Quotidiani locali

Esplode la polemica sul post (cancellato) di Nogarin: ecco le reazioni

La vicenda del post sparito ha suscitato un vespaio di polemiche: questi sono gli interventi

Ecco i testi completi di una serie di reazioni suscitate dal caso del sindaco Nogarin che ha prima postato su Fb l'apertura del porto ai migranti e poi ha cancellato il proprio intervento.

ZANNOTTI (CGIL). “L'accoglienza e la tolleranza sono nel dna di Livorno, sin dai tempi delle leggi Livornine. Il porto stesso è simbolo di apertura nei confronti del mondo e di culture diverse. Siamo sempre stati un porto aperto e accogliente: dobbiamo continuare a esserlo. A bordo della Aquarius ci sono oltre 600 esseri umani in condizioni disperate che devono essere soccorsi e salvati. Non importa chi siano o da dove vengono, non importa quale sia il colore della loro pelle. Non importa nemmeno quale sia la loro lingua o la loro religione. Sono semplicemente esseri umani, stop. E ci chiedono aiuto: non possiamo voltarci dall'altra parte. La Cgil della provincia di Livorno auspica fermamente che le istituzioni nazionali e locali facciano tutto il possibile per accogliere e dunque salvare tutte queste vite in pericolo. Non si possono calpestare i diritti umani. Non tradiamo il nostro dna, non tradiamo lo spirito delle leggi Livornine. Il porto di Livorno deve continuare a esssere sinonimo di vita”. E’ questa la dichiarazione di Fabrizio Zannotti, segretario Cgil di Livorno.

CGIL AZIENDALE COMUNE DI LIVORNO. Siamo con i fratelli e le sorelle a bordo della nave Aquarius, lasciati alla deriva nel mare mediterraneo da una politica nazionale e internazionale  incapace di trovare soluzioni efficaci e umane al problema  delle migrazioni. Chediamo al sindaco Nogarin di aprire ai rifugiati dell'aquarius il porto di Livorno onorando le tradizioni ultracentenarie di accoglienza e di uguaglianza della nostra città.

RIFONDAZIONE COMUNISTA. Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, del coordinamento nazionale di Potere al popolo, e Francesco Renda, segretario Prc di Livorno, dichiarano: «La tragicomica vicenda del post del sindaco di Livorno meriterebbe qualche battuta ironica. Ma noi non siamo del PD e in questo momento non mangiamo pop corn mentre Salvini disonora il nostro paese. Non godiamo delle contraddizioni del M5S. Speriamo invece che quel post, nel quale giustamente si apriva all'accoglienza dei migranti che si trovano sulla nave Aquarius, sia rivelatorio di una sofferenza diffusa tra le tante persone di sinistra che in questi anni hanno dato fiducia al M5S. Sarebbe drammatico se prevalessero il silenzio e il conformismo e non vogliamo credere che tutte/i condividano la deriva leghista del M5S. A loro ci rivolgiamo: prendete posizione, fate sentire la vostra voce. Coraggio Nogarin, rimetti il post su fb e dissociati dall'alleanza con i fascioleghisti!»

DI GIORGI (PD). “Il sindaco CinqueStelle Filippo Nogarin prima pubblica un post su Facebook, dove dichiara di voler accogliere i profughi dell’Acquarius, poi però lo cancella.  Evidentemente l’umanità dei singoli amministratori viene dopo la linea dettata dai vertici del Movimento 5 Stelle, così come succede in qualsiasi governo dittatoriale. La soluzione dell’immigrazione deve essere risolta in sede europea tra i rappresentanti dei singoli Stati e non sulla pelle dei tanti immigrati che rischiano la propria vita in cerca di un futuro migliore.  Riprendo le belle parole del Sindaco di Livorno, poi tristemente cancellate: “non smettiamo di essere umani””. Lo dichiara la deputata Pd Rosa Maria Di Giorgi.

GAZZETTI (PD). “A Livorno è successa una cosa politicamente gravissima. Per ragioni che al momento non conosciamo il sindaco Filippo Nogarin ha pubblicato e poi rimosso il post che trovate qua sotto”. Lo scrive il consigliere regionale del Pd Francesco Gazzetti sulla sua pagina fb “La gravità dell'accaduto – scrive Gazzetti- sta nel fatto che in quelle parole io avevo ritrovato il sentire ed i valori veri e profondi della nostra comunità. Il fatto che il Sindaco che è anche il mio Sindaco abbia dovuto fare marcia indietro significa che per ragioni ancora ignote abbia dovuto cedere su di una posizione che è quella che meglio rappresenta la città di Livorno. E non da oggi, da sempre. Significa che una causa superiore ha prevalso sulla possibilità di una città Libera e Democratica di veder rappresentato il proprio sentire. Questo lo trovo gravissimo ed inaccettabile. Irrispettoso della nostra Storia e delle nostre Tradizioni. E se il sindaco di Livorno – si legge ancora nel post- non è libero di esprimere questi concetti e queste posizioni significa che per qualcuno tutta la Città non sarebbe libera o degna di farlo. Ecco perché chiedo al Sindaco Nogarin di ripubblicare il suo post, pronto a condividerlo ed a farlo mio. Perché in quelle parole c'èra Livorno e Livorno non si cancella! #rimettilpostcazzo”.

MARCHETTI (FORZA ITALIA). «Quella in corso sulla nave Aquarius è una crisi politico-diplomatica, con l’Italia impegnata alla responsabilizzazione collettiva dell’Europa e dell’area mediterranea sulla questione dell’accoglienza dei migranti, e anche umanitaria con un carico di persone che su quella nave e col cibo contato briciola a briciola aspetta di poter toccare la terra ferma. Eppure, malgrado questa fase delicatissima, il sindaco di Livorno Filippo Nogarin annuncia su Facebook di voler aprire il porto della sua città. Tempo di scriverlo, e il post viene rimosso. Se la circostanza non fosse seria ci sarebbe da ridere per questi grillini in ordine sparso, un po’ di lotta e un po’ di governo, tutti social-confusi». Lo afferma il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti a proposito del post caricato su Facebook e poi ritirato con cui il sindaco di Livorno Filippo Nogarin dava la sua disponibilità ad aprire il porto labronico all’attracco della nave Aquarius.

UNIONE COMUNALE PD. Questo il comunicato del  coordinamento di reggenza del Pd Unione Comunale di Livorno: “nogarin pensa di poter usare l’istituzione che rappresenta per giocare su tutto. Anche sulla vita delle persone. Prima lancia un post nel quale dice di voler accogliere i migranti della Nave Aquarius. Poi lo toglie, forse perché travolto dalle violente polemiche razziste, o forse perché è arrivata una bella tirata d’orecchie dal livello nazionale? La questione dei 600 migranti a largo delle nostre coste si potrebbe risolvere con poco: Toninelli, che è il Ministro delle Infrastrutture, dia l’ok ad accogliere la nave in un porto italiano. Se non lo fa dimostra la completa subalternità politica e culturale dei 5 Stelle alla Lega. Anche se l’articolo 13 del contratto di governo recita chiaramente e coerentemente con la scelta effettuata quanto segue: “……ad una verifica sulle attuali missioni europee nel Mediterraneo, penalizzanti per il nostro Paese, in particolare per le  clausole che prevedono l'approdo delle Navi utilizzate per le operazioni nei nostri porti nazionali senza alcuna responsabilità condivisa dagli altri stati europei." Nogarin ha cancellato il post perché ha affermato di non voler mettere in difficoltà il Governo. Se le cose stanno così, semplicemente non doveva scriverlo. Non doveva mettere un’Istituzione come il Comune che rappresenta, in un gioco spregiudicato come quello che sta conducendo il Governo Italiano.  Ma a questo punto viene lecito chiedersi quale sia la sua reale posizione. Quella politica s’intende, non quella personale, che lascia il tempo che trova. Se è realmente convinto di quanto ha scritto, e ne trova il coraggio, ribadisca di fronte alla città di voler accogliere la Nave Aquarius nel Porto di Livorno. Noi come PD appoggeremo questa scelta perché umanità e accoglienza vengono prima della ponderazione degli equilibri in un contratto di governo. Quando ci sono in ballo vite umane è troppo comodo buttarla sui distinguo individuali, ma non valgono niente. Se invece il sindaco pensava di essere accattivante promettendo qualcosa che non rientra nelle sue disponibilità ha sbagliato, e di grosso. Ha sbagliato sul piano civile ed umano, prima ancora che su quello politico; e purtroppo dobbiamo amaramente constatare che non è la prima volta”.

AMATO (FORZA ITALIA). “Quella dei migranti è un’emergenza continua che necessita di soluzioni concrete;è una problematica molto complessa anche dal punto di vista umanitario che non può essere risolta esclusivamente dall’Italia.L’Europa tutta deve farsi carico di una nuova strategia che dia alle popolazioni un motivo per non scappare dalla miseria e restare per costruire un futuro migliore nel loro stesso paese invece di intraprendere un viaggio infernale senza la certezza di arrivare alla meta.Saranno importanti e fondamentali anche accordi bilaterali con i paesi frontalieri come è stato fatto nel 2010 con il governo Berlusconi”. Lo dichiara Elisa Amato, capogruppo forzista a Palazzo Civico.

