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Il “Gallo” canta E quel ragazzino incanta S. Siro

10KARAMOH. Ci vuole la giocata senza pensieri di un diciannovenne di talento cristallino per togliere le castagne dal fuoco a Spalletti che, altrimenti, contro il Bologna sarebbe andato incontro all’e...

10KARAMOH. Ci vuole la giocata senza pensieri di un diciannovenne di talento cristallino per togliere le castagne dal fuoco a Spalletti che, altrimenti, contro il Bologna sarebbe andato incontro all’ennesimo risultato negativo prolungando l’agonia e l’anemia di vittoria che dura da oltre due mesi. Yann Karamoh, ivoriano naturalizzato francese, under 21 coi galletti d’oltralpe, ha accelerato, fintato, ha fatto passare la palla dal destro al sinistro in un amen, per poi fulminare col mancino Mirante. Certo, va dato adito a Spalletti di averlo scelto con coraggio dall’inizio lasciando in panca un Candreva che da alcune settimane è un carneade sul rettangolo verde. Ma il ragazzino ci ha messo il suo. Talentuoso.

9ZIELINSKI. Nell’orchestra Sarri, nella giostra Napoli, il 9 lo meriterebbero in molti. A cominciare da un Lorenzo Insigne sempre più “Magnifico”. Però, contro la Lazio, a spaccare la partita è Sebastian Zielinski. Il centrocampista polacco prende il posto di un soporifero Hamsik e fa la differenza. Devia in rete il tiro di Mario Rui, poi fa il fenomeno nella difesa laziale e serve un pallone al bacio per Mertens. Imprendibile.

8PALACIO. Il suo gol all’Inter non basta. Ma tanto di cappello. Rodrigo sa essere ancora letale nonostante le primavere alle spalle e contro la sua ex squadra non esulta. Anzi, sembra chiedere scusa alla curva. Comunque sia. Signore.

7BELOTTI. Il Gallo è tornato a cantare: il Gallo è pronto. Il suo gol, quinto sigillo, è una liberazione ed arriva al termine di un contropiede di 50 metri che esalta la corsa ed i muscoli dell’attaccante di Calcinate. Il Toro può godersi il suo bomber ritrovato (che pure all’inizio ha avuto qualche difficoltà). Un attaccante preziosissimo recuperato in chiave derby da Mazzarri che intanto viaggia con una media da vertice. Essenziale.

6GATTUSO. Lasciatelo lavorare, avrebbe detto il suo ex presidente. Ora il Milan cinese parla un altra lingua ma a “Ringhio”, dopo un avvio molto incerto, è stato consentito di lavorare con una certa calma. E i progressi promessi, non solo sul piano del gioco, cominciano ad arrivare. Sei risultati utili consecutivi, cinque vittorie nelle ultime 8 gare disputate, 12 gol fatti e 4 subiti. E poi c’è il fronte Europa ancora aperto. Senza dimenticare che il Milan in campionato è sesto. Kessiè, Biglia e , soprattutto, Bonaventura sono i pilastri del centrocampo disegnato da Gattuso ai quali il tecnico non rinuncia. Ora arrivano le partite che contano e bisognerà vedere la tenuta dei rossoneri. Gattuso promette un Milan da battaglia. Condottiero.

5PECCHIA. La vittoria a Firenze sembrava aver suonato la svolta per gli scaligeri. Macché. Il Verona è tornato involuto e fa fatica a sciogliersi. Pecchia (ancora in bilico) ha detto che serve più personalità per salvarsi. Magari può cominciare a lavorare su questo aspetto. Più psicologo fuori dal campo. Strizzacervelli.

4ABISSO. Il signor Abisso è l’arbitro di Torino-Udinese. Si rende responsabile di una decisione inspiegabile, facendo infuriare a fine gara il tecnico dei friulani Oddo. Barak trova il vantaggio. Dopo diversi minuti Abisso va al Var e 4 minuti dopo la rete del centrocampista, annulla. In maniera incomprensibile. O meglio, si dirà per un fuorigioco di Maxi Lopez che in realtà non partecipa minimamente all’azione. Confuso.

3SASSUOLO. Dopo le sette sberle bianconere ci si aspettava un riscatto da parte del Sassuolo. Ma non c’è stato. In zona salvezza gli emiliani continuano la lunga fase negativa lasciandosi imporre il pari da un Cagliari ordinato e che comincia a raccogliere quanto seminato. Senza dimenticare che Berardi, uomo simbolo, sta diventando sempre più un problema e non una risorsa per la squadra: anche stavolta è stato determinante ma in senso negativo fallendo una ghiotta occasione. Il Sassuolo è comunque a +6 sulla terzultima. Involuto.

2INZAGHI. Qualcosa si è inceppato in quella squadra che fino a due settimane fa incantava tutti. Prima Genoa, poi Napoli. Inzaghi ha parlato di “secondo tempo inaccettabile” ed in effetti i biancocelesti, contro i partenopei, si sono letteralmente squagliati nella ripresa. Di chi è la colpa? Cosa è successo? Qualche piccola tensione, dentro l’ambiente, sembra esserci (l’esclusione di Felipe Anderson come si spiega?), ma spetta al mister trovare la chiave per ricomporre il tutto. Il rientro di Immobile e la condizione stupefacente di Milinkovic Savic possono rivelarsi preziosi antidoti anticrisi. Cercasi demiurgo.

1CHIEVO. Dove è finito il cosiddetto “model

lo” Chievo? Società e squadra capace di resistere in serie A grazie ad una politica calcistica oculata. La squadra di Maran sta affondando e se non si riprende, invertendo la rotta, saranno dolori. Il Chievo non vince più. Il Genoa passa al Bentegodi con un gol di Laxalt e contro il Genoa ha trovato la quarta sconfitta

consecutiva e sono diventate dieci le partite di fila senza vittoria. Maran si è messo in discussione. La società si è mossa sul mercato ed ha portato a Verona Giaccherini, che può risultare importantissimo. Ma la squadra deve ritrovarsi. Spaesata.

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