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Autogol all’83’ e frittata servita

Livorno domina ma non tira quasi mai, poi la beffa e il Pontedera passa. Oggi summit a Genova

Coprirsi gli occhi non ha senso. Certo, ci piacerebbe dire “state tranquilli, siamo sempre primi, il momento nero passerà”. Ma oggi il Livorno è in grossa difficoltà: lo dicono i 2 punti nelle ultime 4 partite, lo dicono i 2 gol segnati nelle ultime 4 partite (uno su rigore, uno con Murilo su corner), lo dice un gioco diventato troppo prevedibile. Non si tratta di fare i disfattisti, figuriamoci, ora più che mai bisogna restare uniti: si tratta piuttosto di capire che qualcosa va cambiato perché altrimenti si rischia di gettare alle ortiche il tesoro che abbiamo.

Poi è evidente che gira anche tutto male, perché il Pontedera ha vinto con un mezzo tiro in porta arrivato dopo una rovesciata sbagliata a una manciata di minuti dalla fine. Insomma: il Livorno non doveva perdere me neanche doveva giocarsela così. Alla fine il migliore in campo è stato Bresciani, un ragazzo del 1998 che fino a ieri l'altro giocava in serie D. Per cui: o ci sono troppi giocatori non in condizione fisica, oppure ci manca un pizzico di personalità.

Il problema del gol è la punta dell'iceberg. Inutile che il Livorno faccia 200 cross se poi in area c'è solo Vantaggiato (che non ha mai sfondato le reti di testa), la domanda è come mai non si provi mai a mettere dentro Montini per dare un po' di peso in mezzo all'area. Non è che questa sia la soluzione di tutti i mali, ma provare a giocare con due punte è una possibilità. Tantopiù se ti manca il trequartista (Manconi in quella posizione soffre) e fatichi a trovare profondità.

Va detto che rispetto a Pistoia, il Livorno ha dato subito la sensazione di voler fare la partita. Maggiore compattezza, reparti corti, Bresciani subito bravo a spingere a sinistra. Il problema però sono stati gli ultimi 20 metri, quando c'era da raccogliere ciò che si seminava. Troppo abulico Manconi, piatto Doumbia, mal servito Vantaggiato, e così in tutto il primo tempo l'unica parata di Contini è arrivata su un destro da fuori di Valiani deviato in angolo. Troppo poco.

Nel secondo tempo Sottil è passato subito al 4-3-3 con Perez al posto di Manconi ma schierato largo, e Valiani arretrato sulla linea dei centrocampisti, mentre Perico (al debutto) è andato a fare il terzino al posto di Morelli. Altro vicolo cieco e altro cambio, col passaggio addirittura alla difesa a tre (fuori Bresciani coi crampi e dentro Kabashi) proponendo un inedito 3-4-2-1.

Cambiano i numeri ma non il prodotto finale,

con possesso di palla e zero tiri. Anzi, la beffa è dietro l’angolo è ci piove in testa all’86’ con un tocco sfortunato di Gonnelli dopo una mezza mischia. Un Livorno bruttino, nessuno lo nega, ma perdere proprio non ci stava.

E oggi summit a Genova. Spinelli è inquieto...

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