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Sarri scatenato: «Giocare alle 12,30 mi fa schifo»

Il tecnico toscano accende la polemica su orari e programmazione delle partite «Nessun rispetto per noi e nemmeno per la Roma che affrontava il Lione»

EMPOLI. Maurizio Sarri commenta, sì, la vittoria a Empoli del suo Napoli ma anche l'orario del lunch-match facendolo in modo molto critico e poi fa anche un’entrata a gamba tesa sulla programmazione delle partite di serie A. «Non capisco perché ci facciano giocare così spesso a mezzogiorno e mezzo - dice Sarri dopo la vittoria del suo Napoli per 3-2 a Empoli nella gara all’ora di pranzo di ieri - Mi fa schifo giocare a quest'ora e lo dico, a differenza di altri».

«A Cagliari forse l'orario ha disturbato più loro - dice ancora Sarri - le 12,30 di fine anno non è la stessa cosa di marzo o aprile, la differenza è enorme, in una giornata diversa ci si ritrova a giocare in un forno. Dimentichiamo che ci sono squadre che vengono da mesi in cui hanno giocato a basse temperature. Col Sassuolo, ultimo anticipo alle 12,30 guarda caso tocca a noi, è un caso che a me però rode, che rispetto c'è stato per noi?». E poi sulla programmazione delle partite: «Che rispetto c'è stato per la Roma, uscita fuori col Lione palesemente per quel calendario - dice Sarri - La Roma ha dominato tre tempi e guarda caso ha pagato sul secondo di Lione. Mi riferisco alla Roma, va bene, non al Napoli, noi saremmo usciti ugualmente col Real per la distanza che c'è. La Roma non è stata tutelata a livello europeo, è stato un signore Spalletti a non dirlo».

Quanto alla partita di Empoli, il tecnico del Napoli ammette: «Nel primo tempo abbiamo giocato bene, poi sono stati commessi i soliti errori quando abbiamo provato a gestire. Diventiamo passivi, ci complichiamo la vita e fatichiamo a migliorare. C'erano molte difficoltà per questa partita, ma sono maggiori gli aspetti positivi che portiamo a casa. La crescita c'è, ma fare 20 minuti come oggi significa che non puoi avere ambizioni importanti. Se li fai 4-5 volte in un anno perdi 10 punti - chiosa - Potevamo pagarli anche oggi». E sul calo nel secondo tempo: «Ho tolto Jorginho perché era ammonito e il caldo stava facendo allungare le squadre. Ha fatto benissimo, ma sarebbe stato rischioso tenerlo in campo. Da quand'è uscito abbiamo fatto male tutti, evidentemente ho fatto una cazzata».

Sarri parla anche di Mertens e di Insigne. «Cosa posso fare per blindare Mertens e Insigne per il futuro? Se un giocatore e il suo procuratore hanno altre idee un allenatore può fare poco: sono situazioni

che competono alla società. Spero siano situazioni che si risolvano in fretta». Si parla anche della semifinale della Coppa Italia con la Juventus: «Sarà difficile preparare una partita con pochi giocatori per colpa delle Nazionali, ma per fortuna gare come questa si preparano da sole».

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