Quotidiani locali

Sbarco in Normandia, Lenny Bottai a caccia della grande Corona

Livorno, sabato 24 febbraio a Caen il match che vale il titolo dell’Unione Europea. «Sfida storica, che vado ad affrontare con orgoglio» 

LIVORNO. Assalto alla corona dell’Unione Europea dei superwelter. Per Lenny Bottai, dopo la semifinale mondiale, di poco più di tre anni fa (13 dicembre 2014) a Las Vegas, un’altra sfida al limite dell’impossibile. Il nuovo appuntamento con la “storia pugilistica della nostra città”, sabato 24 alle 19 in Francia, a Caen nel dipartimento del Calvados nel cuore della Normandia.

Di fronte a super Lenny l’idolo di casa Maxime Beaussire. Un giovanotto che sprizza energia da ogni poro e ha un nomignolo che è tutto un programma: “Le Conquérant”, o se. Prerogative di cui, però, Lenny sembra essere cosciente. Basta ascoltarlo: «Maxime Beaussire è forte e giovane, hai detto tutto tu. Ma certi titoli, soprattutto in trasferta, non sono mai passeggiate. Passeggiate, sia chiaro, a cui non sono mai stato abituato perché non ne ho mai fatte», le sue prime parole. Poi il resto.

Come ti sei preparato a quest'appuntamento?

«Nel migliore dei modi come mia consuetudine. Ho lavorato bene con Massimo Rizzoli, rinsaldando il rapporto di collaborazione che abbiamo avuto sin dal mio debutto in campo professionistico. Con noi in Francia ci sarà anche Cristiano Mazzoni. Sono due persone speciali insieme alle quali ho costruito la mia carriera. Con Massimo Rizzoli siamo stati anche a Roma a fare sparring con Emanuele Della Rosa. Siamo davvero soddisfatti del lavoro di preparazione svolto. Ma anche pienamente coscienti che il ring è senza dubbio un mondo a sé».

Questa tua ennesima sfida ha scatenato, come consueto, l’affetto e la simpatia di tanti nostri concittadini. E alcuni di loro ti seguiranno anche a bordo ring o sulle tribune dello Zenith di Caen. Ne sei felice?

«Mi sento assolutamente un privilegiato. Il calore che questa città e la mia gente mi stanno dando, per questa sfida ai limiti dell’impossibile, è la risposta a molte domande che mi hai fatto e, da persona razionale, mi sono fatto prima anch’io».

I tempi per questa battaglia sono quelli giusti o hai qualche rimpianto?

«Paradossalmente questo titolo poteva, e io direi doveva, arrivare prima. Basta guardare il mio curriculum a ritroso cominciando dal fatto che sono stato in grado di battere un ex campione del mondo con in palio l’intercontinentale. E inoltre che sono andato a Las Vegas a giocarmi una semifinale mondiale, senza aver mai fatto niente che riguardasse l’Europa».

Perché è successo?

«In questo sport purtroppo non c’è nessun organo superiore che lo controlla. E ogni sigla ha le sue classifiche ed i suoi riferimenti. Ma più che altro gli incontri, con i titoli in palio, si decidono nelle stanze, senza avere le classifiche di merito in mano. Per questo occorre avere buoni referenti. Io, lo dico con orgoglio, in Europa, da 4 o 5 anni, sono tra i primi 10 e nonostante questo mi è sempre passato qualcuno avanti».

Onestamente ti aspettavi quest’opportunità?

«Quando è arrivata la chiamata dalla Francia stavo aspettando quella per la rivincita con Jean Michel Hamilcaro, con il titolo IBF del Mediterraneo in palio, dopo l’assurdo verdetto del giugno scorso a Livorno. Ma lui, visto che avevo accettato di andare a combattere anche a casa sua, pur di non concedermela, si è fatto togliere il titolo. Per questo, visto che ero mentalmente e fisicamente preparato per una battaglia in terra francese, quando mi è stato offerto di combattere con il titolo dell’Unione Europea in palio non sono stato tanto a pensare ed ho accettato. In fondo mi sono detto è il mio lavoro. E oltre a una buona borsa c’è il privilegio di vivere certe emozioni e di poterle regalare. E scrivere pagine importanti della storia sportiva di questa città».

Facciamo un passo indietro. Qualche rimpianto per una carriera che poteva essere diversa?

«Questo è il 10º anno di professionismo. La mia è stata una carriera rocambolesca. A trent’anni ero dilettante terza serie: l’ultima categoria contemplata. Avevo perso tanto tempo. Per me era già un sogno pensare solo di poter salire sul ring a torso nudo. Figuriamoci arrivare a combattere per un titolo così prestigioso. Invece eccoci qui. Le sfide si accettano o si rifiutano. Io mi sono sentito si accettarla per me stesso e per la città. Vivremo una nuova Auxerre. Questa volta non calcistica ma speriamo con le stesse soddisfazioni. Ed io avrò il privilegio di essere in campo».

Futuro?


«Adesso penso solo a Caen. Come ho detto sono al limite massimo temporale. Poi penserò se darti ancora la possibilità di domandarmi se appendo questi guanti al chiodo o tiro dritto verso un’altra battaglia. Questione cui, anche se volessi non pensarci, sarai tu a ricordarmela».

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro