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Vai alla pagina su Livorno, la guida all'estate

La Venezia fa Effetto, è la Grande Bellezza

1-5 agosto. Un quartiere diventa palcoscenico con tanti eventi gratis

LIVORNO. La formula di Effetto Venezia l’ha inventata un terzo di secolo fa un amministratore-operaio come Umberto Niccoletti, tuta blu alla Spica, lontano mille miglia dall’identikit dell’assessore frizzantino e post-modern. In tutto questo tempo la kermesse nel cuore dell’estate livornese ha cambiato pelle mille volte eppure gira che ti rigira non è altro che un pugno di serate all’insegna di un cacciuccone di musica, spettacolini, cuccagna alimentare e soprattutto voglia di stare in allegria. Quasi con niente eppure, al tempo stesso, con cento occasioni di star lì a zigzagare fra fossi, angoli e scalandroni: gratis e tutti insieme.

Come suona il titolo del festival di mezz’estate stavolta? Più o meno così: “Terra di talenti tra arte, cultura e sport”. Già, perché nell’anno del ritorno in B, si sente un po’ di voglia di promozione anche in altri campi: l’omaggio alla «gloriosa storia sportiva della città e ai suoi atleti olimpici e azzurri d’Italia che si sono distinti nelle diverse discipline sportive sui campi di gara di tutto il mondo», come annunciano gli organizzatori mettendo in cantiere interviste con atleti e mostre sul tema.

L’appuntamento è dal 1° al 5 agosto. Non c’è bisogno di dire che l’ingrediente numero della festa, al di là delle migliaia e migliaia di persone che la affolleranno ogni sera, è il paesaggio urbano della Venezia: un quartiere di Livorno talmente affascinante che il regista Luchino Visconti, per girare quel capolavoro che è “Le notti bianche” con Marcello Mastroianni, se lo fece ricostruire uguale negli studi cinematografici di Cinecittà. E figurarsi che il suo omonimo romanzo, Fëdor Dostoevskij se l’era ambientato a San Pietroburgo, mica in via Borra o sugli scali del Ponte di Marmo.

Come ogni anno, il cartellone definitivo si conoscerà solo negli ultimissimi giorni ma c’è una novità che sarà il marchio di fabbrica di questa edizione numero 33 di Effetto Venezia: stiamo parlando della collaborazione tra The Cage Theatre, Fondazione Teatro Goldoni e Comune di Livorno.

E’ da quest’alleanza che nasce il doppio appuntamento sotto il segno del rock indipendente: gli Zen Circus che si esibiranno gratuitamente (come è nel concept della festa) il 2 agosto sul palco principale di piazza del Luogo Pio, due giorni più tardi il bis con lo Stato Sociale.

Gli Zen Circus hanno alle spalle la partecipazione al Concerto del Primo Maggio organizzato dai sindacati in piazza San Giovanni a Roma e se si lanciano nel tour estivo puntando su Livorno è per offrire al proprio pubblico l’opportunità di ascoltare dal vivo il loro ultimo album dal titolo “Il fuoco in una stanza”.

Ricordate Gino Paoli? Solo che il cantautore genovese in quella “stanza” vedeva lo spazio per un cielo da sognare, invece questa band nata all’ombra della Torre Pendente scorge qualcosa di ben più inquietante e choccante. Fatto sta che fin dalla settimana di uscita questo titolo è entrato direttamente ai primissimi posti nella “hit” dei dischi più venduti (addirittura in testa alla classifica dei vinili bestseller in Italia secondo Fimi/Gfk).

Quanto allo Stato Sociale, il collettivo bolognese - che schiera tipi come Albi, Bebo, Carota, Checco e Lodo – è diventato il tormentone numero uno nato sull’onda dell’ultimo festival di Sanremo: alla scimmia di Francesco Gabbani ha fatto seguito la nonna-disco simbolo della canzone “Una vita in vacanza” che è diventato quasi un manifesto post-ideologico. Eppure non stiamo parlando di ragazzini al primo colpo gobbo: se il gruppo pisano ha all’attivo una decina di album, la band emiliana ha già messo nel curriculum quasi dieci anni di gavetta pop con titoli come “Amore ai tempi dell’Ikea” o “C’eravamo tanto sbagliati” oppure album come “Turisti della democrazia” o “L’Italia peggiore”.

Del resto, qualcosa vorrà pur dire se nel 2014 le venti date del tour hanno fatto registrare il “tutto esaurito” l’una dopo l’altra (per un totale di 70mila presenze)? A conti fatti, l’exploit sanremese si è tradotta in un record di vendite che ne hanno fatto il singolo più venduto in Italia per due settimane consecutive e da guadagnarsi la certificazione di disco di platino Fimi in meno di tre settimane dalla sua pubblicazione.

