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Libertas, è finita. La sconfitta numero 25 è desolante

Serie B, gialloblù rassegnati e nervosi con Oleggio. Ora manca solo la matematica per la retrocessione

LIVORNO. Fine della corsa. A meno che non si voglia continuare a credere in quell’esile filo offerto dall’aritmetica. La Libertas infila la 25esima sconfitta consecutiva e tanto potrebbe bastare, ma è l’atteggiamento della squadra, sono le facce di giocatori e allenatore già dal riscaldamento a non concedere più alcuna speranza. Il giocare questa partita conoscendo già il risultato di Moncalieri nella sua di sabato avrebbe potuto rappresentare un vantaggio se le cose fossero andate in modo diverso, cioè con il ko della penultima. Ma la vittoria dei piemontesi, il sapere che, comunque fosse andata con Oleggio, i punti da rimontare sarebbero rimasti 6 con solo 5 partite a disposizione, diventa un fardello troppo pesante da portarsi sulle spalle per una squadra dagli equilibri emotivi ormai minati come è la Libertas.

Per almeno 35’ su 40 la partita ha la stessa intensità di un torneo precampionato, al di là di tecnici e successive espulsioni che un arbitraggio un po’ zelante lascia fioccare. Solo le pause vistose degli ospiti lasciano, a tratti ma solo a tratti, riaffiorare un po’ di voglia di lottare, di sporcarsi i gomiti, di urlare contro il cielo. Il resto è da encefalogramma piatto, in un palasport triste dove il gruppetto di sostenitori giunto dalla provincia di Novara la fa da padrone con il megafono e i tamburi mentre, dall’altra parte, le uniche urla di gioia che arrivano per i canestri gialloblù sono quelli dei bambini dell’associazione Amici della Zizzi, ospiti della serata.

Il 5-0 interno iniziale dopo due errori dall’angolo degli ospiti dura poco più di niente: Colombo e Marusic aggiustano la mira e a metà quarto è già 7-13. Quattro in fila di Soloperto non bastano per il riaggancio, Chiacig esce e poi rientra per Giorgi ma sembra indietro sia come condizione che come voglia, mentre Oleggio (priva del maggiore degli Hidalgo, Shaquille) gira assai bene la palla, sceglie ottimi tiri sbagliandone però assai e questo consente che il primo quarto si chiuda, l’unico, con la Libertas a contatto. La mira storta del primo parziale gli ospiti la raddrizzano, come d’incanto, in avvio di secondo periodo: colpiscono da tre, uno dopo l’altro, Calzavara, Colombo e Canavesi (2 volte) e in un amen il punteggio si dilata, 13-26 al 12’50”. Chiudono l’emorragia Giorgi e Bastoni (17-26) mentre Gallazzi e Colombo commettono il loro terzo fallo, entrambi in attacco. Potrebbe essere il momento di digrignare i denti, ma la difesa della Libertas concede una comoda tripla a Lo Biondo, prima di un’altra di Canavesi che, a intervallo ancora lontano, vale il 17-36 che sa già tanto di de profundis. Il tutto orchestrato dal piccolo play Penny Hidalgo, uno che tratta la palla con la delicatezza di un chirurgo e che farebbe prendere un buon tiro anche al custode della palestra.

Intervallo lungo sul 27-44, dopo che Oleggio ha già toccato i 20 attivi e difesa Libertas ancora più morbida dopo il riposo, fino a sprofondare nell’abisso del -25 (41-66 al 26’20”) che varrebbe abbondantemente i titoli di coda se non fossero gli stessi ospiti, più che i giocatori di casa, a regalare qualche poca emozione. Un po’ di panchina per Hidalgo, qualche gigioneria, un congruo numero di palle perse fruttano un parziale interno di 10-0 a cavallo dell’ultimo quarto, nel quale si vede finalmente un po’ di quella pressione difensiva che ci sarebbe dovuta essere 40’ su 40’. La tripla di Calzavara (51-69 al 34’ 30) scaccia la paura, semmai Oleggio ne ha davvero avuta, e da quel momento non resta che aspettare la fine, mentre chi può cerca di dare una lustratina alle sue sue statistiche. Il che vale un parzialino di 4-0 per il 55-69 con

5’ sul cronometro, ma crederci o fare finta di è il minimo sindacale, così come l’augurio è che nessuno voglia appellarsi al 4° e 5° fallo (antisportivo) di Soloperto e alla successiva espulsione sua e di Chiagic, in campo meno di 10’. In realtà il copione è già scritto. Da tempo.

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