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Il gol di Kalinic in mezzo ai fischi

Contestazione aperta al Franchi, nel mirino Paulo Sousa

FIRENZE. Il gol di Kalinic è arrivato al 92', quando i fischi stavano lievitando sempre più, quando la contestazione già in atto in curva Fieosle fin dal primo minuto stava montando senza risparmiare nessuno, né i Della Valle, né Sousa (bersaglio dello slogan “Salta la panchina” senza dimenticare i suoi trascorsi juventini), né i giocatori sollecitati a correre e a rispettare la maglia. Il gol di Kalinic - un colpo di testa su assist di Tello, fino allora tra i peggiori in assoluto, che ha spiazzato Rafael fino ad allora insuperabile - ha come tolto un peso a se stesso e alla Fiorentina regalando una vittoria che al Franchi in campionato mancava da un mese, dal 3-0 sull'Udinese, peraltro dopo aver corso qualche rischio di troppo anche contro questo Cagliari arroccato e senza ormai più obiettivi: basti pensare al palo colpito dal neo entrato Sau all'81’ o all'affondo di Borriello deviato da Tatarusanu, ma non solo. Il gol di Kalinic, il numero 18 in questa stagione in 34 partite, è stato anche frutto di una buona dose di fortuna anche se la Fiorentina ha avuto sempre il pallone tra i piedi e ha fatto qualcosa come 26 tiri verso la porta avversaria. Ed è un gol che permette ai viola di tenere vive le pur flebili speranza di rimettersi in corsa per un posto in Europa (l'Atalanta travolta dall'Inter adesso dista 7 punti). Tuttavia questo ritrovato successo non spazza via le nubi che da qualche tempo coprono il cielo della Fiorentina. C'è un malcontento diffuso che rende il clima teso, pesante. «Mica facile giocare in un clima del genere - ammette Federico Chiesa - anche se capiamo la delusione dei tifosi. Noi però non abbiamo smesso di crederci e lotteremo fino alla fine». Ma le tensioni riguardano anche l'interno della squadra e in particolare Bernardeschi che è stato sostituito da Sousa per l'ennesima volta, al 34' della ripresa, per far posto a Badelj mentre la gara era ancora sullo 0-0. Una decisione che ha provocato una valanga di fischi sul tecnico lusitano e comprensibile rabbia nel talento di Carrara che ha lasciato il campo visibilmente insoddisfatto. Anche perché si tratta della 19esima sostituzione stagionale per lui tra campionato e coppe: se non è un record poco ci manca. "Bernardeschi non si tocca" lo slogan lanciato dalla curva Fiesole a mo' di avvertimento anche per la società che dovrà lavorare per blindare quanto prima il giocatore e zittire così le sirene di mercato. «L'ho tolto perché era calato di intensità e l'ho sollecitato a lasciare il campo più in fretta perché volevo vincere, comunque lui non mi ha detto nulla», prova a spiegarsi Sousa. Oggi il talento viola sarà a Viareggio a leggere il giuramento del Torneo ed è assai probabile che parlerà, avendo molto da dire. Intanto Corvino replica al tecnico: «Sabato ha detto che inserire una clausola su Bernardeschi è come dare un indirizzo di vendita? Le clausole non si mettono per vendere ma a difesa dei propri giocatori. Si pensi ai 120 milioni fissati per Gareth Bale». Quindi il dg viola invoca unità in un momento così delicato: «Capisco che i tifosi si erano abituati a stare in paradiso e ora soffrono a stare in purgatorio,

ma fino alla fine bisogna stare vicino al tecnico e alla squadra». Unica consolazione i tre punti conquistati nella domenica che ha visto il ritorno di tanti illustri ex per i 90 anni del club, in particolare Claudio Ranieri e Fatih Terim, loro sì applauditissimi.

Brunella Ciullini

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