Quotidiani locali

Vai alla pagina su Alluvione a Livorno

Inchiesta alluvione, la super consulenza depositata in Procura

Livorno, nel dossier dei cinque ingegneri la radiografia del disastro: ricostruita dinamica, genesi e gestione
dei soccorsi nelle zone colpite dalla tragedia

LIVORNO. La super consulenza sulla genesi dell’alluvione che ha messo in ginocchio Livorno nella tragica notte tra il 9 e il 10 settembre scorso causando otto morti e milioni di euro di danni è stata depositata nei giorni scorsi in Procura. Ed è da questo documento, si parla di centinaia di pagine al momento top secret, che molto probabilmente arriveranno le novità più importanti sull’inchiesta e sulle eventuali responsabilità di singole persone che possono aver innescato un principio di causa-effetto provocando la morte di una o più persone.

I cinque ingegneri nominati all’indomani della tragedia hanno impiegato oltre dieci mesi per rispondere ai molti quesiti del pool di magistrati che stanno seguendo l’indagine per disastro colposo e omicidio colposo plurimo, che al momento vede indagati il sindaco di Livorno Filippo Nogarin e il capo della Protezione civile Riccardo Pucciarelli. Un lavoro, quello degli esperti, che si è rivelato più lungo rispetto a quanto programmato. Inizialmente, infatti, il deposito della consulenza era stato fissato in novanta giorni. Poi sono arrivate due proroghe richieste dagli stessi ingegneri – a dicembre e a marzo – che hanno fatto slittare la consegna alla settimana scorsa. Il motivo è semplice: le richieste della Procura erano articolate e sono stati necessari approfondimenti da parte sia degli ingegneri che della polizia giudiziaria attraverso accertamenti, acquisizione di atti e sopralluoghi.

leggi anche:



Al centro dell’indagine gli aspetti idrogeologici, urbanistici ed edilizi (qui il rischio è che eventuali reati possano risultare prescritti). Fino a ciò che è avvenuto tra le 21,39 del 9 settembre, quando il centro funzionale di monitoraggio della Regione Toscana ha lanciato il primo allarme alla protezione civile livornese, e le 5,40 quando è esondato anche il Rio Maggiore. Proprio sul Rio Maggiore gli accertamenti hanno riguardato anche le casse di espansione che avrebbero dovuto contenere la furia del fiume e che invece non hanno ottenuto il risultato per il quale erano state progettate e costruite. Sul contenuto della consulenza, al momento però, si sa pochissimo. L’unica cosa che trapela, oltre al numero delle pagine, è che per facilitare il lavoro dei magistrati, il dossier sia stato diviso in due capitoli che ricalcano le inchieste aperte collegate al disastro.

Il primo riguarda la parte di indagine coordinata dalla pubblico ministero Antonella Tenerani che indaga sulle cause dell’esondazione del Rio Maggiore e la morte della famiglia Ramacciotti, rimasta intrappolata nel piano terra della villa all’incrocio tra via Rodocanacchi e viale Nazario Sauro. Il collega Giuseppe Rizzo, invece, si occupa della zona tra il Rio Ardenza e il Rio Popogna e dunque delle altre quattro vittime, visto che il decesso di Matteo Nigiotti fa parte di un ulteriore fascicolo. Ai due pubblici ministeri nominati all’indomani dell’alluvione, nel corso dei mesi si è aggiunta anche la pubblico ministero Sabrina Carmazzi.
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro