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Mascagni, Puccini e il buon jazz: Villa Trossi invita

28 giugno-30 agosto. Villa Trossi è uno dei nuovi palcoscenici dell’estate livornese: al civico 76 di via Ravizza, a un passo dal lungomare di Ardenza

LIVORNO. Villa Trossi è uno dei nuovi palcoscenici dell’estate livornese: al civico 76 di via Ravizza, a un passo dal lungomare di Ardenza (e a due dalla villa livornese di Giuseppe Garibaldi che qui aveva il figlio Manlio all’Accademia navale).

Per imporlo all’attenzione con un mix fra musica, conferenze, mostre d’arte e ironia sono bastate appena tre edizioni: anche la quarta – in agenda dal 28 giugno a tutto agosto – porta la firma del musicologo Fulvio Venturi come direttore artistico men ...

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LIVORNO. Villa Trossi è uno dei nuovi palcoscenici dell’estate livornese: al civico 76 di via Ravizza, a un passo dal lungomare di Ardenza (e a due dalla villa livornese di Giuseppe Garibaldi che qui aveva il figlio Manlio all’Accademia navale).

Per imporlo all’attenzione con un mix fra musica, conferenze, mostre d’arte e ironia sono bastate appena tre edizioni: anche la quarta – in agenda dal 28 giugno a tutto agosto – porta la firma del musicologo Fulvio Venturi come direttore artistico mentre l’organizzazione è della Fondazione d’arte Trossi-Uberti in collaborazione con l’associazione Pietro Napoli e il circolo musicale Amici dell’Opera Galliano Masini.

Stiamo parlando di una residenza signorile costruita sul finire dell’Ottocento per il marchese Vincenzo Santasilia e la moglie scozzese Louise Carlotta Coventry, imparentati con il patriota Guglielmo Pepe. Il nome della villa però riprende il cognome Trossi del proprietario che la acquisterà successivamente: il jet set aristocratico e la borghesia rampante aveva fatto sì da tempo di Livorno una sorta di Forte dei Marmi ante-litteram ma scendendo da Montenero (fra Foscolo, Byron e le goldoniane “Smanie della villeggiatura”) al lungomare che diventerà una delle capitali del turismo balneare. Non è un caso se a poche centinaia di metri da Villa Trossi troviamo i Casini di Ardenza, una cui ala è stata di proprietà per più di trent’anni della famiglia del barone Herbert von Beneckendorff und von Hindenburg, cugino del cancelliere tedesco che lascerà il posto a Hitler.

C’è un filo rosso nel segno della musica: inutile dire che a Livorno si parte da Mascagni e da “Cavalleria rusticana” (ma anche “L’amico Fritz”, “Lodoletta” e “Le maschere”) con il concerto dell’Ensemble Bacchelli, soprano Arianna Rondina (29 giugno). Ovvio aggiungere che in Toscana la parabola non possa che portare come ultimo atto (31 agosto) all’omaggio a Puccini fra “la vita, gli amori, le passioni” con un evento dal titolo “Elvira, povera donna” (con il soprano Donata D’Annunzio Lombardi). Ai due musicisti è dedicata una delle quattro conferenze che contrappuntano il cartellone: di scena il 26 luglio con Fulvio Venturi e la giornalista Elisabetta Arrighi.

Ma, prima di arrivare al Gran galà dell’operetta previsto per il 24 agosto, ecco l’omaggio a Rossini il 6 luglio (soprano Maria Salvini, mezzosoprano Laura Brioli, tenore Carlo Messeri, basso Paolo Morelli), quello alla Spagna (di e con Susanna Nugnes) tre settimane più tardi, quello a Donizetti il 18 agosto (con il soprano Serena Farnocchia, il tenore Didier Pieri e il baritono Michele Pierleoni).

Non manca l’attenzione al jazz: sotto il segno dell’era swing fra Trio Lescano e Glenn Miller, Quartetto Cetra e Count Basie il 18 luglio con il pianista Andrea Pellegrini e il Trio Diecibel (Caterina Bianchi, Monica Giuntoli e Silvia Peluso); nel nome di Lenny Tristano l’appuntamento con il pianorte di Mauro Grossi il 22 agosto.

Il palcoscenico è declinato anche in forma di danza e di teatro. Quanto alla prima, segnaliamo l’appuntamento con lo spettacolo di Ilaria Magonzi e Chistian Quagli (20 luglio). Sull’altro versante, predomina il sorriso: con i “Sei personaggi in cerca di rogne” proposti da Paola Pasqui (13 luglio), il tandem fra la comicità labronica di Consalvo Noberini e la chitarra di Enrico Faggioni (8 agosto), il vernacolo del “Sapore di salmastro” portato in scena da Marco Chiappini con la Compagnia del Sesto Piano (10 agosto).

In fatto di conferenze, il cartellone prevede il confronto a partire da alcuni libri: si parlerà di psicanalisi il 5 luglio, di donne giardiniere il 12 luglio fino a chiudere con un abbraccio ai cugini pisani: Paolo Ciolli, dopo aver dedicato attenzione alla cucina labronica, presenta “Pisa da gustare”.

Infine, le mostre (visitabili il sabato e la domenica dalle 17 alle 20, oltre che in occasione degli eventi). Nel primo mese (fino al 29 luglio) in esposizione Giuseppe Gavazzi e Isabella Staino con “legni scolpiti, terrecotte policrome, dipinti”. In agosto, fra il 4 e il 26, l’appuntamento con i “rebus” di Fabio Leonardi.

Mauro Zucchelli