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Il doppio voto di oggi

Il doppio voto di oggi

Si vota oggi per scegliere il sindaco del proprio municipio, ma nella perenne campagna elettorale impostata dai soci di maggioranza del governo gialloverde la scheda infilata nell’urna dagli elettori vale il doppio

Arranca la sinistra. Salvini incombe. Si vota oggi per scegliere il sindaco del proprio municipio, ma nella perenne campagna elettorale impostata dai soci di maggioranza del governo gialloverde la scheda infilata nell’urna dagli elettori vale il doppio. Sì perché tra stanotte e domani mattina più che le qualità del sindaco prescelto conterà la bandierina d’appartenenza. A Pisa, a Massa e a Siena – i tre capoluoghi toscani al ballottaggio insieme a Pietrasanta, Pescia e Campi Bisenzio – il Pd con i suoi alleati è in trincea per contrastare il progressivo scolorimento del rosso toscano.

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La sequenza di sconfitte locali è impressionante: il partito erede di una tradizione di buon governo ha perso anno dopo anno Livorno, Grosseto, Arezzo, Pistoia, Carrara senza mai interrogarsi seriamente sulle cause della crisi di un modello politico e sociale su cui si scarica la sofferenza e l’insofferenza di vasti strati della popolazione.

Con l’eccezione di Lucca l’anno scorso, ancorata a sinistra per meno di 400 voti, i ballottaggi si sono sempre rivelati negativi per il Pd; ha prevalso la voglia di ribaltare il tavolo. La posta più ambita di questa tornata è la città della Torre pendente. Intellettuale e proletaria, colta e sofferente, simbolo della contestazione sessantottesca oggi può trasformarsi nella Vandea della controrivoluzione.

Salvini parte avvantaggiato non solo perché la Lega si è piazzato primo partito e il suo candidato ha scavalcato al primo turno il rivale dem, ma perché anche in caso di sconfitta può trasformarla in un’impresa di cui vantarsi: chi – a sinistra - avrebbe creduto ancora qualche tempo fa che tutte le città della Toscana e la stessa Regione fossero diventate contendibili? Un inestricabile misto di effet ti locali e di tendenze nazionali spinge il capo della Lega nazionalista verso la leadership di un governo che per ora non governa.

Ma la campagna elettorale la sa condurre bene. Oggi finirà? Buona domenica.

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