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«Vi dimostro che Bernacci non è finito»

Primo giorno in amaranto per l’attaccante ex Modena. «Avevo perso gli stimoli, ma ora sono vivo»

di Dario Serpan

LIVORNO

Ha scelto il numero 82, data di nascita della sua fidanzata, come già aveva fatto ad Ascoli, dove in carriera ha fatte le cose migliori, segnando 31 reti in due stagioni non consecutive. Adesso, Marco Bernacci è un giocatore del Livorno, presentato ieri da Attilio Perotti assieme al secondo innesto della campagna di gennaio amaranto: è il portiere Alessandro Vono, che farà il terzo dietro a Bardi e Mazzoni.

Parla Perotti. C’è una baracca da salvare, insieme a un patrimonio che corrisponde alla serie B. Per questo opera lo staff agli ordini di Spinelli, così Perotti ribadisce: «Ci sono giocatori che hanno bisogno di andare a giocare altrove», aggiungendo che «Russotto e Volpato hanno delle offerte che stanno valutando».

In entrata invece, il primo nome importante è quello di Marco Bernacci, che arriva dal Modena mediante uno scambio di prestiti che ha passato Perticone ai canarini. «Marco è un giocatore che ha un passato a suo favore - afferma Perotti - e adesso, dopo un momento di pausa, vuole dimostrare che non è un giocatore finito. Noi lo aspettiamo».

Bernacci carico. Alto 1,93 per 74 kg, il centravanti di Cesena arriva a Livorno con un bottino di 66 gol segnati in 12 stagioni da professionista. Solo uno in quella in corso, dopo 14 presenze con la maglia del Modena. «Arrivo a Livorno - si presenta Bernacci - con l’orgoglio di vestire questa maglia e la voglia di riscattare i 5 mesi fatti a Modena in modo non positivo, anche per mie colpe. Sono una punta centrale che gioca per la squadra, anche spalle alla porta e mi trovo meglio se ho un compagno di reparto che va in profondità. Mi manca il ritmo partita, ma non sono fuori allenamento e quindi pronto per giocare, sperando di essere subito all’altezza».

Parentesi infelice a Modena, e alle spalle una stagione di pausa per motivi personali, c’è che dice per depressione. Cosa è successo in realtà? «Niente di tutto ciò che è stato detto - replica Marco -, nessuna malattia. Ho rescisso dal Torino perché non avevo più gli stimoli per andare al campo e non volevo rubare i soldi. Poi è tornata la luce e la voglia di giocare, così adesso riparto con entusiasmo».

A vederlo da fuori, il Livorno come è messo? «Non si può dire che salvarsi sarà facile, perché la B è dura e, per tirarsi fuori da questa situazione, bisogna fare punti al più presto. Ma se guardo la rosa non posso che essere fiducioso».

Ecco Vono. Una promessa fatta a un amico ha fatto scegliere il numero 62 ad Alessandro Vono, nuovo terzo portiere amaranto, in luogo di De Lucia. In realtà si tratta di un ritorno, perché Alessandro (classe ’88, scuola Juventus ed ex Juve Stabia) vestì

amaranto nella stagione dell’ultima promozione in serie A. «Torno - dice il portiere torinese - con 6 mesi di contratto più l’opzione per il prossimo. Spero di ritagliarmi il mio ruolo nel rispetto delle gerarchie, per aiutare la squadra a risollevarsi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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