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L’assessore  «Spinelli venda ai livornesi» 

Andrea Morini vicino ai dipendenti in bilico  e assicura: Il Comune vigilerà sulla cessione  

LIVORNO . Se fosse un gioco sarebbe pure divertente. Comprate due consonanti: S come Spinelli e S come smobilitazione. Il guaio è che nel mezzo c’è il Livorno, patrimonio della città. E nella città ci sono i tifosi che per la verità si sono già espressi.
Per loro è arrivato il momento che il presidente passi la mano. Il comunicato del Coordinamento Club Livorno da questo punto di vista non può generare dubbi. Il forte richiamo alla livornesità, al senso di appartenenza, al ribellarsi a questa pericolosa deriva, ha trovato sponda nell’Assessore allo Sport Andrea Morini.
SOLIDARIETÀ. «Per prima cosa – dice – esprimo senza indugi la vicinanza dell’Amministrazione Comunale ai dipendenti del Livorno Calcio che vedono messo a repentaglio il posto di lavoro. Si tratta di persone che vantano una professionalità acquisita sul campo la cui vita economica è a rischio. È fondamentale ricordare che il Livorno è fatto anche e soprattutto da persone».
IL RUOLO DEL COMUNE. Appurato che Spinelli vuole andare via («lo sapevamo da tempo e ci siamo attivati di conseguenza», conferma Morini) la gente non può che rivolgersi alle istituzioni per diradare il buio oltre la siepe a capire quali scenari è lecito attendersi.
L’assessore spiega: «Faccio una premessa. Secondo me Spinelli non cederà a un avventuriero. Detto questo noi intendiamo fare da trait d’union, tra il presidente e l’eventuale controparte. In altri termini il Comune fungerà da facilitatore di processo per stabilire un canale di comunicazione tra le parti. Di più non possiamo fare anche perché il resto esula dalle nostre competenze visto che stiamo parlando di una trattativa tra soggetti privati. Le nostre porte sono aperte.
PROSPETTIVE. Alle porte del Comune, però fino ad ora si è presentato un solo soggetto interessato. Si tratta di un imprenditore livornese. Non è una novità in senso assoluto perché ve ne avevamo dato conto sul giornale un mese fa. È materiale per gli storici, invece, la considerazione che dopo oltre un quarto di secolo il Livorno sia balenato nella testa di un imprenditore nato qui. Morini riflette a voce alta: «Sarebbe bello – come auspicano anche i tifosi del Coordinamento dei club – poter radunare un pool di livornesi in grado di rilevare la società».
Difficile, molto difficile, aggiungiamo noi. Interesse attorno al Livorno comunque ce n’è a prescindere dalla provenienza dei soggetti interessati: «E noi siamo pronti a svolgere il nostro ruolo», ribadisce l’assessore.
MOVIMENTO D’OPINIONE. Morini ha apprezzato la “discesa in campo” del Coordinamento Club Livorno: “Il presidente Ivano Falchini – ha spiegato l’assessore – ha tracciato una strada. In questo momento così delicato per il Livorno Calcio, nel quale sono in ballo 102 anni di storia, è fondamentale che la città riscopra i suoi antichi valori. In primi a quello della partecipazione. Purtroppo negli ambienti sportivi noto una forte rassegnazione per cui è ancora più lodevole l’intenzione dei tifosi organizzati di soffiare sul fuoco del senso di appartenenza, della generosità, della lotta per i propri diritti. C’è bisogno di ricreare interesse e un profondo e serio dibattito sul Livorno Calcio. Da questo punto di vista l’Amministrazione Comunale è al fianco degli sportivi».
Morini si spinge anche oltre: «Molti tifosi non vanno più allo stadio per punto preso, perché c’è Spinelli. Ora anche quello sta diventando un alibi perché in questa fase c’è da stare vicino al Livorno, alla maglia. E su quella non si può discutere».
Il Coordinamento dei
Club ha lanciato l’idea di una tavola rotonda a cui sarebbero chiamati a partecipare tutti gli attori di questa vicenda: Spinelli, Amministrazione Comunale e i tifosi. Per la verità qualcosa del genere è andato in scena qualche settimana fa e l’unico assente era proprio il presidente.

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