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In duemila con le fiaccole sul lungomare per ricordare l'alluvione

Un momento della fiaccolata sul lungomare (Pentafoto)

In testa al corteo silenzioso partito da Barriera Margherita il presidente della Regione Rossi e il sindaco Nogarin

LIVORNO. Con alla testa il sindaco di Livorno Filippo Nogarin e il presidente della Toscana Enrico Rossi, quasi duemila persone hanno preso parte stasera alla fiaccolata sul lungomare che ha chiuso la giornata di commemorazione dell'alluvione che nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2017 colpì la città.

Presenti, tra gli altri, anche l'assessore regionale all'istruzione, la livornese Cristina Grieco, i sindaci di Collesalvetti e di Rosignano, il prefetto e i rappresentanti delle organizzazi ...

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LIVORNO. Con alla testa il sindaco di Livorno Filippo Nogarin e il presidente della Toscana Enrico Rossi, quasi duemila persone hanno preso parte stasera alla fiaccolata sul lungomare che ha chiuso la giornata di commemorazione dell'alluvione che nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2017 colpì la città.

Presenti, tra gli altri, anche l'assessore regionale all'istruzione, la livornese Cristina Grieco, i sindaci di Collesalvetti e di Rosignano, il prefetto e i rappresentanti delle organizzazioni di volontariato che hanno lavorato nei giorni dell'alluvione, la Croce Rossa.

A percorrere il tragitto anche il senatore M5s Gregorio De Falco e il senatore Pd Andrea Romano. La fiaccolata di istituzioni e cittadini è proseguita sino alla rotonda dell'Ardenza, dove intorno alle 22 era in programma un momento di commemorazione e musica, con interventi ed esibizioni di gruppi.

"Il 10 settembre è una ferita che sanguina tanto nel cuore di tutti noi e non sarà facile superare questo trauma - ha detto Nogarin a margine della fiaccolata -. Abbiamo fatto molto più di quello che può fare una semplice applicazione: ci siamo coordinati in modo che ognuno di noi possa essere parte di un gruppo a tutela del territorio".

Per il futuro, ha aggiunto Nogarin "stiamo cercando di collaborare con la protezione civile nazionale per lavorare sulla cultura del rischio: un lavoro difficile e lento ma doveroso per arrivare a nuove procedure snelle, non frammentate da enti o competenze, ma dirette e automatiche".