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Livorno Rugby, la sosta dopo l’exploit «Un inizio da favola»

Serie B, la squadra è seconda e lavora per dicembre Zaccagna: «Restiamo umili». Bertini: «Mentalità giusta»

LIVORNO. «Il capitano nel rugby non è una fascia bianca al braccio del più pagato: lì il capitano è il cuore e i marroni della squadra, uno che quando pensi mi arrendo lo guardi e ti senti un verme». Andrea Bertini, capitano del Livorno Rugby, ha fatto suo questo pensiero dello scrittore Baricco, mentre vive in biancoverde un sogno ad occhi aperti. Viareggino, classe ‘86, si è trovato con sua grande sorpresa a interpretare un ruolo di prestigio in un gruppo in cui è storicamente forte il dna labronico. Lui che neanche ha fatto il settore giovanile e gioca un rugby che definisce «primitivo e istintivo».

La sua storia è una delle tante belle pagine che il Livorno Rugby sta scrivendo in questa stagione, che adesso vede i biancoverdi ai box per la lunga sosta che sta osservando il campionato di serie B (girone 2) per gli impegni autunnali della Nazionale. Dopo il blitz di Rieti, il torneo ripartirà il 3 dicembre, quando la squadra di coach Marco Zaccagna riceverà il Romagna. Nelle prime sei giornate, Livorno ha raccolto 21 punti e occupa la seconda piazza in compagnia del Bologna 1928, a cui si andrà a far visita il 10 dicembre. Meglio di loro ha fatto solo il Pesaro, primo a quota 26, che è già passato e si è imposto al Montano.

«Abbiamo vinto cinque gare, ma mai conquistando il bonus – afferma coach Zaccagna - a parte questo sono contento perché il gruppo mi segue e comincia a recepire il gioco che voglio. Dobbiamo restare umili perché ancora non abbiamo fatto niente. Oltre al gioco, per me conta molto la disciplina e noto che anche i più giovani si stanno adeguando, perché vedono che arrivano i risultati». Tra i più giovani non c’è Bertini, su cui proprio il coach regala un retroscena: «Quest’ estate pensava di smettere per dedicarsi di più alla famiglia, ma io gli ho dato la fascia di capitano, l’ho responsabilizzato e lui ha sposato il progetto».

Dopo una settimana di scarico, il capitano è tornato ad allenarsi con il gruppo a disposizione in vista del ritorno all’opera, per il quale dovrebbero esserci Squarcini e Paris, mentre i tempi sono più lunghi per Rispoli e Reitsma. Oltre ai gradi di capitano, anche l’exploit nelle prime sei giornate ha sorpreso Bertini, che spiega: «Non mi aspettavo che avremmo fatto così bene da subito, considerando che la squadra è cambiata molto rispetto all’anno scorso e siamo partiti con i piedi di piombo. Quando ho capito la nostra forza? Alla quarta giornata, vincendo contro il Modena una gara che la stagione precedente avremmo perso. Invece abbiamo ribaltato un passivo pesante e capito che il gruppo, seppur giovane, ha la mentalità giusta per fare bene».

Andrea ha cominciato da grande a giocare a rugby, saltando tutto il settore giovanile e partendo direttamente dai Seniores: quattro stagioni al Viareggio, tre ai Lions Amaranto e ora è alla sua terza annata al Livorno Rugby. «Giocare al Montano con la maglia biancoverde - dice - era il mio sogno, ma non avrei mai immaginato di fare
il capitano. Mi sono calato nella parte grazie ai miei compagni di squadra. Voglio godermi ogni attimo di questa avventura e per questo in campo voglio dare sempre tutto me stesso. Voglio essere un leader più nei fatti che a parole».

Dario Serpan

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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