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Il tuffo, la bracciata, un clic «Il nuoto è diventato la mia vita»

LIVORNO. Andrea Masini, 30 anni compiuti ad aprile è un giornalista poliedrico. Scrive per il nostro giornale per il quale si occupa di nuoto e pallacanestro ed è un fotografo di livello...

LIVORNO. Andrea Masini, 30 anni compiuti ad aprile è un giornalista poliedrico. Scrive per il nostro giornale per il quale si occupa di nuoto e pallacanestro ed è un fotografo di livello internazionale per quelle che lui stesso definisce “discipline natatorie”. Insomma dove c'è una piscina c'è questo ragazzo dai modi gentili e dalla pungente ironia livornese: «Ho iniziato a scrivere nel 2007, ma la mia vita è cambiata due anni dopo».

L'INCONTRO DECISIVO. «Nel dicembre 2009 – racconta – avevo confezionato una serie di servizi sul nuoto. Fu così che il presidente del Nuoto Livorno Carlo Chelli mi invitò ad assistere agli assoluti invernali. Andai e da quel momento non ho più lasciato questo ambiente. Non pensavo alla fotografia, ma dopo le gare mi fermavo in sala stampa affascinato dal lavoro dei colleghi che proprio con le foto lavoravano».

LA... SCALA DEL SUCCESSO. La passione è un sentimento che penetra lentamente negli angoli del cuore: «Proprio così perché a un certo punto decisi di investire su me stesso. Come? Acquistai l'attrezzatura fotografica, ma mi mancava un mentore che trovai in Giorgio Scala titolare e fondatore dell'agenzia DeepBlueMedia. Fu la svolta. Lì iniziai a capire che quello di fotografo poteva diventare il mio mestiere. A dicembre 2012 andai agli Europei di vasca corta a Chartres e davvero cambiò tutto”. Oltre a Scala sono grato anche al fotografo Andrea Staccioli e a Stefano Franceschi, tecnico federale e della Nuoto Livorno. Lui per me è come un fratello».

RAGAZZO UMILE. Andrea Masini non ostenta il suo talento. E quasi arrossisce quando dice che «sono totalmente autodidatta». E forse per questo la soddisfazione è ancora più grande: «Sì. Sono davvero felice di far parte di questo ambiente. L'unica cosa è che non riesco a godermi fino in fondo le gare perché sono concentrato sulle foto da fare. Al massimo mi concedo il lusso di dare uno sguardo al tabellone per capire chi è in testa e quindi su chi devo concentrare la mia attenzione».

DETTI E PELLEGRINI. Masini svela anche qualche retroscena: «Ai mondiali di Budapest l'essere concittadino di Gabriele Detti mi ha agevolato.
Quando è passato davanti ai 200 fotografi ha messo i suoi occhi dentro il mio obiettivo perché mi conosce di persona. Mi ha regalato tre secondi che per noi sono un'eternità e infatti la foto più pulita l'ho fatta io e mi sono guadagnato la prima pagina sulla Gazzetta dello Sport».

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