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Unicoop Tirreno cede 8 negozi nel Lazio e rimette in ballo l’integrativo

Unicoop Tirreno cede 8 negozi nel Lazio e rimette in ballo l’integrativo

L’azienda annuncia la cessione  di altre attività al sud col conto economico fortemente negativo «che tolgono risorse agli altri negozi». Il 19 incontro al Mise

LIVORNO. La direzione Unicoop Tirreno ha incontrato a Vignale i sindacati per presentare i dati dell’esercizio economico 2017, annunciando contestualmente la cessione di otto negozi del sud del Lazio e l’intenzione di ridiscutere i termini del contratto integrativo aziendale, che costa all’incirca 10 milioni all’anno.

I negozi che saranno ceduti sono i due punti vendita di Pomezia e quelli di Fiuggi, Velletri, Aprilia, Genzano, Colleferro, Frosinone, nei quali operano attualmente 270 lavoratori.
Secondo Filcams, Fisascat e Uiltucs, nell’ambito di una politica di riduzione dei costi, tesa a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2019 e il ritorno agli utili nel 2020, arriveranno anche «nuovi meccanismi di controllo su produttività e costo del lavoro, verifiche dell’assetto organizzativo centrale e focus sulle singole direzioni».

Le tre sigle sindacali, che hanno chiesto un incontro al Mise per il 19 settembre, contestano l’approccio di Unicoop e le misure, giudicate «inique, sproporzionate e decontestualizzate», proclamando lo stato di agitazione.In una nota Unicoop sostiene invece che la decisione del cda della cooperativa di avviare una trattativa per la cessione di 8 punti vendita nel Sud del Lazio è legata al fatto che quelle realtà «continuano a presentare un conto economico fortemente negativo togliendo risorse necessarie alle ristrutturazioni di altri negozi, alla realizzazione delle politiche commerciali e pesando in maniera rilevante sul bilancio aziendale».

Su personale e organizzazione l’azienda spiega che «sono stati definiti i modelli organizzativi di punto vendita ed è previsto un importante sviluppo delle attività di formazione per i gruppi guida dei negozi e per la formazione di mestiere nei reparti freschi».
Infine sul tema dell’integrativo Unicoop chiarisce di aver invitato le

organizzazioni sindacali «a ridiscuterlo insieme, essendo vecchio di 12 anni, con l’obiettivo di avere un nuovo integrativo fondato sul principio di maggiore equità, sulla corrispondenza tra costi e risultati aziendali, e funzionale al piano di risanamento della cooperativa». —
 

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