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I cinque nodi del Livorno

Tre acquisti mancanti, i dubbi su Gasbarro e Moscati: ora serve una svolta

LIVORNO. Un Ferragosto di pensieri, almeno per chi tiene sempre la maglia amaranto nel cuore. Perché fino a oggi qualcosa è stato fatto (la conferma di Mazzoni e l’arrivo di Doumbia in primis) ma la squadra è ancora lontana dall’essere completa e forse anche competitiva per il vertice. Ha ragione Sottil quando parla della necessità di tre rinforzi, uno per reparto. Servirebbero di qualità e prima possibile, ma al momento le due componenti non sono compatibili anche perché chi è in serie B (tipo Sarno) vuole provare a restarci sino all’ultimo.

Ci sarebbe comunque da capire bene cosa si intende per “3 rinforzi, uno per reparto”. Se partono anche Moscati (probabile) e Gasbarro (possibile), diventano 5 oppure restano 3? Il tutto mentre bisogna fare i conti con una situazione surreale: Moscati piace a Sottil ma lui se ne vuole andare, Borghese non piace e lui invece vuole restare.

Guardiamo comunque reparto per reparto la situazione, le trattative e i casi.

PORTIERI. Qui, per fortuna siamo a posto. Mazzoni è il miglior portiere della categoria, dietro c’è il “bimbo” Romboli e dunque va bene così.

DIFESA. Il nodo sono i centrali. Perché a oggi le uniche certezze sono Blondett e Gonnelli. Il resto è fumoso: Gasbarro è nel mirino del Carpi e potrebbe partire, Borghese è separato in casa, piace Polvani della Spal (ex Pontedera) ma ancora non c’è la firma. L’asse dei due centrali è troppo importante in un modulo 4-2-3-1 nel quale la diga di centrocampo non è poi così solida, quindi non si può sbagliare. La sensazione è che servirà un centrale forte fisicamente.

Sulla fasce oggi abbiamo Franco a sinistra e Pedrelli a destra, con Morelli che a questo punto diventa la prima alternativa su entrambe le corsie. Occhio anche a Marchi, che Sottil per ora ha spesso utilizzato come terzino destro.

CENTROCAMPO. Anche qui manca un uomo. Sottil vuole un giocatore di sostanza, rapido, di altro passo rispetto a Giandonato (che la società potrebbe cedere se arrivano offerte). In questo modo ci sarebbero tre titolari (Luci, Valiani e il nuovo arrivo) per due maglie, con Valiani che all’occorrenza potrebbe anche andare a fare il 10.

LINEA AVANZATA. Considerando il 4-2-3-1 di Sottil, facciamo un’analisi sui “3” dietro alla punta. È evidente che manca completamente il trequartista, ruolo che sino a oggi ha ricoperto Valiani. Quello è il giocatore che il Livorno non deve sbagliare. Serve un 10 di primo livello, che sappia dettare l’ultimo passaggio e diventare anche seconda punta, uno coi piedi buoni. Scordatevi Diamanti perché non è fattibile nonostante il nome giri da qualche giorno, anche arrivare a Sarno a oggi non è facile. Ripetiamo: qui i soldi vanno spesi, perché senza un 10 vero, questa squadra è monca.

Ci sono poi gli esterni. Tre al momento: Doumbia, Murilo e Moscati, con i primi due che sulla carta possono giocare sia a sinistra che destra. La qualità ci sembra buona ma la coperta forse è un po’ corta, anche perché questo è un ruolo dispendioso e dove le giornate di luna storta sono più frequenti. E se parte anche Moscati? Insomma, ci vuole un giocatore forte, ma forse anche due.

ATTACCANTE. Abbiamo usato il singolare “attaccante” non a caso visto che nel 4-2-3-1 non sono previste “coppie d’attacco” ma solo una punta che sulla carta dovrebbe sfruttare il gioco sulle fasce e il lavoro del trequartista. Insomma, un finalizzatore puro. È chiaro che ci affidiamo a Daniele Vantaggiato, nella speranza che la sfortuna smetta di torturarlo. Lui è il titolare, Maritato la riserva, Ponce la possibile mina vagante. Non pensiamo che ci saranno nuovi innesti in questo ruolo, a meno che Maritato non chieda espressamente di andare al Vicenza (che lo ha richiesto). A quel punto andrà cercata un’altra prima
punta che non sarà Jawo (andato al Feralpi).

Insomma, c’è ancora molto da fare. Pecini e Facci lavorano a tappeto, su questo possiamo garantire: chiaro che serve anche lo sforzo di Spinelli per rendere davvero il Livorno una squadra che punta in alto.

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