«Così ci rubano i ragazzini»

L'Orlando: in giro false voci sul nostro fallimento

    di Dario Serpan  LIVORNO. «L'Orlando Telcosistemi è una società più viva che mai». Parola di Giuliano Giuliani, diesse e responsabile della Scuola Calcio gialloblù, intervenuto duramente a smentire le voci sulla le fine dell'attività da parte dell'Orlando, perché, si dice, a corto di risorse. Niente di tutto questo, e per chiarirlo arriva in una lettera la secca replica del ds Giuliani: «L'Orlando Telcosistemi è ogni anno più forte. E questo non significa vincere per forza i campionati, significa programmare il futuro come stiamo facendo da almeno due anni ormai, soprattutto dopo che l'immobilismo e l'incapacità di certi personaggi che oggi ci predicano contro si è tolto con loro di mezzo. Vogliamo dire a tutti gli atleti nostri e non e alle loro famiglie che noi siamo vivi e vegeti. Grazie all'ingresso di Lazzaro Stasi, con la sua catena di negozi di articoli sportivi Polisport Livorno, e al consolidamento dei rapporti con Telcosistemi non ci sono rischi di natura economica».  La società, che ha sede in piazza Gavi e svolge su due impianti della città la propria attività, vanta un settore giovanile completo, sebbene non presente a livello regionale, e una Prima squadra che milita in Seconda Categoria. Non è una realtà di prim'ordine per blasone e risultati, ma non per questo incapace di offrire una valida prospettiva ai propri tesserati. «Per l'anno sportivo 2010/2011 - continua Giuliani - andremo a iscrivere, con grosse ambizioni, la Prima squadra in Seconda Categoria, dopo l'ultimo ottimo campionato disputato, e una squadra Juniores. Tutto il settore giovanile è confermato: Allievi A e B per le categorie 1994 e 1995, Giovanissimi A e B per le classi 1996 e 1997, Esordienti A e B per gli anni 1998 e 1999, e poi tutta la Scuola Calcio per i più piccoli nati dal 2000 al 2005. Quindi che nessuno tema o tremi. Date pure del bugiardo a chi vi dice cose diverse da queste oppure, insieme a lui, trovate qualche altra scusa per andarvene. Le altre società pensino pure a vendere il proprio prodotto, ma che nessuno si permetta più di millantare contro di noi, altrimenti ricorreremo alla giustizia sportiva e non solo».  Accuse lanciate senza fare nomi da parte di chi da quasi 30 anni è nel mondo del calcio, e insieme alla smentita sul futuro della propria società si spinge a svelare quello che in casa Orlando chiamano «il calciomercato delle bugie». Così ancora chiarisce Giuliano Giuliani: «Sono molto arrabbiato per quanto sta accadendo a Livorno nel mondo del calcio giovanile e, incredibile a dirsi, anche nella Scuola Calcio. Sono arrabbiato con quasi tutte le società calcistiche di Livorno e ancor più con certi loro squallidi personaggi che, assoldati per trenta denari, si rivestono degli abiti del «manager» che non sono per ricercare solo quante più quote e iscritti possibili (chiaramente molto meglio iniziare dalla prima scelta dei ragazzini più talentuosi), usando ogni mezzo pur di raggiungere il loro scopo: ingraziarsi la società del loro operato. Di queste persone potrei fare nome, cognome, società di appartenenza e numero di cellulare, ma la privacy me lo impedisce. Li conosciamo tutti, compresi i loro presidenti e dirigenti che li hanno chiamati proprio per questo. A questi livelli, se l'allenatore è un vincente spesso è soprattutto perché ha unorganico di buona qualità. Quindi se chiamo quell'allenatore al mio servizio e gli prometto qualche spicciolo come rimborso spese e soprattutto lo invito a fare razzia di quei ragazzi a lui affezionatisi e di quei genitori amici il gioco è fatto. E se faccio altrettanto con un responsabile della Scuola Calcio e poi con un direttore sportivo mi assicuro per un periodo ancora più lungo una bella cavalcata vincente».  Giovani speranze che cambiano divisa perché spinti dai genitori o lusingati dalle promesse di altre società, nel contesto di un meccanismo che scatta ordinariamente al tramonto di ogni stagione. Ma quest'anno si è andati oltre, pare, perché quello che il ds Giuliano denuncia è una vera e propria «corsa al massacro verso l'Orlando. Certi personaggi (alcuni dei quali, purtroppo, hanno anche transitato da noi con incarichi diversi), hanno davvero superato ogni limite: vanno a ricercare ovunque i nostri ragazzi e le loro famiglie contattandoli telefonicamente a casa, ai cellulari, per strada, sul mare, sugli spalti dei campi di gioco durante lepartite dei tornei dove partecipiamo, per informarli che «l'Orlando chiude, che non abbiamo più soldi, che la squadra si sfascia, e allora meglio venire via in gruppo da noi per andare con loro perché sono tanto bravi». Per combattere l'emorragia del proprio vivaio, l'Orlando si è più volte rivolto alla Figc: «Noi - conclude Giuliani - abbiamo presentato due esposti dopo che dei nostri tesserati si sono permessi, ancor prima che la stagione finisse, di andarsene verso altre società per operare da subito per loro, distruggendoci il vivaio. Bravi davvero. Ci rivolgiamo di nuovo alla Federazione con la speranza che si cambino le regole».
    15 giugno 2010

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