C’è anche un altro tassello del puzzle: sul fronte dello sport vale la pena di segnalare la mostra itinerante della Figc creata con i materiali del museo del calcio di Coverciano. Sotto i riflettori alcuni dei trofei vinti dagli azzurri e i cimeli amarcord di un gruppo di calciatori che hanno fatto la storia di questo sport: se da un lato non è affatto casuale il riferimento alle Coppe del Mondo conquistate dalla nazionale italiana (nel 1934, nel 1938, nel 1982 e nel 2006), le maglie-cult dei giocatori-simbolo dovrebbero essere quelle di 70-80 anni fa di Giovanni Ferrari, Amedeo Biavati o 3oppure, per venire a tempi più vicini a noi, quelle indossate in occasione di match della nazionale da campioni del calibro di Paolo Maldini e Paolo Rossi, di Giacinto Facchetti e di Gianluigi Buffon, di Fabio Cannavaro e di Franco Baresi. È la nostra Grande Bellezza: fra musica, artisti di strada, eventi, ristoranti, concerti che fanno di un quartiere un palcoscenico. Al tempo stesso, sarà il palcoscenico a dare identità e fascino al quartiere fino a farne, come dicono dal quartier generale di Palazzo Civico i promotori dell’evento, il «portabandiera della labronicità nel mondo».

Sarebbe già abbastanza che questo ruolo di “ambasciatore” lo avesse nei riguardi dei cittadini delle altre città toscane, anche senza andare a scomodare chi sta al di là dell’Oceano: e già qualcosa in questa direzione si è visto. Anche perché Effetto Venezia è una festa livornese come il cacciucco, fatta con materiali “poveri” che può stregare l’interlocutore semmai per il mix di ingredienti che di per sé varrebbero poco.

Una festa “livornese” però non può essere solo per i livornesi: deve avere l’ambizione di andare a caccia del turismo anche soltanto di una giornata, una girata in riva al mare o nel cuore antico di una città che, al di fuori dei propri confini, è paradossalmente conosciuta come città industriale senza però aver quasi più industrie.

Se non bastasse tutto il resto, c’è da mettere nel conto che adesso Effetto Venezia può contare anche sull’attrattiva del nuovo museo della città appena aperto ai Bottini dell’Olio: con una sezione dedicata all’arte contamporanea nell’ex chiesetta e con una mostra temporanea dedicata proprio al calcio, come dicevamo.

Ma la cosa migliore per andare alla scoperta della Venezia è infilarvisi dentro, girandola un po’ a casaccio: e questo vale non soltanto nei giorni di Effetto Venezia ma anche in tutti gli altri periodi dell’anno. Soprattutto in estate.

Certo, è un singolare quel nuovo canale rimasto a metà in viale Caprera: doveva essere il fiore all’occhiello della rinascita del quartiere – dove fino agli anni Ottanta si vedevano ancora le macerie della guerra – ma quanti angoli sono da ammirare. Ad esempio, il Ponte di Marmo con le antichissime iscrizioni funebri, le chiese di San Ferdinando (con il complesso scultoreo della liberazione dalle catene della schiavitù) e di Santa Caterina (con un capolavoro come l’ “Incoronazione” di Vasari), come il Palazzo delle Colonne di Marmo in via Borra.

È da segnalare che c’è anche un altro modo di vivere Effetto Venezia. E’ quello di fare il volontario a Effetto Venezia: in ballo ci sono venti posti. Tramite la Fondazione Goldoni, il Comune di Livorno dà ai giovani dell’area livornese la chance di «intraprendere un percorso di conoscenza, professionale e formativo, prestando servizio volontario nell’organizzazione di Effetto Venezia», come viene sottolineato.

Il bando? Dal municipio labronico fanno sapere che «è stato emesso un avviso di manifestazione di interesse per la selezione a cui i giovani interessati (in età compresa tra i 18 e i 35 anni) possono partecipare inviando domanda».

Occhio alla scadenza, se siete interessati: la domanda, compilata e sottoscritta, va presentata entro le 13 del 2 luglio e consegnata: a mano all’ufficio Turismo e grandi eventi in via Pollastrini 5, secondo piano (lunedì e venerdì dalle 9 alle 13, martedì e giovedì dalle 15.30 alle 17.30; a mano all’Urp del Comune, piazza del Municipio 1, piano terra (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 17.30); in busta chiusa tramite lettera all’indirizzo Comune di Livorno ufficio Turismo e grandi eventi in via Pollastrini 5, 57123 Livorno, purché anticipata via fax (0586/518201) o e-mail (turismo@comune.livorno.it).

Dove trovare il modulo? Basta rivolgersi all’ufficio turismo o all’Urp oppure sul portale del turismo del Comune (all’indirizzo www.turismo.comune.livorno.it) e sul sito Effetto Venezia (www.livornoeffettovenezia.it). Chi volesse

saperne di più non ha che da bussare all’ufficio turismo del Comune di in via Pollastrini 5, tel. 0586 820285 o 820454 (mail turismo@comune.livorno.it, come dicevamo sopra) in orario 9-13 (lunedì e venerdì) e 15.30-17.30 (martedì e giovedi).

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