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In 700 all’eremo per far pace con la natura

Mai vista una folla così risalire i sentieri dalla foce alle sorgenti. Don Cristian: «Impariamo ad ascoltare l’ambiente»

LIVORNO

Era nata come il bisogno di un piccolo gruppo di amici: alla fine si sono ritrovati in quasi settecento a risalire il corso di rii e torrenti a piedi, in mountain bike o a cavallo. È la “camminatadi pacificazione” che, nell’anniversario dell’alluvione, ha portato una folla di persone dalle foci fino all’eremo della Sambuca per qualcosa di più di una avventura, una giornata curiosa (raccontata dalle foto qui accanto messe a disposizione dagli organizzatori, dal giornale on-line della diocesi e dalla pagina Facebook della parrocchia).

«L’idea mi è saltata in testa un giorno di novembre in cui ero in escursione da solo nella valle di Quarata, zona Castellaccio», dice Roberto Barilà, anima del team degli organizzatori: «Nessuno può avere un’idea di quel che si vedeva, mi sono spaventato: l’idea di una pacificazione con la natura nasce da lì».

Una pacificazione sulla quale ha insistito anche Leonardo Lepori, presidente dell’associazione Valle Benedetta: «La pacificazione è indispensabile anche fra di noi, per superare rancori e egoismi».

È stata proprio l’associazione Valle Benedetta a mettere in moto l’équipe che insieme alla parrocchia di San Giovanni Gualberto ha curato l’organizzazione dell’evento nel quale è stata coinvolta una galassia di associazioni. In ballo anche il patrocinio dei Comuni di Livorno e Collesalvetti, della Provincia così come della Regione: non a caso, erano presenti i sindaci di Livorno Filippo Nogarin (e alcuni assessori della sua squadra, a cominciare da Andrea Morini e Leonardo Apolloni), e a nome della Regione il consigliere Francesco Gazzetti. Apolloni, Bacci, e Gazzetti hanno preso la parola per mettere l’accento sui vari aspetti di questa giornata sicuramente fuori dall’ordinario.

Nell’omelia della celebrazione liturgica davanti all’eremo millenario, il parroco di Valle Benedetta don Cristian Leonardelli ha colto al balzo i testi biblici del giorno dedicati al miracolo del sordomuto che torna a poter sentire: «Bisogna imparare ad ascoltare: anche ad ascoltare la natura, ci chiede di esser rispettata». In precedenza erano stati raccolti una sfilza di “post it” con riflessioni e meditazioni. Come, ad esempio: «Un anno dopo, la città è finalmente unita dal ricordo che ha trasformato il dolore in una nuova ripartenza. Grazie Signore per questa giornata». Alcune di esse sono state lette durante la messa come “preghiere dei fedeli”.

Prima delle note del silenzio suonate dalla tromba di Domenico Marmo (corpo militare volontario della Croce Rossa), i partecipanti hanno sentito la magia dei brani proposti dai cori Monday Girls e Springtime diretti da Cristiano Grasso. —

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