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Arezzo-Livorno è diventata la sfida-fantasma

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Arezzo-Livorno è diventata la sfida-fantasma

La Lega ha deciso di rinviare la partita di domenica 25 febbraio ma la società resta in crisi e non è fissato il recupero

LIVORNO. Tutti a casa. I giocatori non scioperano, il Livorno non gioca, i tifosi non partono. Questo Arezzo-Livorno ci regala solo soltanto dei “non”. Di certezze invece neanche l’ombra. Solo un ginepraio di ipotesi, una valanga di “se” che per ora ci convincono poco. Ha deciso tutto la Lega, ha deciso il suo presidente Gravina che ha voluto anticipare la decisione dei giocatori e rinviare la partita. Il rischio di giocarla in realtà non esisteva, perché comunque i giocatori dell’Arezzo (non avendo avuto alcuna garanzia) avrebbero comunicato la loro volontà di andare avanti con lo sciopero. Gravina dunque ha giocato d’anticipo.

DESTINO AREZZO. Ufficialmente dunque la partita è rinviata a data da destinarsi. Ora però c’è da capire quale sarà il destino dell’Arezzo, perché non pensiamo proprio che domattina si svegli un magnate cinese che copre le perdite di 2 milioni di euro e conduce la squadra verso la fine del campionato. Piuttosto è più probabile che ci sia una accelerata verso il fallimento e l’esercizio provvisorio, il che potrebbe anche portare l’Arezzo a concludere la stagione, un po’ come sta succedendo con il Vicenza.

In questa ottica, ieri è già stata presentata un’istanza di fallimento da parte di uno studio commerciale aretino. Se parte l’esercizio provvisorio a cui mirano Lega, Aic e amministrazione comunale, arriveranno anche i 350mila euro della fideiussione che ci sono in Lega. A quel punto però per garantire l’esercizio provvisorio servirà dimostrare che ci sono abbastanza soldi per arrivare a fine stagione. E qui servono investitori perché il solo incasso delle partite non basta. L’altra ipotesi è più secca: niente soldi, nessun salvagente, niente esercizio provvisorio, i giocatori si rifiutano anche di andare a Olbia domenica prossima (chi paga?) e a quel punto arriva il primo degli 0-3 che porteranno poi alla cancellazione dell’Arezzo.

IL RINVIO. Se l’Arezzo trova qualche soldo e si va avanti con l’esercizio provvisorio, quando si recupera la partita col Livorno? A metà marzo c’è già il turno infrasettimanale contro il Siena, a aprile ci sono due trasferte in Sardegna problematiche a livello logistico, dunque si andrebbe addirittura a mercoledì 2 maggio, in pratica pochi giorni prima dell’ultima partita di campionato a Piacenza. Visto che al Livorno qui non regalano niente, sarà bene che in Lega non facciano i fenomeni e tengano conto anche delle nostre esigenze per l’eventuale recupero.

CONTENTI O NO? Ora tutti a cercare di capire se questa situazione ci avvantaggia o no. I dirigenti del Livorno hanno fatto tutto ciò che potevano fare. Il primo obiettivo era scongiurare l’ipotesi di essere gli ultimi ad affrontare l’Arezzo ed è stato raggiunto. Adesso bisognerà tutelarsi sulla data dell’eventuale recupero. Di certo l’ipotesi peggiore sarebbe stata giocare domenica, con loro che magari facevano la partita della vita di fronte a un pubblico-record, per poi alzare bandiera bianca pochi giorni dopo. Anche perché, lo ricordiamo, gli 0-3 partono dal momento del ritiro, i risultati precedenti (compresi quelli del ritorno) sono tutti confermati.

Questa di giocare, come detto sembra una ipotesi che comunque non si sarebbe realizzata. L’Assocalciatori ieri ha preso parte a un incontro in Prefettura confermando che prosegue lo stato di agitazione dei giocatori. Per carità, poi magari è stato tutto concordato tra Lega e Assocalciatori, visto che la decisione per certi versi può star bene anche a Cutulo e compagni.

A nostro parere comunque il discorso è un altro. I giocatori dell’Arezzo hanno deciso di scioperare? E allora si arriva a domenica, questi non si presentano al campo e finisce 0-3 a tavolino. Punto e basta. Qui sembra che ormai i regolamenti siano diventati una barzelletta, un giorno si sveglia Abodi, un giorno si sveglia Gravina e tutti dietro alla volontà di questi grandi dirigenti del nostro calcio. Un giorno ci piacerebbe sapere di chi fanno gli interessi. Il Livorno negli anni ha affrontato

miserie e fallimenti, non ci ricordiamo mai qualcuno che ci abbia lanciato una ciambella di salvataggio. Anzi, più affogavi e più ti buttavano la testa sott’acqua. E non sono storie o leggende, questa è realtà. Le ferite ce le abbiamo ancora sulla pelle.


 

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