ASSEMBLEA ANTIFASCISTA. Lunedì 11 Giugno, sono ben tre giorni che le 629 persone, tra cui 123 minori non accompagnati e 7 donne incinte, navigano tra le coste del mar Mediterraneo. L’Aquarius della ONG Mediterranée continua a non avere il permesso di attraccare in nessuno dei porti italiani; questo in seguito alla decisione disumana dell’attuale Ministro dell’Interno Matteo Salvini di chiudere tutti i porti del Bel Paese ai migranti, riaffermando così la linea politica di cui si era fatto promotore durante tutta la campagna elettorale: identificare nel profugo un soggetto privo di qualsivoglia cittadinanza universale, non meritevole di nessuna forma di solidarietà, tanto da liquidarlo come pura merce di scambio. Il nuovo governo ha scaricato la responsabilità a Malta che, citando le parole di Salvini, “il buon Dio ha messo più vicino alla Libia.” Il Primo Ministro maltese Joseph Muscat ha negato lo sbarco, scaricando a sua volta la responsabilità all’Italia, sostenendo di non avere autorità sul caso poiché il salvataggio dell’Aquarius è stato coordinato dal centro di soccorso a Roma. Questo tira e molla che dura ormai da tre giorni evidenzia solo la totale indifferenza, da entrambe le parti, nel prestare soccorso a quelle 629 persone che rimangono in attesa di un porto pronto ad accoglierle. I sindaci di Messina, Reggio Calabria, Napoli, Taranto, Palermo si sono opposti alla decisione presa dal governo, aprendo i porti delle loro città e impegnandosi nel soccorso dei migranti. In un primo momento anche Filippo Nogarin, tramite un post su Facebook, ha annunciato l’apertura del porto di Livorno, pronto ad accogliere la nave Aquarius ed il suo carico di vite umane, riaffermando così i valori cari alla città. Tuttavia, pochi minuti dopo, ha cancellato il post, giustificando la vergognosa ritirata come mossa corretta nei confronti del governo e, di conseguenza, del partito di cui è esponente. Ma allora, Signor Primo Cittadino, quali sono i nostri valori? Quelli che sosteneva nel fugace post che ha scritto o quelli portati avanti dai dirigenti del suo partito? Livorno è nata e resterà porto libero e aperto, in linea con lo spirito che ci contraddistingue. Da un governo i cui esponenti hanno istigato e in seguito giustificato i crimini razziali, sempre più frequenti nel nostro Paese, non possiamo che considerare questo episodio come emblematico della più totale degenerazione della politica istituzionale italiana. Nell’attesa che il Sindaco scelga da che parte stare, noi saremo sempre pronti ad accogliere migranti e persone di qualsiasi nazionalità senza il permesso di nessuno stato, di nessun governo, di nessuna legge. Refugees are welcome in Livorno.

SINISTRA ITALIANA. Ecco il comunicato dell’esecutivo della federazione di Si: “Siamo sconcertati dal fatto che una presa di posizione civile e solidale del primo cittadino di Livorno, venga poi ritirata per non turbare gli equilibri e il rapporto con un alleato scomodo, ma per rispetto dovrebbe accettare e acquisire anche la voce di ha costruito un'alleanza e siede al suo fianco al Governo del Paese. Credevamo che la manifesta autonomia di Nogarin, tracciasse quella differenza sostanziale utile a far comprendere il taglio di libertà di pensiero che già gli avevamo riconosciuto e che lui stesso professa di possedere. Credevamo che l'umanità venisse prima di tutto e la storia di questa città, crocevia di popoli nella storia, non potesse piegarsi alla resa di non disturbare il manovratore. Rifiutare un'accoglienza prima promessa non ci fa onore prima di tutto come cittadini, per noi non importa quale sia la nazionalità, la provenienza, sono uomini, donne e bambini in una condizione di pericolo estremo e chi agisce decide se possono morire o vivere. Vogliamo sperare che questo non sia l'incipit per un rimpasto di Giunta che dia compimento su questo territorio e in questa città a ciò che si è delineato a livello nazionale con un tandem fra Lega e M5s alle massime cariche di Governo. Saremmo a quel punto costretti a rivedere totalmente giudizi in merito alle attività di governo su Livorno, ben conoscendo lo spessore politico di chi rappresenta la Lega in questa città. Ci auguriamo in un atto di coraggio da parte di Nogarin, decida in autonomia, lasci parlare il libero pensatore che è in lui”.

