nella stagione 95/96 che ebbe il suo epilogo con la finale playoff di Ferrara, e quei rigori che fecero festeggiare la C1 alla Fermana. Col Siena, invece, c’è stato nel periodo d’oro bianconero: una promozione in B ed una salvezza miracolosa nel massimo campionato. Dal marzo 2011 (serie B, Torino, subentrato a Lerda che poi riprese il suo posto) osserva il calcio senza più frenesie ma si tiene sempre aggiornato. Serie C compresa.

Il Livorno, è tornato al successo. Il segnale che può aver ripreso la strada smarrita?

«Prima di tutto, vorrei dire che in merito alle vicende succedute in questi ultimi giorni, ho molto apprezzato il gesto fatto dai giocatori. Rende loro onore e con quella mossa hanno dimostrato attaccamento alla società, al tecnico e al tempo stesso la volontà di voler raggiungere il risultato che prima della crisi, era alla portata».

Cosa può essere accaduto? Cosa si è inceppato?

«Visto dall’esterno, credo che tutti quei punti di vantaggio abbiano illuso che il campionato fosse già stato assegnato. La realtà del calcio dimostra invece che fino a che la matematica lascia in gioco tutte le possibilità, non si può essere certi. Il Siena non ha mai mollato e si è rifatto sotto. Conosco bene Mignani e sapevo che in caso di incertezze della capolista, ne avrebbero approfittato. Aver però vinto a Gorgonzola, può rimettere benzina agli amaranto. Che, hanno diversi giocatori che in questa categoria sono sprecati».

Questo Siena non perde davvero un colpo...

«Ha acquisito la mentalità del suo mister che io conosco benissimo perché l’ho avuto per tre anni mio giocatore. È stato abile a trasmettere le sue convinzioni alla squadra. Il suo gruppo ci ha sempre più creduto vedendo che davanti il Livorno aveva tolto il piede dall’acceleratore».

Differenze (se ci sono) fra i due allenatori?

«Sottil lo conosco meno. Ma so benissimo che ha fatto sempre bene. Penso che Spinelli e Pecini abbiano affidato la guida ad un ottimo elemento. Sono due tecnici bravi e con le carte in regola per far carriera. Due buoni motivatori».

Ma secondo lei sarà duello fino alla fine?

«Secondo me, si. Anche se il Siena ha più partite disputate. Certo, la situazione di Arezzo, non semplifica le cose, non dà tanta chiarezza».

Ecco, giocare o meno la partita contro Moscardelli e compagni, può essere un elemento di disturbo per la gestione campionato di Livorno (che dovrebbe fare il recupero) e del Siena che ci dovrebbe andare alla sedicesima avendo da osservare il riposo sette giorni prima?

«Io sono convinto che la Lega farà di tutto per far terminare loro il campionato. Certo, se invece saltasse il banco, per il Siena non sarebbe simpatico. Non giocare cioè per due giornate consecutive e riprendere lo sprint a tre dal termine».

Chi può fare la differenza nel Livorno e chi nel Siena?

«Nel Siena, non c’è la forza del singolo, ma del gruppo. Nel Livorno, se uno come Vantaggiato sta bene, può essere risolutivo. E la capacità di Luci nel caricare tutti gli altri».

Quale delle due, dovesse scommettere un centesimo, vedrebbe promossa diretta?

«Come completezza di squadra sul Siena, sulla forza di tanti tenori, sul Livorno».

Facciamo le carte allo scontro diretto che ci sarà al Picchi. Come lo interpreteranno le squadre?

«Intanto il Livorno gode della vittoria ottenuta all’andata sul campo del Franchi e non è poco. Bisognerà però vedere al momento, quale dei due mister avrà preparato la squadra al meglio sotto il profilo fisico e come avrà dosato la carica mentale senza fare troppa pressione. Ma di solito queste partite finiscono in parità. La differenza la faranno invece le altre partite che ci offre il calendario. Cioè, i punti che le due pretendenti riusciranno a fare con le altre. Specialmente quelle che non possono permettersi passi falsi perché in lotta per la salvezza».

Quale delle due sponde riesce meglio ad essere il dodicesimo in campo?

«Una bella lotta. Il calore dei livornesi e il loro attaccamento alla squadra non ha eguali. Ma ho allenato a Siena e so che anche da quelle parti non scherzano. Direi che questo fattore non incide. I tifosi di entrambe sanno dare il massimo. Posso dire una cosa prima di salutarci? Auguro sia al Livorno che al Siena di guadagnare

la promozione anche se per una delle due sarebbe solo dopo la lotteria dei playoff. E dico anche che questa partita non me la perderò per nessuna cosa al mondo. Deciderò se guardarmela a casa o fare un salto al Picchi. Sarebbe anche una occasione per rivedere tanti amici».



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