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Juventus prima (se non ci fosse il Var)

La classifica di Serie A ricalcolata senza l'occhio elettronico. La Signora avrebbe due punti in più e sarebbe campione d'inverno, il Napoli due punti in meno

Simone Inzaghi, non certo un pericoloso eversore del sistema-calcio, l’altra sera l’ha detto, papale papale. «Se il Var è questo io non mi diverto più. A parte il fatto che alla Lazio il nuovo sistema ha tolto diversi punti, non è possibile che allenatori, giocatori e soprattutto tifosi debbano aspettare anche cinque minuti per gioire, abbracciarsi o imprecare. Abbiamo i migliori arbitri d’Europa, fidiamoci di loro. Invece non va così. In Europa, dove il Var non c’è, mi diverto ancora». Contro l’assistenza video, quello strumento che in epoca biscardiana si sarebbe chiamata moviola in campo, comincia a crescere il fronte dell’insofferenza. Sarri e Di Francesco, per citare due tecnici, pur approvando le linee generali dell’innovazione ne hanno criticato i modelli di applicazione.

Classifica bis. Juve e Lazio tra le big sono le più penalizzate del girone di andata: senza Var la Juve sarebbe campione d’inverno a più due sul Napoli e la formazione di Inzaghi avrebbe tre punti in più. Ma è l’Atalanta, con cinque punti in meno, la formazione più “vessata” dal nuovo sistema.

I dati. Al giro di boa del campionato, il Var è intervenuto 45 volte in totale per correggere le decisioni arbitrali. È uno dei numeri sulla grande novità della stagione rivelati in da Tiziano Pieri, ex arbitro internazionale ed esperto di Var alla Rai. Il bilancio racconta che i rigori concessi grazie alla nuova tecnologia sono stati 18, quelli tolti con l'ausilio della «moviola» 7 (l'ultimo sabato in Inter-Lazio). I gol annullati per fuorigioco sono stati 9, mentre in tre casi l'assistente ha segnalato l'offside ma la tecnologia ha confermato la regolarità dell'azione conclusasi in gol. Le espulsioni da Var sono state 10, di cui due per chiara occasione da rete. Due invece i rigori tolti per fuorigioco dall'innovazione, che in avvio di sperimentazione ha innegabilmente ridotto margini di polemica sugli arbitraggi con conseguenze evidenti anche sulle ammonizioni per proteste, drasticamente calate. Gli arbitri che sono stati più aiutati dal Var nel girone di andata sono stati Mariani (5 cambi di decisione al video) e Valeri (4 volte), mentre Calvarese e Irrati non sono mai andati a bordo campo davanti allo schermo. Calvarese addirittura non ha mai fatto cambiare decisione all'arbitro in campo nemmeno quando era «in regia» alla Var. Come lui, sotto questo aspetto, anche Giacomelli, Manganiello e Tagliavento. Al contrario, in cabina di Var, Fabbri è stato il più incisivo: 5 decisioni fatte cambiare a chi era in campo.

I progressi. «Nessuno è perfetto - chiarisce Pieri - figuriamoci nel calcio, ma adesso c'è più giustizia in campo. «L'esperimento ha di fatto eliminato le proteste in campo e sugli spalti, corretto diversi errori evidenti, evitandone altri, e - sottolinea Pieri - dopo 188 partite (due sono da recuperare) gli errori gravi ed evidenti commessi dal Var per me sono stati appena sei. Ci sono stati poi interventi che hanno lasciato dubbi e perplessità (su tutti il contatto Skriniar-Perotti in Roma-Inter), ma in quel caso possiamo parare di episodi 'grigì, di interpretazioni e non di chiaro errore che è all'origine del protocollo per il quale si applica la Var, come da indicazione della Fifa .È stata una rivoluzione che ha funzionato. Per l'arbitro l'intervento dall'esterno poteva suonare come una intromissione psicologica che ne poteva condizionare l'operato, ma così non è stato. Certo, essendo ancora in una fase sperimentale qualcosa talvolta non ha funzionato o per errori di protocollo (Bologna-Torino) o per chiari errori di valutazione della Var: penso al rigore assegnato ai rossoblù durante Genoa-Juventus, che non andava dato per il fuorigioco di partenza di Galabinov; alla clamorosa trattenuta di Spinazzola su Astori in Fiorentina-Atalanta; al gol di Verde in fuorigioco durante Sassuolo-Verona; al rigore negato ai padroni di casa in Bologna-Cagliari per una evidentissima trattenuta di Ionita su Maietta; alla clamorosa svista di Giacomelli in Lazio-Torino per il braccio in area di Iago Falque; al mani grossolano di Torreira davanti alla porta durante Sampdoria-Sassuolo«. Per quanto riguarda tutti gli altri casi dubbi, «si tratta sempre di contatto dinamico, sporco. Magari vedendolo alla moviola si può essere d'accordo sul fallo ma ci sarà sempre qualcuno pronto a dire di no. D'altronde il protocollo in questi casi è chiaro: fermo restando il chiaro errore premessa dell'intervento, la Var può agire solo su gol, rigori, fallo di gioco grave e scambio persone». Secondo Pieri, «Rosetti ha fatto un grandissimo lavoro. La parte tecnica ha sempre funzionato, tranne che in due-tre occasioni, a differenza di quanto accaduto ad esempio in Bundesliga dove ci sono stati molti problemi tanto che c'è addirittura chi ha ventilato una cancellazione della Var. Non dimentichiamo che siamo alla prima stagione e gli arbitri si sono adeguati e comportati benissimo».


 

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