DE FALCO (M5S). L'Italia per anni ha subito l'isolamento nella gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo, ma la vicenda Aquarius ha dimostrato che questo isolamento è finito. Ne è convinto il comandante Gregorio De Falco, oggi parlamentare del Movimento 5 stelle, che ad AGI ha commentato la svolta nella crisi della nave carica di migranti a largo delle coste maltesi definendolo "un caso emblematico", perchè "oggi si è aperta per la prima volta la strada per una soluzione possibile: indurre gli altri Paesi europei a fare la loro parte, quello che i governi che ci hanno preceduti non sono riusciti a fare". De Falco, 53 anni, commenta positivamente l'apertura della Spagna che, con il premier Pedro Sanchez, si è detta disponibile a far attraccare la nave nei propri porti: "l'Italia ha sofferto per anni l'isolamento dal resto dell'Europa, ma oggi possiamo assistere alle prime crepe del muro di indifferenza che ci aveva lasciati soli, e credo che questo cambierà le cose. Ma bisogna essere risoluti per cercare una soluzione". Alzare "garbatamente la voce", come ha detto il ministro degli Interni Matteo Salvini Paga? "Non so se abbia detto esattamente quelle parole, ma essere risoluti è un atteggiamento diverso dall'alzare la voce". L'Italia per l'ufficiale di Marina, diventato celebre il per l'ordine, quello sì risoluto, al comandante della Costa Concordia Francesco Schettino di tornare a bordo della  nave durante il tragico naufragio del gennaio 2012, dal punto di vista del codice del mare si è comportata in maniera corretta: "Abbiamo affrontato l'emergenza umanitaria, abbiamo soccorso le persone che avevano bisogno e solo dopo esserci assicurati che nessuno era in pericolo abbiamo deciso di far capire all'Europa che era il momento di cambiare atteggiamento verso di noi. Abbiamo ottenuto quello che volevamo con la massima attenzione alle persone a bordo dell'Aquarius, dove sappiamo ci sono donne e bambini". Per il comandante De Falco il soccorso è sempre il primo compito, anche per un comandante: "In queste circostanze chi comanda una nave ha l'obbligo di soccorso delle persone a bordo ma soprattutto deve tenersi in contatto con l'autorità coordinatrice dei soccorsi. Ha un ruolo tattico, mentre quello operativo ce l'hanno i soccorritori ai quali devono dare aggiornamenti continui su quello che sta succedendo a bordo". De Falco tiene a precisare inoltre che l'Italia non mancherà di prestare soccorso a chi arriva dal mare: "Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli lo ha detto chiaramente, l'Italia continuerà a fare il proprio dovere. Sono gli altri che, se non ci aiutano, si troveranno nel torto".

CGIL TOSCANA. "Intollerabile, inaccettabile, gridiamolo forte. La Cgil non star ferma. Due ministri della Repubblica, che solo qualche giorno fa hanno giurato sulla Costituzione italiana, hanno preso in giro gli italiani se, a distanza di qualche ora, si sono fatti promotori di un'azione che i principi della Carta calpesta". Lo afferma il segretario della Cgil toscana Dalida Angelini, a commento della decisione di chiudere i porti italiani alla nave Acquarius con a bordo centinaia di migranti. Angelini spiega, in una nota, che il sindacato  "al fianco del sindaco di Livorno Nogarin che ha manifestato la sua disponibilità a tenere aperto il porto labronico". "Per confermare un diritto di civiltà - aggiunge il segretario -, contro la barbarie, per mettere in sicurezza i profughi imbarcati sulla Aquarius e i molti altri che lo saranno in altre navi nelle prossime settimane e mesi invito la categoria e i lavoratori dei porti toscani a fare sentire la loro voce". "Mi si dice - conclude Angelini -, che il governo spagnolo abbia dato la propria disponibilità ad accogliere la nave, grazie Spagna,  questa l'Europa che vogliamo, un'Europa solidale".

ROMANO (PD). "A Filippo Nogarin Sindaco di Livorno, che annuncia su facebook la disponibilità ad aprire il porto di Livorno alla nave #Aquarius, serve ricordare che i porti italiani sono stati chiusi dal Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli (appartenente al suo stesso partito, il Movimento Cinque Stelle) in accordo con il Vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio (anch'egli del Movimento Cinque Stelle) su indicazione politica dell'altro Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini". Lo scrive il deputato del Pd Andrea Romano su facebook. "La chiusura dei porti è dunque una gravissima scelta del governo italiano, giocata sulla pelle di centinaia di disperati con il rischio di esporre l'Italia all'isolamento europeo e internazionale, realizzata e condivisa fino ai dettagli dal Movimento Cinque Stelle e dalla Lega - continua Romano -.Apprezziamo dunque i buoni sentimenti del sindaco Nogarin, ma essendo egli un amministratore del Movimento Cinque Stelle gli consigliamo di non limitarsi a 'parlare con Toninelli e Fico' ma ad assumersi fino in fondo la responsabilità politica che deriva dal suo ruolo e dalla sua militanza nel partito che oggi guida il governo italiano". "Il Partito Democratico lo invita dunque

ad esprimere fino in fondo il suo dissenso dalle scelte del Movimento Cinque Stelle, dissociandosi da quanto fatto dal Vicepresidente Di Maio e dal ministro Toninelli dopo il diktat di Salvini. Non abbia paura: in fondo ha da perdere solo le proprie catene", conclude il deputato del Pd.

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro