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«Giocate o sarà la fine» La Lega spinge l’Arezzo

Giornate frenetiche, i dirigenti aretini contestati e costretti a scappare E spunta anche il presidente del Pisa: «Lo sciopero? Ho chiamato Gravina...»

LIVORNO. «Dovete giocare, dovete giocare, dovete giocare». Lo hanno ripetuto tutti ieri. Chiunque è passato da Arezzo, in modo più o meno interessato. Lo ha detto anche il presidente del Pisa, e sinceramente certe sue dichiarazioni (ne parliamo dopo) ci sono sembrate fuori luogo.

Cosa succederà? Mah, siamo a dir poco perplessi. La partita di domenica si giocherà quasi sicuramente, ma non siamo altrettanto certi che poi l’Arezzo arriverà fino in fondo alla stagione. C’è puzza di bruciato.

DIRIGENTI CONTESTATI. Chi ha rischiato grosso è stato Fabio Gatto, imprenditore della società Neos che detiene il 99% delle quote sociali. Di fronte a una nuova probabile boutade che ricorda molto quelle viste a Parma («Ci sono nuovi possibili acquirenti»), i tifosi hanno fatto esplodere la loro rabbia, con calci e pugni all’auto del dirigente che poi è stato costretto a chiudersi nello stadio.

LA LEGA: «GIOCATE». Poi è stata la volta della Lega Calcio, che come al solito si fa vedere solo quando la frittata è già cucinata e c’è solo da far finta che non stia succedendo niente. «L’incontro con i calciatori, l’allenatore e i tecnici è stato molto intenso – ha detto Ghirelli, segretario della Lega Pro – ora solo loro possono mantenere viva la speranza giocando domenica contro il Livorno. Dobbiamo lavorare come a Vicenza e per farlo abbiamo bisogno della continuità sportiva Il segnale della squadra? Lottare e giocare perché nessuno costruisca intorno un clima di sospetti infondati. I ragazzi non se lo meritano e i tifosi gli stiano vicini. Noi della Lega Pro, a partire dal Presidente Gravina, siamo impegnati in toto. L’appello che facciamo è di giocare per consentirci di lavorare perché l’Arezzo viva in serie C».

Probabile che la Lega si sia fatta forza ricordando ai giocatori che ci sono 350mila euro di fideiussione che possono finire alla squadra. Ma con 350mila euro ci paghi una fettina dei debiti (il sindaco ha parlato di 2 miliardi) e di certo non coprono tutte le spese da qui a giugno.

LA VISITA DI TOMMASI. Nel pomeriggio si è visto anche Damiano Tommasi, presidente Aic. Perché poi, alla resa dei conti, qui chi non prende una lira sono i giocatori e i dipendenti della società. Ed è giusto che vengano tutelati. Resta il fatto che a ora non è stata ancora presa una decisione ufficiale per domenica, ma tutto lascia pensare (come detto) che Arezzo-Livorno si giocherà.

CORRADO E GRAVINA. Piuttosto hanno lasciato un po’ sconcertati i tifosi (e non solo) le dichiarazioni di Giovanni Corrado, presidente del Pisa, sul caso-Arezzo. «Basterebbe dare delle regole e farle rispettare, altrimenti non si gioca ad armi pari. Non è giusto competere con squadre che non pagano gli stipendi. Quando ho letto della possibilità di sciopero, ho chiamato subito Gravina (presidente della Lega di C, ndr) che mi ha detto che se ci sarà lo sciopero, la partita verrà rinviata. Nel caso in cui fallisse, la classifica sarà consolidata e tutte le squadre avranno i tre punti a tavolino».

Ora. A parte che non esiste al mondo rinviare una partita perché una squadra sciopera (anche se Abodi avrebbe fatto questo e altro...), ma poi cosa c’entra Corrado che telefona addirittura a Gravina per timore che l’Arezzo perda 3-0 a tavolino col Livorno. Mah...

E IL LIVORNO? Giustamente qualcuno si può chiedere: «Ma in tutto questo casino, i dirigenti del Livorno non fanno niente?». In realtà ci risulta che anche i dirigenti amaranto, in quanto diretti interessati visto che domenica c’è da affrontare l’Arezzo, abbiano fatto i loro passi. Ma in modo decisamente più corretto e meno eclatante. Come bisogna fare in questi casi.

In

ogni caso, poi, l’ultima parola spetta ai giocatori dell’Arezzo. Nella speranza (da livornesi, ma anche per questa correttezza che tutti invocano...) che non giochino la partita della vita domenica contro di noi, per poi tirare i remi in barca dopo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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