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Burioni: «Incivile non vaccinare i bambini. La Toscana protegge i più deboli»

L’immunologo Roberto Burioni contro lo slittamento della protezione per chi deve iscriversi a scuola 

Incivile non vaccinare i bambini. Serio da parte della Regione Toscana pensare a una legge propria per obbligare i genitori a vaccinare i bambini da iscrivere al nido o alla scuola materna. Serve a proteggere «i propri cittadini». Soprattutto quelli «più deboli». Non basta la decisione del Senato a fermare la battaglia a favore dei vaccini di Roberto Burioni, immunologo, professore ordinario di Microbiologia e Virologia all’università San Raffaele di Milano. Palazzo Madama fa slittare di un anno l’obbligo vaccinale per l’iscrizione a scuola e Burioni si schiera con chi - come la Regione Tocana - si oppone a questa scelta.

Burioni (virologo) a Salvini: "I vaccini proteggono lei, i suoi figli e i suoi elettori" "Bugia pericolosissima da parte di chi ha la responsabilità della sicurezza del Paese". Così il virologo Roberto Burioni del San Raffaele di Milano commenta a Repubblica tv le affermazioni del ministro dell'interno Matteo Salvini in merito all'inutilità e dei dieci vaccini obbligatori per gli alunni della scuola dell'obbligo


Professor Burioni, serve la posizione della Toscana?

«Procediamo dai numeri. In Italia siamo reduci da un’epidemia di morbillo che ci ha messi al quinto posto nel mondo, nel Terzo mondo oserei dire, per casi di questa malattia. La maggiore incidenza della malattia si è verificata in bambini che avevano meno di un anno:troppo piccoli per essere vaccinati e più a rischio per le complicazioni sia immediate - perché in 1 caso su 2000 è mortale nella fase acuta - sia per le complicanze tardive perché in 1 caso su 1700 circa il morbillo guarisce e poi ricompare a 7/8 anni come encefalite letale (panencefalite subacuta sclerosante). E sono proprio i bimbi con meno di 1 anno quelli più a rischio di sviluppare queste complicazioni».

Perché?

«Perché a meno di un anno noi non li possiamo difendere vaccinandoli. E allora dobbiamo vaccinare tutti gli altri. Se noi consentiamo ai bambini non vaccinati di entrare all’asilo mettiamo a rischio la vita dei bimbi troppo piccoli per essere vaccinati o di quelli che non si possono vaccinare perché stanno guarendo da un tumore o per aver fatto un trapianto».

È per questo che definisce “infame” la decisione del Senato di far slittare l’obbligo vaccinale per l’iscrizione a scuola?

«Questo provvedimento è, a mio parere, estremamente negativo perché accarezza il pelo dalla parte più egoista e più ignorante del Paese e non difende, invece, i diritti dei più deboli. Se la Regione Toscana approvasse la legge per confermare l’obbligo vaccinale per iscriversi a nidi e materne sarebbe ottimo perché si prenderebbe cura dei suoi cittadini più indifesi e più esposti ai danni».

Ma quali vaccinazioni ritiene necessarie per i bambini fino a 6 anni?

«È importante fare tutte le vaccinazioni, obbligatorie e facoltative, indicate nel piano vaccinale nel momento in cui sono indicate, nei tempi prescritti. Non bisogna ritardarle perché alcune malattie sono molte pericolose nei primi mesi di vita. Quindi ritardare i vaccini non porta alcun vantaggio e ha solo come effetto quello di lasciare la porta aperta a malattie pericolosissime. Sarebbe ideale che li facessero tutti, anche quelli che non si sono ancora vaccinati, che non si sono potuti vaccinare: così potremmo proteggere pure i bambini che non hanno risposto al vaccino».

Chi non risponde al vaccino può essere protetto?

«Nessun vaccino è efficace al 100%: un bimbo può rientrare nello sfortunato 2% che non risponde alla protezione: vaccinare gli altri è l’unico modo per difenderlo è attraverso l’immunità di gregge. Ma la perdiamo se ammettiamo a scuola bimbi non vaccinati».

Che cosa succede scendendo sotto la soglia di sicurezza del 95% dei bambini vaccinati?

«Ma noi siamo molto molto lontani da questa soglia. Negli anni scorsi queste percentuali erano calate e i bambini non vaccinati sono cresciuti e oggi sono persone “suscettibili”, sensibili alle malattie. Se si continuano ad accumulare persone non vaccinate corriamo il rischio che malattie presenti - morbillo, parotite, meningite - continuino a diffondersi. Corriamo pure il rischio che malattie che non vediamo da tempo si riaffaccino: poliomielite, difterite non sono sparite. Sarebbe una catastrofe. L’ultimo episodio di poliomielite in Europa è stato nel 1992 in una comunità olandese che non si vaccinava. Immaginate in Italia che cosa succederebbe solo per il turismo. È da incivili non vaccinare. Speriamo che, nonostante la legge, gli italiani vaccinino lo stesso».

Ma gli adulti per cosa si possono vaccinare per proteggere i loro figli?

«Prima di tutto devono fare tutte le vaccinazioni che non hanno fatto da bambini. Ad esempio, se da bambini non hanno fatto il vaccino contro il morbillo devono vaccinarsi contro il morbillo. Per gli adulti è molto importante vaccinarsi contro la pertosse: se viene trasnessa da un adulto a un bambino, come abbiamo visto in questi giorni, può avere conseguenze catastrofiche.

Inoltre, le donne che hanno intenzione di avviarsi verso una gravidanza devono essere certe della loro immunità nei confronti della rosolia, varicella e morbillo perché il vaccino non si può fare durante la gestazione per queste malattie. E se si contraggono, in particolare la rosolia, in gravidanza possono avere conseguenze molto gravi per il feto. Al contrario, le donne in gravidanza devono fare un richiamo per la pertosse»..

In Toscana ci sono stati episodi preoccupanti di meningite. Uno anche ieri.

«Per la meningite da meningococco bisogna vaccinare i bimbi e fare un richiamo per gli adolescenti. Facendo così l’Inghilterra ha fatto sparire la meningite da meningocco».

Cosa dire a un genitore scettico o no vax per fargli cambiare idea?

«I vaccini sono i farmaci più sicuri che esistono. Sono estremamente efficaci per proteggere i bambini da malattie molte pericolose, sono stati l’intervento che, nella storia, ha salvato più vite. Per cui privare i propri figli di una protezione così importante e così priva di rischi è un peccato».

Allora perché permane questa ostilità nei confronti dei vaccini?

«Ritengo perché si è persa la memoria di quanto gravi siano le malattie prevenute dai vaccini. C’è la sensazione che i vaccini non siano più necessari. E anche che alcune malattie, come il morbillo, non siano gravi. La frase tipica è: “Io l’ho avuta e non mi è successo niente”. Peccato che quelli che l’hanno avuta e sono morti non sono qui a dircelo. E in Italia, quando non c’era il vaccino, morivano centinaia di bambini per il morbillo».


 

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