Quotidiani locali

Tennis, i ventenni del ricambio: ecco cinque pepite d'oro

Nemmeno 20 anni, forti, sfacciati, talentuosi. Volete fare la figura degli intenditori? Un elenco di nomi della Next Gen su cui scommettere, già dall’Australia

LIVORNO.Ricordate la pubblicità di certi giochi da tavolo anni settanta? Stupisci i tuoi amici!, recitavano certi slogan. Ecco. Prima che si apra il tabellone principale dell’Australian Open, stupite i vostri amici e i vostri compagni di circolo sfoderando cinque nomi di tennisti giovanissimi che diventeranno dei fenomeni. Quando uno di loro vincerà uno Slam, tra qualche anno, potrete dire “io l’avevo detto”, facendo un figurone. Sono talmente acerbi che i veri giovani già fortissimi (da Zverev a Rublev) in confronto a loro sono dei veterani. E se falliranno, nessuno verrà di notte a suonare il campanello, per rinfacciarvi il pronostico azzardato.

Alex De Minaur (1999) Ha scelto la nazionalità australiana ma è anche spagnolo (di madre) e uruguaiano (di padre); il suo tennis riflette questo... esperimento genetico. Gran combattente, tutt’altro che sprovveduto negli intrecci da fondo campo: sa quando accelerare e gioca bene i punti delicati. Preparazione atletica super, in campo sa soffrire e risolvere; non è un talento cristallino ma sempre più giocatori del circuito pregano per non trovarlo dall’altra parte della rete (sì, anche Melbourne). Nei tornei “downunder” sta brillando, ora tutti parlano di lui. Lleyton Hewitt lo ha eletto a proprio pupillo. Nella sua storia c’entra anche il nostro Paese: Anibal ed Esther, i genitori di Alex, si sono innamorati gestendo un ristorante italiano a Sydney.

Corentin Moutet (1999) Se nello sport vi piacciono i cattivi ragazzi, potreste aver incontrato un nuovo idolo. Per l’approccio al match, per la follia estemporanea e per una certa presunzione di fondo, potremmo essere di fronte alla cosa più vicina a John McEnroe apparsa sui campi in questo millennio... Ok, abbiamo esagerato. Per ora è meglio accostarlo, per paranoie e capacità, a Fognini o Kyrgios. Rovescio bimane, ritmo impressionante, angoli mai banali, accelerazioni violente. Se tiferete Corentin, preparatevi a comprare un gettone per le montagne russe: tormento ed estasi, imprese e fallimenti, prodezze da YouTube e gesti inspiegabili. Certo non vi annoierete. Inoltre, è nevrotico e spaccaracchette ma ama suonare il pianoforte. Al primo turno degli Open affronterà Seppi.

Alexei Popyrin (1999) Da junior ha dominato (Roland Garros e Trofeo Bonfiglio), tra i grandi si vedrà. È un figlio di questi nostri tempi globali: i suoi genitori sono immigrati russi, la famiglia ha vissuto per anni a Dubai, ad Alicante e anche a Bordighera nell’accademia di Riccardo Piatti. Ha un tennis dominante: lo scambio lo guida lui. Gran talento “aussie” nella scia di Kyrgios, Kokkinakis e alla pari di De Minaur che però tra i seniores è uscito dai blocchi meglio di lui. Il guru Patrick Mouratoglu sceglie per Alexei un paragone lusinghiero quanto impegnativo: gli ricorda Juan Martin Del Potro.

Stefanos Tsitsipas (1998) I puristi lo adorano perché esegue tutti i fondamentali da manuale; ha un rovescio monomano stilisticamente perfetto e assistere a una sua partita è già, a suo modo, una piccola esperienza religiosa (citando ben altro tennista e ben altro scrittore). Greco come gli dei, sparge tennis con sapienza cercando di migliorare in potenza e in continuità. Adorato in Italia, dove ha giocato molti tornei minori. Giocatore verticale, tiene sempre in considerazione la discesa a rete. Dall’autunno ha iniziato una progressione impressionante e scommettere su una sua affermazione è un po’ come scommettere che domani sorgerà il sole. Figlio d’arte (la madre Julia Salnikova è stata giocatrice Wta), ama l’erba perché «questo sport è cominciato lì». Sorteggiato subito contro Shavopalov.

Denis Shapovalov (1999)

Dunque, rassegnatevi. Se siete appassionati di tennis passerete molte ore della vostra vita futura a dibattere su questo giocatore magnetico. Gli sarete nemici, oppure farete parte delle falangi che lo sosterranno. Vi deluderà moltissimo o vi farà sognare. Perché l’unica certezza è che è un tennista eccitante, destinato a lasciare segni. Nato a Tel Aviv da genitori russi poi emigrati in Canada, ha un gioco completo e frenetico; e un rovescio a una mano e a tutto braccio, con una potenza aliena rispetto a ciò che si è visto fino a oggi. Denis può portare questo sport “da qualche altra parte”: conosce soluzioni che finora neppure erano contemplate, ma è preda di insidiose fragilità. Gioca a tennis anche grazie a un mecenate. Si chiama Andrzej Kepinski, uomo d'affari canadese.

Gli altri. Ecco altri cinque nomi,, tanto per mettere le mani avanti: Szombor Piros (ungherese, sta vincendo molto), Félix Auger-Aliassime (canadese, tanto talento), Michael Mmoh (Usa),

Casper Ruud (danese), e Yibing Wu, grande speranza cinese. Come dite, mancano gli italiani? Ah, l’avete notato. Diciamo che maturano tardi. Sperando ancora in Quinzi come in un fiore che sboccia lento, qualche mezzo sogno c’è. Ma è presto per sbilanciarsi.


 

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro