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Quell’avviso rafforzerà l’uomo forte

Quell’avviso rafforzerà l’uomo forte

Da quando è nato, il governo lega-stellato cresce nei consensi registrati periodicamente dai sondaggi: Salvini dà la linea, Di Maio la insegue, Conte acconsente

La suggestione dell’uomo forte. Il compiacimento della frase a effetto. Il ribaltamento dei ruoli istituzionali. La difesa degli interessi nazionali nei confronti di un’Europa senz’anima. La sensazione che sull’immigrazione ci sia finalmente un modo di procedere deciso. Il cinismo del gesto plateale fino a incassare come una medaglia l’avviso di garanzia ricevuto, come era prevedibile, dalla magistratura siciliana. Alla maggioranza degli italiani garba molto stare sulle barricate. Anzi, garba molto che sulle barricate si siano piazzati i due vincitori delle elezioni del 4 marzo scorso. Da quando è nato, il governo lega-stellato cresce nei consensi registrati periodicamente dai sondaggi: Salvini dà la linea, Di Maio la insegue, Conte acconsente.

Diciotti, Salvini indagato da pm Agrigento: ''Mi vengano a prendere, sono qui che li aspetto'' "Ho saputo dieci minuti fa che sono sotto inchiesta per sequestro di persona", ma "è difficile fermarci". "Possono arrestare me, ma non la voglia di cambiamento di 60 milioni di italiani". Sono queste le prima parole in diretta facebook da Pinzolo del ministro dell'Interno Matteo Salvini, dopo aver appreso di essere indagato per il caso della nave Diciotti. di Alessandro Camagni


Un triangolo politico anomalo. Due vicepremier non fanno un premier. Ma un capo di governo non si crea dal nulla. Così, forte di una carriera politica lunga un quarto di secolo, Matteo Salvini si sta accreditando agli occhi degli italiani come il leader che dice e fa le cose che “quelli di prima” non avevano il coraggio di affrontare. È impermeabile alle critiche. Anzi più la polemica si inasprisce, più si muove su un terreno di scontro a lui congeniale. Le accuse di razzismo sembrano addirittura inorgoglirlo perché ne certificano il ruolo di protagonista nella drammatica gestione degli immigrati. Poi, se il vertice europeo si conclude con un nulla di fatto perché non c’è uno straccio di intesa per accogliere non diecimila, non mille, ma appena 150 sfortunati migranti tenuti prigionieri dal ministro dell’Interno sulla nave italiana Diciotti, ecco che il capo della Lega si sente legittimato a gridare di nuovo “Europa vigliacca”. E in tanti applaudono.

Diciotti, Di Maio: ''Salvini indagato rimanga al suo posto, non vìola il codice etico M5s'' "Qualcuno mi dice 'tu avevi chiesto le dimissioni di Alfano perché indagato per abuso di ufficio'. Ma mica c'era bisogno di un'indagine per chiedere le dimissioni di Alfano, noi dicevamo che Alfano si doveva dimettere in quanto tale, ne aveva fatte già abbastanza." Così il ministro del lavoro e vicepremier Luigi Di Maio sul caso della nave di migranti Diciotti e sulla indagine giudiziaria che coinvolge il ministro Matteo Salvini. Di Maio poi dicendo "a parte le battute" ha voluto fare un distinguo rispetto alla vicenda dell'indagine giudiziaria sul ministro Salvini e il caso Diciotti. "Il ministro Salvini vada avanti perché non ha violato il codice etico del contratto e dei Cinque stelle." Il Governo si assume la responsabilità politica delle scelte fatte sul caso della nave Diciotti ma c'è "pieno rispetto" per l'azione della magistratura per cui non dobbiamo "attaccare" i pm che indagano.Facebook - Luigi Di Maio

Salvini infatti è in sintonia con gli umori di un’Italia profonda, sfibrata nei valori e nel portafoglio da una crisi devastante lunga ormai dieci anni. Che ci fosse il rischio di una tenuta democratica del Paese lo aveva intuito più di un anno fa il suo predecessore, quel Marco Minniti di cui il Pd ha provato imbarazzo per come ha gestito il Viminale riducendo il numero degli sbarchi. Era evidente: il rischio paventato da Minniti non riguardava un impossibile colpo di stato o uno sconvolgimento delle istituzioni democratiche. No, anticipava un sentimento diffuso tra le fasce più deboli della popolazione, tradite dalla sinistra. Pezzi di società si sono sentiti più ultimi degli ultimi, mentre il Pd è stato incapace di elaborare una strategia coerente per gestire l’immigrazione né ha saputo dar voce alla sofferenza delle periferie urbane e sociali della realtà italiana.

E’ accaduto in questi anni qualcosa di profondo e di irreversibile nella coscienza della nazione. La negazione della sofferenza economica e sociale, di cui Matteo Renzi è stato l’arrogante epifenomeno, ha inasprito il risentimento verso le classi dirigenti del passato, come si è visto in modo plateale durante i funerali di Genova con i fischi al segretario dem Martina e alla ex ministra genovese Pinotti mentre gli uomini di punta del governo in carica hanno incassato applausi.

Non basta a ciò che resta della sinistra maledire l’informazione falsata dalle fake news per spiegare il consenso che Salvini sta accumulando giorno dopo giorno. Fino a quando non deciderà di capitalizzarlo in anticipo, quel bottino di voti, portando la stessa maggioranza di governo a nuove elezioni ravvicinate per regolare i conti con il secondo vicepremier. Più di Di Maio, è Salvini oggi a interpretare la paura e il risentimento diffusi nella società, al Nord come al Sud. Una realtà in cui i diritti civili appaiono un lusso e dunque possono essere persino calpestati se non sono accompagnati dalla sicurezza economica e sociale. Dentro la formula “prima gli italiani” si raggruma un malessere troppo a lungo ignorato. All’uomo forte si affidano cittadini speranzosi di una soluzione miracolosa. La cura sarà lunga e niente affatto indolore. Buona domenica.
 

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