di Dario Serpan
SENZA REGOLE. Una gara dei Giovanissimi provinciali a Livorno
LIVORNO. Una regolamentazione specifica da parte della Figc sulla campagna di tesseramento dei giovani calciatori da parte della società, Questo, secondo gli addetti ai lavori, manca perché si rispettino limiti e procedure, a vantaggio sia dei ragazzi che delle stesse società dilettantistiche, molto spesso sopraffatte dalle sirene del professionismo. Ma quanto costa giocare a calcio a Livorno? E come funzionano i tesseramenti? «Le quote annuali variano da società a società - spiega
Giovanni Di Rocca, da molti anni dirigente dell'Armando Picchi - da noi le cifre sono più elevate perché commisurate alla qualità della struttura». L'Armando Picchi vanta un impianto con due campi regolamentari, campi da calcetto in sintetico, tribuna e due strutture per gli spogliatoi. La quota di iscrizione per la stagione 2009/10 era di 230 euro per il settore giovanile, 300 euro per la Scuola Calcio, e in più circa 80 euro per il kit borsa e abbigliamento. «Dal prossimo anno vestiremo Nike - prosegue Di Rocca - e quindi miglioreremo la nostra offerta. A settembre i nostri tesserati andranno in ritiro per una settimana o parteciperanno all'Inter Campus. Per il tesseramento dei ragazzi facciamo richiesta formale alle società per il settore giovanile, mentre a livello di Scuola Calcio i bambini si presentano spontaneamente. Il cartellino si firma di anno in anno, ma i più piccoli possono cambiare squadra anche a stagione in corso. Non mandiamo lettere, facciamo soltanto pubblicità istituzionale. Credo che la Figc dovrebbe intervenire per regolare i meccanismi attraverso cui le società avvicinano i ragazzi, e anche per frenare la fuoriuscita dei più piccoli verso le società professionistiche». Questo è il punto che tocca anche il dg del Sorgenti Labrone
Carlo Nardi, perché se i club professionsti soffiano giocatori già in tenera età diventa difficle lavorare in prospettiva. «Ogni anno - dice Nardi - portiamo ragazzi in prova a Empoli, Firenze, o da altre parti, perché siamo costretti a farlo. Dovrebbe essere la Figc ad impedire alle società professionistiche di intervenire almeno a livello di Scuola Calcio, perché altrimenti viene meno la funzione sociale delle stesse». E per quanto riguarda i tesseramenti in entrata? «Noi mandiamo lettere a casa oppure riceviamo chi si presenta spontaneamente - prosegue Nardi. La quota di iscrizione per la stagione appena finita era di 230 euro a testa, ma chi firma la lista a 16 anni non paga più niente. Oltre a questo ci sono circa 80 euro di kit comprensivo di borsa e completi». Passaparola o libero interessamento anche in casa Pro Livorno, dove la quota annuale gira intorno ai 250-300 euro, compreso il kit. «Aspettiamo chi si fa avanti - afferma
Massimo Spigoni, responsabile della Scuola Calcio biancoverde - e lo informiamo della nostra proposta, senza però denigrare le altre società».
16 giugno 2010