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La scherma trasformata in arte «Ogni foto è come fosse la prima»

LIVORNO. Livrono è la culla di atleti di fama mondiale. Qui abbiamo fatto incetta di allori olimpici e titoli iridati. Non tutti, però sanno che tra le eccellenze della nostra città ci sono anche tre...

LIVORNO. Livrono è la culla di atleti di fama mondiale. Qui abbiamo fatto incetta di allori olimpici e titoli iridati. Non tutti, però sanno che tra le eccellenze della nostra città ci sono anche tre fotografia che quegli eventi sportivi di livello planetario immortalano con i loro obiettivi. Sono Augusto Bizzi, Andrea Masini e Chiara Montesano .

GENIO ASSOLUTO. Il Maradona della macchina fotografica è nato 51 anni fa alle Sorgenti. Oggi Augusto Bizzi lavora per conto della Federazione Internazione Scherma (Fie), una vetta toccata partendo dalla sua passione per la pallacanestro – di cui Livorno era capitale quando lui iniziò a scattare – e passata attraverso tutte le discipline sportive: «Poi mi avvicinai alla scherma – racconta – e iniziai a lavorare per la Federazione Italiana. Poi per quella francese e per quelle di Germania e Svizzara prima della Fie. Da allora non mi perdo una competizione che sia un Gran Prix, un Europeo, un Mondiale e un'Olimpiade».

LIVORNO IN CARTOLINA. Bizzi è un vero e proprio globe trotter: «Sono fuori Livorno per 300 giorni l'anno. Senza la pazienza di mia moglie Scilla e di mio figlio Sebastiano, non potrei permettermelo». Più sfumata la nostalgia di Livorno: «Sì, perché la città è nelle mie vene e la livornesità è molto apprezzata all'estero e tutti vogliono visitare Livorno».

PIANETA SCHERMA. La macchina fotografica come l'estensione del suo occhio, la velocità di realizzazione il marchio di fabbrica: «Arrivo a fare 5000 scatti al giorno. Se la kermesse dura dieci giorni sono 50.000 foto. A queste si aggiunge il lavoro di archivio, ma non sento la fatica perché ho la fortuna di fare ciò che mi piace in un bellissimo mondo come quello della scherma». Bizzi spiega: «Questa è una disciplina sportiva pulita dove c'è umanità, rispetto. Finito l'assalto , gli schermidori sono amici».

LO SCATTO DELLA VITA. Bizzi non riesce a fare una classifica delle sue migliori foto: «In ogni foto ci sono tre chiavi di lettura: tecnico, umano e affettivo. Magari quello che per me è uno scatto normale per un atleta è la fotografia di una carriera». Bizzi, poi, dispensa un consiglio
ai giovani fotografi: «Non basta comprare una macchina fotografica e fare due corsi: serve umiltà. E poi bisogna osservare gli altri da cui si possono prendere spunti e idee nuove. Non si finisce mai di migliorarsi e di imparare. Il mio motto è: prendi ogni giorno come fosse il primo».

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