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La Baracchina Rossa cambia, gli storici gestori salutano - Le foto

Livorno, dopo 33 anni la famiglia Bernini-Palandri passa il testimone: «Grazie a tutti» .Previsti lavori di restyling e ampliamento: da domani chiusura per qualche mese

LIVORNO. Alzi la mano chi almeno una volta non si è fermato a bere un caffè o a fare du’ chiacchiere davanti alla facciata pittoresca della Baracchina Rossa. Anche a saracinesche abbassate nei giorni di chiusura. Da una vita dietro al bancone dello storico bar livornese ci sono le facce e le mani delle famiglie Bernini e Palandri. Che oggi, dopo 33 anni, lasceranno il timone.



Un pezzo di storia che si chiude. E maxi lavori in vista per la Baracchina, uno dei luoghi simbolo di Livorno e punto di ritrovo-cartolina del lungomare, che per qualche mese andrà in ferie forzate in vista della riapertura in un nuovo formato e con nuovi volti. Gli attuali soci hanno deciso di cedere la gestione dell’attività ad altri professionisti, conosciuti in città perché legati al marchio Bon Ton (la struttura resta comunque comunale).

Così un “grazie a tutti voi”, servito su un vassoio e stampato sulle magliette di bariste e baristi, oggi saluterà i clienti. «L’abbiamo sempre gestita con una filosofia familiare – ripete Luca Bernini –, ma nel tempo il lavoro ha assunto dimensioni industriali. Questa è un’azienda e noi dopo tanti anni abbiamo deciso di scegliere una vita un po’ più sostenibile, a misura di famiglia».

«Questo bancone e questi tavoli – si ferma un attimo – hanno rappresentato il centro della nostra vita. Tanti clienti sono diventati amici. Abbiamo visto passare e crescere generazioni. Quando la nostra famiglia l’ha presa era la casa dei signori, dei vip, con il tempo sentiamo di averla resa alla città: dal muratore al magistrato, dagli adolescenti ai nonni». Perché, sorride, «la Baracchina non è una moda, è un pezzo di Livorno».

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Si commuove dietro al bancone Liliana Palandri, quando tanti dei «miei bimbi diventati grandi», come li chiama lei, passano per salutarla. Il 2 luglio del 1985 prese in mano il timone a tinte rosse con il marito Manrico Bernini. Sessant’anni di matrimonio tra pochi mesi e quasi altrettanti nel settore. «Abbiamo gestito il bar dell’ospedale, i ristoranti dei bagni Lido e Pejani, anche lo chalet della Rotonda, negli anni Ottanta», racconta. Oggi anche lei indosserà la maglietta di saluto, insieme ai figli Luca ed Emanuela Bernini, alla nuora Barbara Magherini, ai nipoti Eleonora e Leonardo Bassano.

Gli attuali gestori resteranno nel mondo della ristorazione: un ramo della famiglia ha investito nell’area dell’ex distributore a Barriera Roma, l’altro ha appena preso in mano l’ex Mille606, a Porta a Terra, trasformandolo nell’Alhambra Cafè. «Era il vecchio nome della Baracchina Rossa», ricorda Eleonora.

Domani la facciata rossa andrà in ferie e le saracinesche resteranno abbassate per qualche mese. Almeno fino ad anno nuovo, quando riaprirà con i nuovi gestori e con un nuovo look, sulla base del progetto che gli attuali concessionari hanno messo in piedi nei messi scorsi confrontandosi con il Comune e con le Belle Arti. «È previsto un ampliamento dell’area a servizi (bagni e laboratori), oltre all’abbattimento delle barriere architettoniche e alla realizzazione di una terrazza aperta verso il mare, al primo piano», anticipa Bernini.

Il grazie finale è per i barman storici: Egisto Pratesi (detto Albertino) e Roberto Di Bartolomeo (Robertino), «che ci hanno accompagnato in questa avventura». Lunga 33 anni.

 

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