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Mazzoni e Luci e se il Livorno ripartisse da loro?

Il portiere: «Chiarezza e resto». Il capitano: «Qui sto bene» Intanto ieri è stato inaugurato il loro nuovo ristorante

LIVORNO. “Benvenuti in terra di banditi e marinai 'ove chiunque è bene accetto”. Il cartello è immancabilmente amaranto. E' affisso al numero 26 di Borgo Cappuccini vicino alla porta d'ingresso de 'La Vecchia Ciurma' il ristorante di Andrea Luci e Luca Mazzoni inauguarato ieri alla presenza di numerosi sportivi.

Calciatori e ristoratori. Parlano in coro il capitano e il portierone amaranto. «Questa - dicono - è un'idea che è maturata ad entrambi nel mese di gennaio. Sapete come vanno certe cose: una parola oggi, una domani, nello spogliatoio il desiderio di aprire un locale è diventato realtà. Specialità della casa? Cucina semplice livornese».

Già. Tutto il ristorante è una dichiarazione d'amore alla città e soprattutto alla squadra. E' la creatura di chi ha il Livorno nel cuore e che è nel cuore di Livorno: a due passi dal mare in Borgo Cappuccini.

«Qui - dice Mazzoni - da sessant'anni c'è un ristorante. Proseguiamo la tradizione insieme al nostro amico Massimiliano Frasca che gestirà il locale». Su una trave c'è una frase: “Ciao Amico mio…14 aprile 2012”. Chiunque entrerà qui dentro avrà un pensiero per Piermario Morosini. Brividi di commozione.

Il capitano. Andrea Luci sta dietro il banco con la stessa disinvoltura con cui in campo si piazza davanti alla difesa. L'inaugurazione del suo ristorante è anche l'occasione per parlare del passato prossimo e del futuro del Livorno: «Sai - confida il capitano - dopo il dramma di Pescara ho temuto che non ce l'avremmo fatta a rialzarci. Sì, lo dico apertamente, ad un certo punto ho davvero pensato che saremmo retrocessi perché faticavamo a rimetterci in piedi soprattutto a livello psicologico. Il dolore, il senso di vuoto, l'assenza: tutto ci schiacciava. Poi è arrivata la partita con il Sassuolo. Ecco. Lì c'è stata la svolta. E siamo ripartiti. Fu interpretata in chiave esclusivamente difensiva, ma ci ricompattammo. Quella partita fu decisiva per la salvezza, una vera e propria svolta del cam,pionato». Esatto. Quello fu un sabato da ricordare per l'atteggiamento commovente dei ragazzi. E il futuro? Andrea Luci, accompagnato dalla famiglia manda un sms alla società.

«Se ho messo su questo locale a Livorno significa che ho sposato il progetto amaranto. Voglio restare molti anni qui. Ho un contratto fino al 2014, ma spero proprio di prolungarlo. Amo questa maglia. Abbiamo passato un anno che non dimenticheremo e che ci ha reso tutti più forti e più attaccati a questa città».

Mazzoni cuore amaranto. Parla da giocatore e da tifoso, il portierone: «E' stata una stagione incredibile di quelle che ne capitano una ogni vent'anni. I problemi - confida - iniziarono a Bra. Poi tutto il resto. Mai un episodio favorevole in campo, poi la tragedia di Piermario. Infine la salvezza meritata». Esatto. E tra qualche settimana si riparte: «Sai, se la società ha un minimo di intelligenza mantiene in rosa i pezzi pregiati: Luci, Dionisi, Paulinho. Se restano tutti, con qualche innesto importante possiamo davvero divertirci. Ma la conferma di questi ragazzi è imprescindibile». Sul piano strettamente personale, Mazzoni, in caso di partenza di Bardi ha la concreta chance di partire titolare: «Mi piacerebbe

molto. L'unica cosa che chiedo è la chiarezza. Non voglio essere un problema, ma nemmeno essere preso in giro. Se deve venire un portiere giovane per giocare titolare, spero di essere informato. A quel punto potrei trovare un'altra sistemazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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