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Il sogno di Massimiliano, surfare sulle onde oltre la disabilità

Il livornese in California per partecipare al campionato del mondo di adaptive surf L’obiettivo è migliorare, insieme all'amico Lorenzo Bini, il 7° posto dello scorso anno. «Ma non chiamateci disabili»

Il sogno di Massimiliano e Lorenzo, surfare sulle onde oltre la disabilità Massimiliano Mattei e Lorenzo Bini si sono conosciuti in ospedale. Due incidenti terribili li hanno costretti sulla sedia a rotelle ma non gli hanno tolto la voglia di vivere e fare sport. Insieme hanno fondato un'associazione che permette a tutti di fare surf e ora sono pronti per il mondiale di adaptive surf in California (video a cura di Alessandro Bientinesi) - L'ARTICOLO

LIVORNO. Essere convocati con la Nazionale fa sempre un certo effetto. Il livornese Massimiliano Mattei partirà con la maglia azzurra, destinazione San Diego, per partecipare ai Mondiali di adaptive surf, in programma da martedì a domenica della prossima settimana. Non è la prima volta che Massimiliano partecipa a un evento del genere, come ci spiega lui stesso: «Già l’anno scorso partecipai al Mondiale, ma fu una cosa molto diversa: per poter sostenere le spese del viaggio, infatti, dovetti pagarmi la trasferta di tasca mia, ricorrendo anche al sostegno di tanti sponsor privati (tra cui anche Bobo Rondelli, ndc) che mi permisero di fare quella bellissima esperienza.

A sinistra Massimiliano Mattei,...
A sinistra Massimiliano Mattei, maglia gialla e tuta nera, dopo una gara di adaptive surf

Quest’anno per fortuna le cose sono cambiate: la Federazione di sci nautico e wakeboard, la Fisw, da alcuni mesi è riconosciuta dal Coni che ha dunque contribuito a coprire le spese del Mondiale insieme al comitato Paralimpico. Il surf è diventato una disciplina olimpionica, a Tokio nel 2020 sarà presente alle Olimpiadi. Nel 2024 a Parigi speriamo che ci sia anche il surf paralimpico».

Queste sono le tappe future, ma ce ne sono state altre nel passato di Massimiliano che potevano segnarlo per sempre, come l’incidente del 2005 che lo ha costretto sulla sedia a rotelle. Un incidente che rischiava di interrompere definitivamente il suo rapporto con il surf, ma così non è stato: «Dopo il percorso di riabilitazione in ospedale, a seguito dell’incidente provai in tutti i modi a tornare su una tavola. Iniziai a uscire in mare con una tavola adattata e vidi che era possibile surfare anche così. Sono contento del percorso che ho fatto fin qui, mettendo su l’associazione Surf4all che ha base a Tirrenia e che si occupa di promuovere la pratica di surf e sup diffondendo i principi di integrazione e riabilitazione delle persone disabili, sia fisici che intellettivi. Anche se in realtà non sono d’accordo con la definizione di “disabile”: la mia è una condizione di vita differente, ma come si fa a definire disabile una persona che riesce a guidare e fare sport? Siamo persone prima di tutto, la disabilità è una condizione percepita in base a quello che trasmettiamo. Dovrebbero chiamarci super abili, visto che in molti casi facciamo più cose rispetto a chi non ha handicap. Vorrei essere marchiato come atleta e non come disabile».

Massimiliano Mattei (a sinistra)...
Massimiliano Mattei (a sinistra) insieme all'amico Lorenzo Bini

Insieme a Massimiliano andrà in California anche l’amico Lorenzo Bini, fiorentino di 32 anni. «Ci siamo conosciuti all’ospedale, all’unità spinale di Careggi, anche lui aveva subìto un incidente e eravamo accanto di letto. Dopo la riabilitazione lo convinsi a provare il surf adattato, lui a differenza di me non aveva mai cavalcato le onde, ma essendo istruttore di nuoto aveva una certa acquaticità. Così abbiamo affrontato questo percorso insieme e ora eccoci qua, a difendere i colori della Nazionale». E sugli obiettivi, Mattei spiega: «L’anno scorso arrivai settimo, quest’anno spero di rientrare nei primi quattro: sarebbe un bel traguardo. Arriviamo a questo appuntamento con un buon allenamento sulle spalle, anche se a fine ottobre abbiamo saltato i campionati italiani in Sardegna, ma per un motivo più che valido. Siamo riusciti infatti a organizzare a Tirrenia il primo Surf & sup camp toscano dedicato alle persone con vario grado di disabilità ed è stata una bellissima esperienza: Surf4all è una realtà inclusiva importante, spero che anche in Italia si possano sviluppare delle tecnologie come l’onda artificiale, basilari per avvicinare più persone a questo sport e fare pratica senza i rischi che ci possono essere in mare. Voglio ringraziare tutte le persone che hanno creduto in me, a partire dalla mia famiglia, gli amici, gli sponsor, l’associazione, i surfisti di Livorno e di Tirrenia che mi hanno aiutato in questo percorso: senza di loro non ce l’avrei fatta».
 

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