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Protezione civile, nuove indagini sulle gare sospette: «C’era chi sapeva»

Livorno, il giudice nell’ordinanza di custodia cautelare suggerisce approfondimenti su “amici” e colleghi di Riccardo Stefanini nell'indagine sugli appalti

LIVORNO. Ci sono altre gare d’appalto sospette indette dalla Protezione Civile di Livorno sulle quali indagare perché potrebbero essere state pilotate a favore di questo o quell’imprenditore. Ma non solo. All’interno del Comune Riccardo Stefanini, 60 anni, arrestato mercoledì scorso con l’accusa di turbativa d’asta e truffa aggravata ai danni dello Stato, potrebbe aver avuto dei complici o comunque colleghi che erano a conoscenza di quel «sistema, illecito e consolidato» che il coordinatore ...

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LIVORNO. Ci sono altre gare d’appalto sospette indette dalla Protezione Civile di Livorno sulle quali indagare perché potrebbero essere state pilotate a favore di questo o quell’imprenditore. Ma non solo. All’interno del Comune Riccardo Stefanini, 60 anni, arrestato mercoledì scorso con l’accusa di turbativa d’asta e truffa aggravata ai danni dello Stato, potrebbe aver avuto dei complici o comunque colleghi che erano a conoscenza di quel «sistema, illecito e consolidato» che il coordinatore aveva creato all’interno dell’ufficio. Infine non è escluso che oltre alle regalie (viaggi, cene e pacchi dono) Stefanini abbia ricevuto da Emanuele Fiaschi, 37 anni, titolare della ditta Tecnospurghi, anche versamenti di denaro.



Sono questi i tre nuovi filoni dai quali riparte l’inchiesta della squadra mobile sul sistema di affidamento degli appalti in Comune. Tre al momento le persone nel registro degli indagati per aver pilotato due diverse gare: quella per l’assegnazione degli interventi di manutenzione della Protezione Civile per il 2018 e l’affidamento del servizio di chiamate telefoniche automatiche di emergenza (Alert System), sempre per lo stesso anno.

Quello che potrà essere il futuro dell’indagine coordinata dal procuratore capo Ettore Squillace Greco viene tratteggiato anche dal giudice per le indagini preliminari nell’ultimo capitolo dell’ordinanza di custodia cautelare.
Perché le prove raccolte nei confronti di Stefanini – è la premessa del gip Antonio Del Forno – dimostrano come utilizzasse il suo ufficio pubblico come mezzo per lucrare indebitamente tutto quanto è possibile; invero dall’appropriazione di alimenti, carburante della vettura di servizio, condotte per le quali era già agli arresti domiciliari, si passa a favori per gli amici compiacenti che sanno come ricompensare la sua disponibilità.



Un comportamento che, ovviamente, legato al ruolo all’interno dell’amministrazione, aggrava e di molto la sua posizione. Anche perché dall’indagine, in particolare dalle intercettazioni telefoniche e ambientali e dalle mail, è emerso che Stefanini avesse consolidati rapporti che lo legavano agli altri impiegati dello stesso ufficio.

Ecco perché – secondo il giudice – alcuni di loro erano certamente a conoscenza delle illecite condotte realizzate dall’indagato. Alcuni di questi colleghi, tra l’altro, sono già stati ascoltati a sommarie informazioni, ma al momento non risultano indagati. Altri, molto probabilmente verranno sentiti anche per approfondire – suggerisce il giudice – se anche altre gare siano state pilotate allo scopo di favorire altri imprenditori amici.