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Morto dopo il malore in mare: «Addio Gianni, contro l'handicap lottavi come un leone»

Livorno, Giovanni “Gianni” Ceccherelli avrebbe compiuto 53 anni il prossimo 22 luglio. Fratello di una dei soci dello stabilmento era una sorta di mascotte dei Lido

LIVORNO.  Per cercare di salvarlo si sono tuffati in mare in sei: tre bagnini dei Lido, due colleghi dei vicini Pejani e l’istruttore di nuoto dello stesso stabilimento. «In quel momento, saranno state circa le otto e mezzo, ero sopra la piscina mentre gli altri colleghi sistemavano sdraio e ombrelloni – racconta Riccardo Masi, storico volto dei Lido – A un certo punto abbiamo sentito urlare per tre volte, mi pare, e chiedere aiuto. Così ci siamo precipitati di corsa verso la riva». In acqua, oltre gli scogli dello specchio d’acqua chiamato “concona” da tutti i clienti, ci sono Giovanni Ceccherelli, 53 anni da compiere il prossimo 22 luglio, e il badante che ogni giorno accompagna Gianni, come lo chiamano ai Lido, a fare il bagno. Il racconto di quei momenti è una corsa contro il tempo in cui impegno e speranza non sono purtroppo bastati.

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«Nel momento in cui ci siamo tuffati – va avanti il bagnino – stava uscendo anche il pattino. Così abbiamo preso Gianni e lo abbiamo portato a bordo». È qui che sono iniziate le prima manovre di soccorso. «Sono passati pochissimi minuti, forse cinque, la massimo dieci – ricordano alcuni testimoni che ieri mattina a quell’ora erano già al mare – prima che arrivasse l’ambulanza della Misericordia di Antignano con il medico a bordo». Le condizioni del cinquantatreenne però sono apparse subito molto gravi. «Mentre lo portavano in ospedale abbiamo incrociato le dita...».

La notizia del decesso di Gianni, fratello di una dei soci dello stabilimento, è arrivata ai bagni Lido a metà mattina. Inutili i tentativi di salvarlo da parte dei medici del pronto soccorso. «Per noi è un dispiacere enorme – spiega Michele Ganni, uno dei figli del titolare dei bagni – Gianni era uno di famiglia». Aggiunge il padre Riccardo appena tornato dall’osepdale con l’altro figlio: «L’ho visto crescere, non ho parole». È lo stesso Michele a raccontare la vita e le passioni di Giovanni, portare di handicap, «ma con una forza di volontà da leone». «Ogni mattina – racconta – veniva al mare accompagnato dal badante per fare il bagno. Nuotava per mezz’ora, un’ora. E nonostante le difficoltà era davvero forte».

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Una sorte di mascotte dello stabilimento, soprattutto durante le feste organizzate durante la stagione estiva. «Ad ogni evento – ricorda Michele – era sempre presente – in particolare a quelli dove c’era la musica. Gli piaceva un sacco».  Difficile al momento fare delle ipotesi per capire le cause del decesso del cinquantatreenne. L’ipotesi più probabile è che l’uomo abbia avuto un malore mentre era in acqua e questo abbia provocato un principio di annegamento. Tanti i messaggi di cordoglio arrivati subito dopo il dramma alla direzione dello stabilimento e in particolare a Monica, sorella della vittima.

Quello di domenica 8 luglio è il secondo episodio avvenuto dall’inizio dell’estate all’interno di uno stabilimento balneare. Il 20 giugno scorso ai bagni Fiume una donna di 75 anni, sempre mentre faceva il bagno, si è sentita male. Anche in quella circostanza i bagnini dello stabilimento furono tempestivi nell’intervento: portarono a riva l’anziana e iniziarono il messaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. In quel caso, a differenza di quanto avvenuto ieri, la donna è riuscita a salvarsi.

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