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Orgoglio Ccl: «Siamo ancora la maggioranza»

Il presidente del Coordinamento dopo le uscite di alcuni club: «Porte aperte se vorranno tornare»

LIVORNO. «Non esiste nessuna polemica tra il Ccl e i club che hanno scelto di andarsene. C’è stata una votazione e le strade si sono divise. Io di certo non inseguirò nessuno perché ognuno fa ciò che ritiene più opportuno. Ma se un giorno vorranno rientrare, la porta sarà sempre aperta». Con queste parole Ivano Falcini risponde all’uscita dal Coordinamento Club Livorno del Magnozzi e del Campanile. Due perdite pesanti, che hanno fatto molto rumore, ma che comunque – secondo il presidente del Ccl – non incideranno sulla vita del progetto. «Gli abbonati che rimangono all’interno del Coordinamento – ha aggiunto – sono di più di quelli che sono usciti. Quindi continuiamo a essere la maggioranza e andiamo avanti sulla nostra strada, con i quattro club che sono ancora dentro. Anche perché il Ccl non è un semplice club o un gruppo di persone che si può sciogliere a piacimento. Noi siamo un’associazione no-profit e abbiamo anche una partita Iva. E rimaniamo in vita finché vogliamo, non fino a quando qualcuno ci dice di chiudere».

Qualcuno si è lamentato di un rapporto un po’ troppo stretto tra Falchini e la società. E, forse, questo è uno dei motivi della fuga dei club. «Su questo punto è bene chiarire una cosa. Io non ho mai avuto nessun tipo di imposizione da parte della società. Nessuno mi ha mai detto quello che dovevamo fare e in che modo. La società, a suo tempo, decise di rimettere in piedi un coordinamento di tifosi perché desiderava avere un solo interlocutore, invece che sette diversi. Per questo ci siamo uniti». E il primo anno, per evitare che si ripetessero le diatribe e i dissidi interni del passato, i club scelsero di non nominare alcun presidente. «Prima il consiglio direttivo era formato solo da persone che erano all’esterno dei club e che poi, ovviamente, le coinvolgevano nelle scelte. Dopo un anno questo statuto è stato cambiato e tutti i club hanno votato me come presidente. Dunque, adesso,
non si può venire a dire che “Falchini non ha fatto nulla”, perché tutti sono parte del Coordinamento. Infine vorrei precisare che il Ccl non è mio, ma è dei presidenti dei club, con un presidente super partes eletto, che sono io».

Nicolò Cecioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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