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«Sessantenne e italiano», ecco l'identikit del rapinatore all'Ardenza

Livorno, ha minacciato il direttore con una pistola e poi è scappato in sella a uno scooter con duemila euro. Indagano i carabinieri

LIVORNO. È entrato nella filiale della Ubi Banca di via dell’Ardenza come un normale cliente: si è accomodato e ha aspettato pazientemente il proprio turno come se dovesse effettuare una qualche operazione. Addirittura ha atteso che alcuni correntisti uscissero e che un altro cliente entrasse, forse per coprire con un’altra impronta quella che aveva lasciato poco prima sul campanello all’ingresso. Poi, dopo qualche minuto, quando nel salone era rimasta sola una signora e i tre impiegati, è entrato in azione: si è avvicinato al direttore, ha tirato fuori la pistola e l’ha puntato contro il fianco dell’uomo: «Dammi l’incasso», ha detto prima di arraffare i soldi che erano all’interno della cassa più vicina.

L’INDAGINE. Pochi secondi dopo il rapinatore, descritto come «una persona italiana sulla sessantina», era fuori dalla filiale: in fuga in sella a uno scooter guidato da un complice che lo aspettava davanti all’ingresso della banca. In tasca il bottino: circa duemila euro. È iniziata intorno alle dieci di mercoledì 6 giugno la ricerca dei carabinieri per risalire all’identità dei due rapinatori che secondo le testimonianze dopo il colpo si sono diretti verso il centro di Livorno. Una rapina per molti versi anomala , anche secondo gli inquirenti, soprattutto per il comportamento dell’uomo che ha messo a segno il colpo. «Da un lato – conferma chi indaga – ha agito come un vero professionista, ma dall’altro ha compiuto, almeno apparentemente, alcune leggerezze».

L’IDENTIKIT. Per prima cosa è entrato in banca a volto scoperto come se non fosse preoccupato di essere ripreso dalle telecamere a circuito chiuso. Un elemento che ha portato gli inquirenti a una deduzioni, soprattutto se messa in relazioni con la calma con la quale ha pianificato e portato a termine il piano.

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Si potrebbe infatti trattare di un professionista delle rapine che da molto tempo non metteva a segno colpi. Era in carcere ed è uscito da poco? Forse è per questo che non si è preoccupato di essere filmato visto che le foto segnaletiche in mano agli investigatori sono ormai vecchie. Un’altra pista, invece, potrebbe portare al profilo di un disperato che aveva bisogno di soldi che si è improvvisato criminale.

LA SCELTA. Anche perché la scelta della banca farebbe pensare a una persona che abita o comunque conosce molto bene la città. Ultimamente, infatti, i rapinatori professionisti scelgono sempre più spesso filiali vicine alle strade di grande comunicazione. Non a caso i colpi più recenti sono stati messi a segno tra Collesalvetti e Vicarello. Al contrario stavolta i banditi hanno optato per una banca che si trova in una zona centrale e molto trafficata, soprattutto nell’orario scelto per mettere a segno il colpo. Tanto che, anche usando lo scooter, hanno rischiato di restare bloccati nel traffico.

L’ARMA. Gli accertamenti dei carabinieri si stanno concentrando anche sulla natura della pistola con cui il rapinatore ha minacciato il direttore della filiale. Difficile al momento capire se si trattasse di un’arma vera oppure di una giocattolo. L’unica certezza in questo senso è che il metal detector non ha suonato e questo particolare potrebbe far pensare a una pistola giocattolo. Ma alcune volte – spiegano gli esperti – queste macchine sono tarate verso l’alto e non riconoscono piccoli oggetti in metallo. Ecco perché nei prossimi giorni gli investigatori faranno un test sul metal detector per verificarne il funzionamento.

LA CHIUSURA. Dopo il colpo all’ingresso della filiale è comparso un cartello: «Chiusi per rapina». All’interno dell’ufficio sono rimasti gli impiegati e il direttore che sono stati ascoltati dai carabinieri per ore nel tentativo degli investigatori di avere il maggior numero di informazioni possibili. «È subito scattato il piano anti-rapina con posti di blocco e l’intervento di un elicottero», spiegano dal comando provinciale dei carabinieri. Ma fino a ieri sera dei due rapinatori e dello scooter nero sul quale sono fuggiti dopo il colpo nessuna traccia.

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