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Sette volte pazzi per Dudu «Siamo un gran Livorno»

Slalom, gol, assist, sacrificio in difesa: Abdou Doumbia è sempre più decisivo «Abbiamo reagito da squadra vera, dobbiamo ricambiare l’amore dei tifosi»

LIVORNO. Chissà se 7 è il numero preferito di Abdou Doumbia. Sicuramente, però, è un numero che in questo momento gli si addice in modo particolare. È nato il 7 giugno del 1990, domenica ha segnato il settimo gol in stagione, con l'Arzachena è partito titolare per la quattordicesima volta (che è il doppio di 7) e per di più, con il pareggio nel posticipo serale tra Pisa e Pontedera, il Livorno si è portato a più 7 sui nerazzurri. Insomma, se dovesse giocare al Lotto, possiamo già immaginare su quale numero punterebbe.

Ha puntato tutto su di lui, invece, Andrea Sottil che quest'estate lo ha voluto a ogni costo. E l'amore con la piazza scoccò già alla sua prima uscita pubblica. «Ricordo il Livorno quando era in serie A – aveva detto durante la presentazione della squadra a Effetto Venezia – ed è un onore per me indossare questa maglia così gloriosa. Questa città non ha niente a che vedere con la serie C, faremo in modo di farla risalire». E giù applausi.

Poi, dalle parole si è passati ai fatti e Doumbia ha iniziato a segnare gol a raffica. Tutti pesantissimi e fondamentali. Come quello di domenica, che ha messo al sicuro il risultato e ha permesso al Livorno di portare a casa i tre punti nonostante la rete dell'Arzachena arrivata nella ripresa. «Fare gol è bello – spiega lui godendosi il momento – ma se vinciamo è più bello ancora».

Comunque questo non è il suo record personale, visto che nel 2009/10 con la Santegidiese segnò 8 reti in tutto l'anno. Ma era in serie D, tra i professionisti non era mai andato a segno così tanto. E, non essendo neanche a metà campionato, siamo sicuri che arriverà in doppia cifra.

Anche perché il carattere per sfondare ce lo ha eccome. Anche lui è uno di quello che a Pisa, nel post derby, reagì in modo rabbioso ai torti arbitrali e alle offese dei tifosi del Pisa. «Eravamo molto delusi dopo il derby e volevamo rialzarci a tutti i costi. La partita di Coppa Italia mercoledì ci ha restituito il sorriso, ma per voltare pagina definitivamente avremmo dovuto battere l'Arzachena. Ci siamo riusciti e siamo felici».

Contro i sardi il Livorno ha giocato un'ottima partita, anche se, forse, i ragazzi di Sottil avrebbero potuto chiuderla prima. «Abbiamo creato tantissimo e forse potevamo stare più tranquilli. Ma comunque siamo stati bravi a gestire la partita con possesso palla e pressing. Siamo rimasti sul 2-1, va bene così».

Giocatore che è entrato nel cuore dei livornesi “Dudu”, perché spesso le sue giocate riescono davvero a frantumare le difese avversarie. Al di là delle serpentine, c’è da apprezzare soprattutto la sua capacità di gettarsi negli spazi per finalizzare l’azione. E in diverse occasioni ha dimostrato di saperci fare anche di testa. Magari non è il top sotto il profilo della continuità, ma altrimenti non saremmo qui a parlare di un giocatore di serie C.

Intanto però Doumbia incarta e porta a casa i tre punto contro l’Arzachena e pure lui rialza alla grande la testa dopo la sconfitta all’Arena. «Sapevamo che era un impegno difficile dopo la sconfitta di Pisa. Dopo una sconfitta non sai mai cosa può succedere, anche se noi avevamo già dimostrato una grande
reazione in coppa Italia contro l’Arezzo. È vero, a Pisa abbiamo perso, ma il campionato è lungo e comunque c’è sempre il derby di ritorno anche per i nostri tifosi. Dobbiamo andare avanti così. E dare il massimo anche per ricambiare l’amore dei tifosi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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