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Centrocampista e punta, sempre compagni di squadra da 12 anni, nel destino anche la prima maglia in coppia

Moscati, i cugini quasi fratelli

L'emozione di Filippo e Marco, convocati insieme con l'Atalanta. «Che serata»

 LIVORNO. Affari di famiglia. Hanno diviso sempre tutto Filippo e Marco Moscati, cugini ma quasi fratelli: potevano non dividere anche la prima panchina nel Livorno? E così a Bergamo hanno vissuto tutto d'un fiato l'emozione del ritiro, del prepartita, della vittoria. Bravi e ottimi portafortuna.  «Grande sensazione», confidano a una sola voce ripensando a quegli attimi.  Marco Moscati, 18 anni ancora da compiere, gioca centrocampista. Filippo, 50 giorni di più all'anagrafe, è invece una punta. Bravi ragazzi, niente puzza sotto il naso, passi da gigante nelle ultime due stagioni con le giovanili amaranto, tanto da finire nell'orbita della prima squadra.  «Io e mio cugino abbiamo sempre giocato insieme», confida Marco. «Iniziammo a 6 anni nell'Antignano, poi entrambi a 10 anni siamo passati al Livorno e non abbiamo più tolto questa maglia». Una maglia da indossare e da amare visto che entrambi hanno sempre tifato il Livorno. I successori della famiglia Lucarelli? «Era meglio - sorride Filippo - quelli sono due campioni...».  A proposito di campioni. «Il mio idolo è Maldini, non tanto per il ruolo quanto per la personalità e la correttezza con la quale ha affrontato tutta la carriera», dice Marco. Invece Filippo guarda più nell'orto di casa: «Scelgo Del Piero», sorride. Inevitabile, forse, per un attaccante che ama partire da dietro.  Lo sport, il calcio, è comunque nelle vene della famiglia Moscati. Il nonno di Filippo fu addirittura chiamato dal grande Torino, ma anche il padre ha giocato a calcio. Idem il padre di Marco, un passato da cestista di buon livello. Entrambi erano in tribuna a Bergamo, figuriamoci se potevano perdere "la prima" dei figli.  Naturalmente Marco e Filippo, in ritiro, avevano la stessa stanza. E alla fine che gioia per la vittoria contro l'Atalanta. «Un successo meritato - dice Filippo - perché avevamo messo insieme tante occasioni da rete. Bel Livorno, l'Atalanta è sempre rimasta ai
margini della partita». «Al di là della vittoria - aggiunge Filippo - è stato splendido respirare l'aria della prima squadra, scoprire come il gruppo sia compatto. Un'esperienza che resterà per sempre». In attesa di essere rinfrescata, magari di nuovo in Coppa. In Coppa e in coppia. Naturalmente.

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