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Piano di Protezione civile, la giunta vuole la revisione

Deciso un bando dopo che quello redatto nel 2016 non è mai stato discusso. Entro il prossimo 10 agosto richiesta agli uffici la prima proposta complessiva  

LIVORNO. Il nuovo piano di protezione civile comunale, o meglio il procedimento del suo adeguamento e revisione, verrà affidato ad uno studio esterno attraverso una procedura di evidenza pubblica. Lo ha stabilito la giunta di Filippo Nogarin attraverso la decisione numero 130 del 10 maggio scorso. Il sindaco, dopo aver illustrato il rapporto del segretario generale Giuseppe Ascione sulla questione, non ha però partecipato alla decisione lasciando la seduta e le valutazioni successive alla vicesindaca Stella Sorgente e agli assessori che erano presenti, ovvero Giuseppe Vece, Leonardo Apolloni, Alessandro Aurigi e Valentina Montanelli. I quali hanno dato mandato al dirigente della protezione civile Riccardo Pucciarelli di procedere con urgenza, con l’obiettivo di avere in mano una prima proposta di revisione complessiva già entro il prossimo 10 agosto dando avvio alla procedura di evidenza pubblica. Il progetto, che è stato redatto dal dirigente del settore di allora, il geologo Leonardo Gonnelli era stato “apprezzato” dalla giunta nel mese di novembre di due anni fa, eravamo nel 2016, e inserito all’ordine del giorno del consiglio comunale a gennaio 2017, ma non inserito all’ordine dei lavori per la relativa discussione.

Stiamo parlando di un piano che aveva ricevuto però già l’approvazione della protezione civile regionale e di quella provinciale, e sul quale genio civile e consorzio di bonifica e gli altri enti responsabili dei fattori di rischio sul territorio non avevano presentato osservazioni. Un ritardo sulla discussione del piano che alla fine come è noto si è andato a scontrare con la tragica alluvione del 10 settembre scorso. Gli “eventi calamitosi” del settembre 2017 si legge infatti nel documento della giunta «hanno fatto emergere lacune evidenti di carattere tecnico nello schema di piano elaborato, non ancora approvato e attualmente in iter».

Partendo dalla convinzione che proprio alla luce della disastrosa e tragica alluvione, ma anche nel frattempo dell’entrata a regime della nuova macrostruttura che si è data l’amministrazione, e soprattutto dell’entrata in vigore del codice della Protezione civile del gennaio di quest’anno, il piano dovesse essere rivisto, i percorsi ipotizzabili per arrivare in tempi rapidi alla revisione erano stati affrontati nel corso di una riunione convocata ad aprile scorso da Pucciarelli. Alla riunione avevano partecipato diversi dirigenti comunali, tra i quali anche Gonnelli. Il gruppo di lavoro era orientato sull’individuazione di un’equipe composta da dipendenti comunali per conferire l’incarico, il che avrebbe portato a un risparmio di risorse e anche a un maggiore coinvolgimento della protezione civile comunale. Ma nella riunione era stata presa in considerazione anche l’idea di dare la revisione in appalto di servizio, così come è stato già fatto per il piano strutturale.

Le valutazioni successive hanno portato alla scelta di giunta dopo l’analisi dei due modelli organizzativi: il primo, che dunque è stato scartato, e cioè di portare avanti la revisione con professionalità interne all’amministrazione, e il secondo, quello che appunto si è preferito, con l’affidamento a un soggetto esterno. Un’opzione che, secondo quanto è contenuto nel rapporto del segretario generale illustrato dal sindaco alla giunta, avrebbe avuto anche il vantaggio di «intercettare le professionalità più idonee e di alto profilo necessarie e utili allo scopo».

Il ricorso a una professionalità esterna avrebbe infatti consentito, sempre secondo quanto aveva osservato nel documento il segretario generale, di reperire sul mercato professionalità di più alto profilo per le specifiche problematiche che il piano deve affrontare (docenti o istituti universitari, professionisti che abbiano già lavorato nel campo specifico per altre amministrazioni anche più grandi) «rispetto a quelle in possesso dei dipendenti comunali». Inoltre il conferimento dell’incarico avrebbe garantito anche altri vantaggi:

da una parte quello di impiegare cioè le risorse interne su temi specifici collegati al piano e dall’altra sarebbe stato in grado di garantire una «terzietà» utile all’elaborazione del piano stesso, perché avrebbe portato ad «un’analisi oggettiva introducendo un fattore di maggior garanzia».

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