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Area industriale senza accesso tra Stagno e Livorno: aziende a rischio chiusura

Camion costretti a passare dall’abitato anche se vietato. Ora Collesalvetti dice basta e gli imprenditori tremano  per le loro attività

STAGNO. Ai confini della realtà. Nel vero senso della parola. È la situazione dell’area industriale di via dei Canali (al confine tra Livorno e Stagno), costruita su autorizzazione del Comune livornese più di una decina di anni fa senza, però, un regolare accesso per i mezzi pesanti. C’è un progetto del costruttore di costruire uno svincolo dalla Fi-Pi-Li ( mai realizzato). Così come vari sono stati i tentativi di dialogo da parte della giunta colligiana con quella livornese per trovare una soluzione.

Negli anni i mezzi pesanti che vanno e vengono dalle sette aziende dell’insediamento livornese hanno sempre utilizzato una stradina (corso Italia) che passa dal centro abitato di Stagno Vecchia nonostante sia vietata ai camion sopra ai 35 quintali.



E soprattutto questo passaggio ha causato e causa danni alle abitazioni ed è all’origine di esposti dei residenti contro il via vai dei mezzi pesanti. Ora il Comune di Collesalvetti dice basta a questa “tolleranza” e farà rispettare il divieto. Che vuol dire niente più camion (e quindi niente più merce) alle aziende dell’insediamento.

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«Se non arrivano più i mezzi industriali alle nostre aziende qui rischiamo la chiusura: la nostra attività non può andare avanti senza la merce», Andrea Giorgi parla a nome della Tecnoforniture industriali. Lui, insieme alle altre realtà produttive, contano qualcosa come una trentina di addetti. Che rischiano di essere messi in ginocchio se i due Comuni di competenza non trovano una soluzione.

«Fino ad ora Collesalvetti ha tollerato queste quotidiane violazioni - continua - più volte l’assessore Menicagli ha provato a stimolare formalmente i colleghi di Livorno su queste problematiche, senza mai ricevere una risposta». La situazione è delicata. «Senza l’accesso ai camion per noi essenziali qui si chiude», rincara Massimo Rezzi. La sua azienda ha 4 dipendenti: raccolgono Pfu (pneumatici fuori uso).



Ogni realtà produttiva, quando si è insediata, ha avuto tutte le regolari autorizzazioni per svolgere il proprio lavoro. «La nostra è una situazione surreale - rilanciano da Cataldi gomme - Noi per fortuna non facciamo lavorazione ma in via dei Canali abbiamo il deposito: dal momento che ci hanno dato le regolari autorizzazioni, non capiamo perché i problemi non vengono risolti».

Tutti gli imprenditori capiscono e condividono i disagi segnalati dai residenti: «È evidente che i camion passano da una strada stretta e non adeguata a mezzi di quella stazza causando disagi: il problema va risolto nell’interesse di tutti». Alla questione viabilità si aggiunge quello dei rifiuti. In via dei Canali non sono presenti cassonetti né è prevista la raccolta rifiuti. «Purtroppo tutti noi - continua Giorgi - utilizziamo in mancanza di alternative i cassonetti della spazzatura di corso Italia, a Stagno, di competenza della Rea di Rosignano, nonostante l’elevata tassa sui rifiuti che paghiamo a Livorno».


 

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