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Caritas: crescono i nuovi poveri: «Ora i livornesi chiedono aiuto»

Boom delle richieste di soccorso da parte di italiani (più 40%) rispetto agli stranieri «Le persone “normali” si scoprono fragili: basta poco per finire giù nel precipizio»

LIVORNO. Perdere il lavoro. Trovarsi, quasi improvvisamente, a non avere più i soldi per comprare il pane. Oppure finire a vivere in strada, con qualche coperta e una doccia di fortuna, disponibile quando capita. Rapporti che si sgretolano, vite che cambiano, persone sempre più schiave di una precarietà che non dà certezza alcuna.

Sono sempre di più i livornesi che versano in stato di bisogno e che si rivolgono ai centri di ascolto Caritas, usufruendo della mensa, del pacco alimentare o chiedendo aiuto per far fronte a un’emergenza abitativa sempre più pressante. Nel 2017 più di 3mila persone hanno fatto riferimento alla rete livornese dei centri d’ascolto, il 54,7% di contatti in più rispetto al 2014 con gli italiani che, sul totale degli accessi, sono cresciuti del 40,3%.

I dati provengono da “Legami fragili”, il rapporto 2018 sulle povertà nella Diocesi di Livorno, presentato ieri al vescovado della città dalla direttrice della Caritas diocesana di Livorno suor Raffaella Spiezio e dal vescovo Simone Giusti. I numeri sono riferiti al 2017 e fotografano una situazione, quella legata al bisogno e alle povertà, che nel territorio, dal 2014 - anno del precedente rapporto - è diventata più significativa. Le statistiche, quasi tutte in aumento, disegnano un quadro, insomma, in cui la crisi figura tutt’altro che superata. Nel 2017 i centri d’ascolto Caritas del territorio hanno registrato circa 3000 contatti (54,7% di persone ascoltate in più rispetto al 2014), 1200 dei quali costituiti da cittadini italiani (cresciuti di oltre il 40% dal 2014) e 1800 da persone straniere. Più della metà di coloro che hanno chiesto aiuto sono, inoltre, adulti compresi tra i 34 e i 54 anni (il 26% dei quali ricadono nella fascia 45-54enni). Tra gli italiani, gli uomini sono in maggioranza (48,6%), mentre tra gli stranieri sono le donne quelle che si rivolgono di più alla Caritas (56,8%).

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Tra le cause d’accesso più frequenti ai centri d’ascolto c’è la mancanza di lavoro o la precarietà (29,6%), seguita da problemi economici in generale (21,4%), da situazioni di emergenza abitativa (16,5%) e da problemi familiari (11,3%). Per cercare di far fronte a tutti questi problemi Caritas offre tutta una serie di servizi.Il primo sostegno della Diocesi è quello alimentare. La Caritas, nel 2017, ha fornito, in tutto circa 45 mila pasti. 26 mila dei quali distribuiti nelle mense sociali Quilici e di Antignano, oltre 5 mila consegnati come pasti a domicilio, 3 mila erogati all’interno del progetti accoglienza profughi e 10.500 in qualità di cestini distribuiti di sera a coloro che vivono in strada.

Oltre che per l’alimentazione, la Caritas fornisce anche aiuto attraverso la messa a disposizione di un servizio doccia e guardaroba, il quale ha registrato, nel 2017, circa 2500 accessi. Un aumento sostanzioso di coloro che hanno utilizzato il servizio igiene si è registrato nel 2016 (+6,7%), mentre lo scorso anno la situazione si è stabilizzata. Uno dei problemi maggiormente diffusi a Livorno riguarda l’emergenza abitativa. In questo frangente la Caritas ha provveduto all’accoglienza di 35 famiglie, per un totale di 207 persone, di cui 72 minori (numeri più che raddoppiati rispetto al 2014).
 

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