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L'Oscar del basket assegnato a Dino Seghetti - Le Foto

Livorno, all’arbitro livornese il premio “Reverberi”. "Una grande soddisfazione. La prima persona alla quale ho pensato è stata il giornalista Marmugi. Livorno? Siamo schiavi del nostro passato"

LIVORNO. Quando si dice che Livorno e il basket sono fatti per stare insieme, non scopriamo certo l'acqua calda. Ce lo suggerisce la storia, il presente con tre head-coach in Serie A (Diana a Brescia, Dell'Agnello a Caserta e De Raffaele a Venezia...), e anche il recente Oscar del basket assegnato a Dino Seghetti: il gotha del basket italiano, per celebrare la 31esima edizione del premio “Reverberi”, si è riunito nella nuova scuola primaria di Montecavolo (comune di Quattro Castella, Reggio Emilia), tributando all'arbitro labronico un riconoscimento vinto nel 2000/2001 da Sandro Dell'Agnello (categoria Carriera) e ancor prima da Gianfranco Benvenuti nel 1991/1992 (Allenatori).

«Ciò che mi rende orgoglioso - dice, fiero, Seghetti - sta nel fatto che il voto non è speso solamente dalla famiglia degli arbitri, ma dall'intero panorama cestistico italiano. Si tratta, dunque, di un premio totale che ho avuto il piacere e l'onore di ricevere insieme a tantissime altre figure di spicco, tipo Livio Proli, Santi Puglisi, Amedeo Dalla Valle, Paola Ellisse ecc. Il basket e il mondo arbitrale mi hanno dato tanto, così tanto da tornare dopo 9 stagioni di distanza a dirigere una finale scudetto. Una soddisfazione che, a parole, è complicata - se non impossibile - da spiegare».

Prima designazione nel lontano 1986 al Gymnasium, promosso nel 2000 in serie A, quasi 500 partite nella massima serie, Seghetti guarda avanti e non può far a meno di analizzare l'attuale situazione del basket labronico: «In città - purtroppo - sembra di vivere in una riserva indiana. Schiavi di un passato bello, ma che non esiste più. Credo sia giunto il momento di guardare oltre e iniziare a considerare il cosiddetto vertice come un traino e non come un tappo. Anche la classe arbitrale ha bisogno di evolversi, soprattutto sotto l'aspetto numerico con il reclutamento di ragazzi ai quali ribadisco che arbitrare è bellissimo, porta a prendere delle decisioni, mentre spesso in età adolescenziale non si sceglie neppure l'indirizzo scolastico».

Seghetti, che è il preparatore atletico di Luca Banti (internazionale di calcio), è inoltre responsabile in sinergia con il settore squadre nazionali della Fip di un progetto arbitrale che proseguirà a Tirrenia - ad aprile - in occasione del raduno della nazionale Under 18.

«Appena ricevuto il premio - vinto da fischietti del calibro di Reato, Facchini, Duranti, Taurino, Cerebuch - ho pensato subito a Renzo Marmugi, uno di noi della famiglia del basket. E alla telefonata che mi fece nel 2011, quando fui nuovamente designato a Teramo dopo due mesi e mezzo a causa della rottura di un braccio. Con Renzo avevo un grande rapporto, era un mio tifoso e lo ricorderò sempre con enorme stima».

Il Premio Reverberi, giunto alla XXXI edizione, è noto a livello nazionale ed internazionale, rivolto ai grandi nomi della pallacanestro. Ricorda Pietro Reverberi, reggiano recentemente inserito nella Hall of Fame FIBA come uno dei migliori arbitri di tutti i tempi. L'iniziativa, grazie alla collaborazione della Federazione Internazionale, è riconosciuta come l'unica manifestazione in Italia che premia tutte le categorie operanti nel mondo del basket, dagli arbitri ai dirigenti passando per giocatori, giocatrici, allenatori e giornalisti. La regola principale è che il premio non può essere vinto più di una volta.

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