Quotidiani locali

Torna con la febbre dalle ferie, ricoverato con la malaria

Il primario di malattie infettive: «Controllatevi di ritorno dai paesi tropicali. Per Chikungunya, Zika e Dengue il rischio è un’epidemia attraverso le zanzare»

LIVORNO. Aveva la febbre alta, mal di testa, vomito e nausea. Quando tre giorni fa si è presentato al pronto soccorso l’hanno immediatamente inviato al reparto di malattie infettive. Lì gli hanno riscontrato la malaria. Ora è ricoverato al 9° padiglione: la prontezza delle cure gli salverà la vita. Si tratta di un senegalese, residente a Livorno. «Era tornato nel suo Paese di origine in ferie, a trovare i parenti. Quando è rientrato stava male», racconta Spartaco Sani, primario di malattie infettive in viale Alfieri. «Per fortuna - aggiunge - è venuto in ospedale».

«Ogni anno - racconta Sani - in Italia si registrano tra i 600 e i 700 casi di malaria, a Livorno tra i 2 e i 3. Si tratta di malati che si contagiano nei paesi esotici attraverso la puntura della zanzara anofele, che da noi per fortuna è stata praticamente eradicata: il test, di ritorno da quelle zone del mondo, davanti alla presenza di sintomatologia, è fondamentale».

L’invito di Sani non riguarda solo la malaria. Dengue, Chikungunya, Zika: in questi casi c’è anche il problema di evitare un’epidemia. Il primario di malattie infettive lo ripete come un mantra: «L’importanza di riconoscere la malattia è determinante - sottolinea -. Una diagnosi corretta permette di impedire ai virus di diffondersi».

Dengue, Chikungunya e Zika si trasmettono da persona a persona attraverso la puntura della zanzara e della zanzara tigre: il soggetto punto da una zanzara portatrice e nuovamente punto da una zanzara non infetta può dunque innescare una catena in grado di dare origine a un focolaio endemico. «Per questo - spiega Sani - da giugno a ottobre dobbiamo segnalare ogni caso di contagio, affinché gli organi preposti effettuino la disinfestazione contro le zanzare».

Il messaggio è chiaro: «Il periodo di incubazione è breve e la durata del contagio pure - spiega il primario -. Se entro due settimane dal ritorno da un paese tropicale compaiono febbre, dolori articolari, oppure eruzioni cutanee e congiuntivite, bisogna rivolgersi al proprio medico, andare al pronto soccorso o venire nel nostro reparto, e farsi controllare».

«Nel 2006 - ricorda Sani - abbiamo avuto la prima livornese contagiata da Chikungunya: era appena tornata dal Madagascar. Mandammo i test all’Istituto superiore di sanità, perché ancora non eravamo attrezzati a riconoscerla. L’anno dopo a Ravenna ci fu la prima epidemia con 300 contagiati. L’ultima si ricorda l’anno scorso ad Anzio. Nella maggior parte dei casi i pazienti si riprendono completamente, tuttavia in alcuni casi il dolore alle articolazioni può durare per mesi». Poi c’è la Dengue: «In questo caso la diagnosi è importante per due motivi - sottolinea Sani -: c’è il problema di evitare l’epidemia ma anche il rischio di mortalità per chi viene contagiato due volte». Infine la Zika: «È stata messa in relazione

all’alterazione del feto in caso di contagio di donne incinte. In questo caso è importante lo screening a chi è in gravidanza e di ritorno da un paese tropicale ha avuto sintomatologia influenzale, anche accompagnata da artralgia, mialgia, mal di testa e congiuntivite». —
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro