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Sabotata l’auto del presidente del consiglio, Nogarin: "È come un tentato omicidio"

Livorno, dopo Bastone anche Esposito (M5S) fa denuncia. «Svitati i bulloni della ruota, qui si va oltre lo spregio»

LIVORNO. Quando in piena notte si è accorto che i bulloni non c’erano più e che una delle due ruote davanti stava per staccarsi dalla sua auto, con il rischio di finire fuori strada, in macchina con sé aveva anche la moglie e la figlia diciottenne, insieme a due amiche. «È un sabotaggio, è evidente. Siamo scossi, perché questo non è uno spregio, è un gesto pericoloso, che avrebbe potuto avere conseguenze gravi».

Il presidente del consiglio comunale, Daniele Esposito, è seduto nella sua stanza al primo piano di Palazzo Civico. In mano stringe la denuncia che ha appena formalizzato in questura. E che arriva proprio pochi giorni dopo la seconda denuncia presentata nel giro di un mese dal consigliere comunale, ed ex capogruppo dei 5 Stelle, Francesco Bastone, che sotto casa ha trovato le gomme dell’auto tagliate e un biglietto con un chiaro riferimento alle manovre dell’amministrazione pentastellata sul porta a porta e sull’ondata di stalli blu.

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Esposito racconta di non aver trovato biglietti, di non aver «mai ricevuto minacce di alcun tipo». Quello che ha trovato è direttamente la ruota sinistra anteriore della sua Renault Scenic senza più bulloni. O meglio: «Mancavano completamente tre dei quattro bulloni che collegano la ruota al mozzo, e il quarto era quasi del tutto svitato. Escludo si sia trattato di un incidente...». Sottufficiale di Marina, 45 anni, eletto nel 2014 in municipio tra le file del Movimento 5 Stelle, Esposito è dal 2016 presidente del consiglio comunale. Un ruolo politico e istituzionale di primo piano che lo ha portato a occuparsi di tantissimi temi legati alla città.

Mercoledì mattina, come ha messo a verbale in questura, ha parcheggiato la sua auto vicino casa, nella zona del Cisternone. «La sera intorno alle 22 – racconta al Tirreno – sono salito in auto insieme a mia moglie per andare a prendere mia figlia a Tirrenia. Appena ho iniziato a guidare mi sono accorto che qualcosa non andava, l’auto vibrava, si sentiva un rumore strano». Si è fermato, ha dato uno sguardo veloce al mezzo ed è ripartito. Ma una volta recuperata la figlia, mentre con tutta la famiglia stava tornando verso casa intorno all’una e mezzo di notte, si è accorto che il rumore alla ruota davanti si stava facendo sempre più forte e ha deciso di fermarsi di nuovo, subito dopo aver superato il ponte del Calambrone.

«A quel punto ho scoperto che tre dei quattro bulloni non c’erano più e che uno era quasi del tutto svitato. La ruota era già inclinata. Sono sincero: abbiamo avuto paura, è stato un grande spavento. Ho pensato subito che fosse stato qualcuno a svitarli, è evidente che è un sabotaggio».

Nel bagagliaio ha ritrovato il sacchetto con i vecchi bulloni conservati dopo l’ultima revisione delle gomme ed è riuscito a ripartire. «Alla fine sono serviti a qualcosa», prova a sdrammatizzare. «Questo episodio – ripete – ci ha scosso tutti, anche in considerazione di quello che è accaduto nei giorni scorsi al collega Bastone. Il problema è in questo caso non c’è stato un avvertimento, non ci sono gomme tagliate, non si può parlare di uno spregio, ma di un gesto pericoloso che avrebbe potuto fare male. Cosa sarebbe accaduto se invece di guidare piano sul viale di Tirrenia, fossi andato a cento all’ora in autostrada? Avrei potuto lasciarci le penne... Lo racconto perché si deve sapere quello che avviene». Ma prima di mercoledì non ha mai avuto avvisaglie di qualche tipo? Come si spiega quello che è accaduto? «Nulla di nulla, non me lo so spiegare. Se lo collego alla mia attività politica? Oggi non vedo altri motivi». Sul caso indaga la digos.

NOGARIN: "È COME UN TENTATO OMICIDIO"

"Si è passato il segno", "quando togIi tre bulloni su quattro alla ruota di un'automobile e sviti quasi completamente l'ultimo non ti stai rendendo responsabile di un 'dispetto' o di un atto dimostrativo , per quanto pesante. No, ti stai rendendo responsabile di un tentato omicidio. Le cose vanno chiamate con il loro nome". Lo scrive su facebook il sindaco di Livorno Filippo Nogarin. "Se, invece che sulla strada per Tirrenia - sottolinea Nogarin -, il presidente del Consiglio comunale Daniele Esposito si fosse trovato a viaggiare a 130 km/h in autostrada e la ruota, come  successo, fosse uscita dal semiasse fino ad inclinarsi, cosa sarebbe accaduto? Non voglio nemmeno pensarci". Per il sindaco, "nessun provvedimento amministrativo, per quanto impopolare, può giustificare una reazione del genere. La seconda è che noi andremo avanti con le politiche di cambiamento e modernizzazione di cui questa città ha un disperato bisogno. E lo faremo, come sempre, mettendoci costantemente in discussione, pronti a correggere, migliorare e persino cancellare qualsiasi misura se necessario". "Perchè il confronto fa parte della politica - conclude Nogarin -. Sabotare un'automobile, sui cui tra l'altro viaggiavano anche 3 ragazzine, invece, è da criminali. Vigliacchi e criminali"

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